Giù

    ► Bibbia LXX

                 Sapienza

Sapienza

  

Amate la giustizia, voi che governate sulla terra, rettamente pensate del Signore, cercatelo con cuore semplice.

Sap 1,1

Amate la giustizia, voi giudici della terra, pensate al Signore con bontà d’animo e cercatelo con cuore semplice.

   

Egli infatti si lascia trovare da quanti non lo tentano, si mostra a coloro che non ricusano di credere in lui.

Sap 1,2

Egli infatti si fa trovare da quelli che non lo mettono alla prova, e si manifesta a quelli che non diffidano di lui.

   

I ragionamenti tortuosi allontanano da Dio; l'onnipotenza, messa alla prova, caccia gli stolti.

Sap 1,3

I ragionamenti distorti separano da Dio; ma la potenza, messa alla prova, spiazza gli stolti.

   

La sapienza non entra in un'anima che opera il male né abita in un corpo schiavo del peccato.

Sap 1,4

La sapienza non entra in un’anima che compie il male né abita in un corpo oppresso dal peccato.

   

Il santo spirito che ammaestra rifugge dalla finzione, se ne sta lontano dai discorsi insensati, è cacciato al sopraggiungere dell'ingiustizia.

Sap 1,5

Il santo spirito, che ammaestra, fugge ogni inganno, si tiene lontano dai discorsi insensati e viene scacciato al sopraggiungere dell’ingiustizia.

   

La sapienza è uno spirito amico degli uomini; ma non lascerà impunito chi insulta con le labbra, perché Dio è testimone dei suoi sentimenti e osservatore verace del suo cuore e ascolta le parole della sua bocca.

Sap 1,6

La sapienza è uno spirito che ama l’uomo, e tuttavia non lascia impunito il bestemmiatore per i suoi discorsi, perché Dio è testimone dei suoi sentimenti, conosce bene i suoi pensieri e ascolta ogni sua parola.

   

Difatti lo spirito del Signore riempie l'universo e, abbracciando ogni cosa, conosce ogni voce.

Sap 1,7

Lo spirito del Signore riempie la terra e, tenendo insieme ogni cosa, ne conosce la voce.

   

Per questo non gli sfuggirà chi proferisce cose ingiuste, la giustizia vendicatrice non lo risparmierà.

Sap 1,8

Per questo non può nascondersi chi pronuncia cose ingiuste, né lo risparmierà la giustizia vendicatrice.

   

Si indagherà infatti sui propositi dell'empio, il suono delle sue parole giungerà fino al Signore a condanna delle sue iniquità;

Sap 1,9

Si indagherà infatti sui propositi dell’empio, il suono delle sue parole giungerà fino al Signore a condanna delle sue iniquità,

   

poiché un orecchio geloso ascolta ogni cosa, perfino il sussurro delle mormorazioni non gli resta segreto.

Sap 1,10

perché un orecchio geloso ascolta ogni cosa, perfino il sussurro delle mormorazioni non gli resta segreto.

   

Guardatevi pertanto da un vano mormorare, preservate la lingua dalla maldicenza, perché neppure una parola segreta sarà senza effetto, una bocca menzognera uccide l'anima.

Sap 1,11

Guardatevi dunque da inutili mormorazioni, preservate la lingua dalla maldicenza, perché neppure una parola segreta sarà senza effetto; una bocca menzognera uccide l’anima.

   

Non provocate la morte con gli errori della vostra vita, non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani,

Sap 1,12

Non affannatevi a cercare la morte con gli errori della vostra vita, non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani,

   

perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi.

Sap 1,13

perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi.

   

Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c'è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra,

Sap 1,14

Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano; le creature del mondo sono portatrici di salvezza, in esse non c’è veleno di morte, né il regno dei morti è sulla terra.

   

perché la giustizia è immortale.

Sap 1,15

La giustizia infatti è immortale.

   

Gli empi invocano su di sé la morte con gesti e con parole, ritenendola amica si consumano per essa e con essa concludono alleanza, perché son degni di appartenerle.

Sap 1,16

Ma gli empi invocano su di sé la morte con le opere e con le parole; ritenendola amica, si struggono per lei e con essa stringono un patto, perché sono degni di appartenerle.

   

Dicono fra loro sragionando: "La nostra vita è breve e triste; non c'è rimedio, quando l'uomo muore, e non si conosce nessuno che liberi dagli inferi.

Sap 2,1

Dicono fra loro sragionando: «La nostra vita è breve e triste; non c’è rimedio quando l’uomo muore, e non si conosce nessuno che liberi dal regno dei morti.

   

Siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo stati. È un fumo il soffio delle nostre narici, il pensiero è una scintilla nel palpito del nostro cuore.

Sap 2,2

Siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo stati: è un fumo il soffio delle nostre narici, il pensiero è una scintilla nel palpito del nostro cuore,

   

Una volta spentasi questa, il corpo diventerà cenere e lo spirito si dissiperà come aria leggera.

Sap 2,3

spenta la quale, il corpo diventerà cenere e lo spirito svanirà come aria sottile.

   

Il nostro nome sarà dimenticato con il tempo e nessuno si ricorderà delle nostre opere. La nostra vita passerà come le tracce di una nube, si disperderà come nebbia scacciata dai raggi del sole e disciolta dal calore.

Sap 2,4

Il nostro nome cadrà, con il tempo, nell’oblio e nessuno ricorderà le nostre opere. La nostra vita passerà come traccia di nuvola, si dissolverà come nebbia messa in fuga dai raggi del sole e abbattuta dal suo calore.

   

La nostra esistenza è il passare di un'ombra e non c'è ritorno alla nostra morte, poiché il sigillo è posto e nessuno torna indietro.

Sap 2,5

Passaggio di un’ombra è infatti la nostra esistenza e non c’è ritorno quando viene la nostra fine, poiché il sigillo è posto e nessuno torna indietro.

   

Su, godiamoci i beni presenti, facciamo uso delle creature con ardore giovanile!

Sap 2,6

Venite dunque e godiamo dei beni presenti, gustiamo delle creature come nel tempo della giovinezza!

   

Inebriamoci di vino squisito e di profumi, non lasciamoci sfuggire il fiore della primavera,

Sap 2,7

Saziamoci di vino pregiato e di profumi, non ci sfugga alcun fiore di primavera,

   

coroniamoci di boccioli di rose prima che avvizziscano;

Sap 2,8

coroniamoci di boccioli di rosa prima che avvizziscano;

   

nessuno di noi manchi alla nostra intemperanza. Lasciamo dovunque i segni della nostra gioia perché questo ci spetta, questa è la nostra parte.

Sap 2,9

nessuno di noi sia escluso dalle nostre dissolutezze. Lasciamo dappertutto i segni del nostro piacere, perché questo ci spetta, questa è la nostra parte.

   

Spadroneggiamo sul giusto povero, non risparmiamo le vedove, nessun riguardo per la canizie ricca d'anni del vecchio.

Sap 2,10

Spadroneggiamo sul giusto, che è povero, non risparmiamo le vedove, né abbiamo rispetto per la canizie di un vecchio attempato.

   

La nostra forza sia regola della giustizia, perché la debolezza risulta inutile.

Sap 2,11

La nostra forza sia legge della giustizia, perché la debolezza risulta inutile.

   

Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo ed è contrario alle nostre azioni; ci rimprovera le trasgressioni della legge e ci rinfaccia le mancanze contro l'educazione da noi ricevuta.

Sap 2,12

Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo e si oppone alle nostre azioni; ci rimprovera le colpe contro la legge e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta.

   

Proclama di possedere la conoscenza di Dio e si dichiara figlio del Signore.

Sap 2,13

Proclama di possedere la conoscenza di Dio e chiama se stesso figlio del Signore.

   

È diventato per noi una condanna dei nostri sentimenti; ci è insopportabile solo al vederlo,

Sap 2,14

È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri; ci è insopportabile solo al vederlo,

   

perché la sua vita è diversa da quella degli altri, e del tutto diverse sono le sue strade.

Sap 2,15

perché la sua vita non è come quella degli altri, e del tutto diverse sono le sue strade.

   

Moneta falsa siam da lui considerati, schiva le nostre abitudini come immondezze. Proclama beata la fine dei giusti e si vanta di aver Dio per padre.

Sap 2,16

Siamo stati considerati da lui moneta falsa, e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure. Proclama beata la sorte finale dei giusti e si vanta di avere Dio per padre.

   

Vediamo se le sue parole sono vere; proviamo ciò che gli accadrà alla fine.

Sap 2,17

Vediamo se le sue parole sono vere, consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.

   

Se il giusto è figlio di Dio, egli l'assisterà, e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.

Sap 2,18

Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.

   

Mettiamolo alla prova con insulti e tormenti, per conoscere la mitezza del suo carattere e saggiare la sua rassegnazione.

Sap 2,19

Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti, per conoscere la sua mitezza e saggiare il suo spirito di sopportazione.

   

Condanniamolo a una morte infame, perché secondo le sue parole il soccorso gli verrà".

Sap 2,20

Condanniamolo a una morte infamante, perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».

   

La pensano così, ma si sbagliano; la loro malizia li ha accecati.

Sap 2,21

Hanno pensato così, ma si sono sbagliati; la loro malizia li ha accecati.

   

Non conoscono i segreti di Dio; non sperano salario per la santità né credono alla ricompensa delle anime pure.

Sap 2,22

Non conoscono i misteriosi segreti di Dio, non sperano ricompensa per la rettitudine né credono a un premio per una vita irreprensibile.

   

Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della propria natura.

Sap 2,23

Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità, lo ha fatto immagine della propria natura.

   

Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.

Sap 2,24

Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.

   

Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà.

Sap 3,1

Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà.

   

Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura,

Sap 3,2

Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura,

   

la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace.

Sap 3,3

la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace.

   

Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità.

Sap 3,4

Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d’immortalità.

   

Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé:

Sap 3,5

In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé;

   

li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto.

Sap 3,6

li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come l’offerta di un olocausto.

   

Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là.

Sap 3,7

Nel giorno del loro giudizio risplenderanno, come scintille nella stoppia correranno qua e là.

   

Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.

Sap 3,8

Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.

   

Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti.

Sap 3,9

Coloro che confidano in lui comprenderanno la verità, i fedeli nell’amore rimarranno presso di lui, perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti.

   

Ma gli empi per i loro pensieri riceveranno il castigo, essi che han disprezzato il giusto e si son ribellati al Signore.

Sap 3,10

Ma gli empi riceveranno una pena conforme ai loro pensieri; non hanno avuto cura del giusto e si sono allontanati dal Signore.

   

Chi disprezza la sapienza e la disciplina è infelice. Vana la loro speranza e le loro fatiche senza frutto, inutili le opere loro.

Sap 3,11

Infatti è infelice chi disprezza la sapienza e l’educazione. Vana è la loro speranza e le loro fatiche inutili, le loro opere sono senza frutto.

   

Le loro mogli sono insensate, cattivi i loro figli, maledetta la loro progenie.

Sap 3,12

Le loro mogli sono insensate, cattivi i loro figli, maledetta la loro progenie.

   

Beata la sterile non contaminata, la quale non ha conosciuto un letto peccaminoso; avrà il suo frutto alla rassegna delle anime.

Sap 3,13

Felice invece è la sterile incorrotta, che non ha conosciuto unione peccaminosa: avrà il frutto quando le anime saranno visitate.

   

Anche l'eunuco, la cui mano non ha commesso iniquità e che non ha pensato cose malvage contro il Signore, riceverà una grazia speciale per la sua fedeltà, una parte più desiderabile nel tempio del Signore;

Sap 3,14

E felice l’eunuco la cui mano non ha fatto nulla d’ingiusto e non ha pensato male del Signore: riceverà una ricompensa privilegiata per la sua fedeltà, una sorte più ambita nel tempio del Signore.

   

poiché il frutto delle opere buone è glorioso e imperitura la radice della saggezza.

Sap 3,15

Poiché glorioso è il frutto delle opere buone e la radice della saggezza non conosce imperfezioni.

   

I figli di adulteri non giungeranno a maturità; la discendenza di un'unione illegittima sarà sterminata.

Sap 3,16

I figli degli adulteri non giungeranno a maturità, il seme di un’unione illegittima scomparirà.

   

Anche se avranno lunga vita, non saran contati per niente, e, infine, la loro vecchiaia sarà senza onore.

Sap 3,17

Anche se avranno lunga vita, non saranno tenuti in alcun conto, e, infine, la loro vecchiaia sarà senza onore.

   

Se poi moriranno presto, non avranno speranza né consolazione nel giorno del giudizio,

Sap 3,18

Se poi moriranno presto, non avranno speranza né conforto nel giorno del giudizio,

   

poiché di una stirpe iniqua è terribile il destino.

Sap 3,19

poiché dura è la fine di una generazione ingiusta.

   

Meglio essere senza figli e avere la virtù, poiché nel ricordo di questa c'è immortalità, per il fatto che è riconosciuta da Dio e dagli uomini.

Sap 4,1

Meglio essere senza figli e possedere la virtù, perché nel ricordo di questa c’è immortalità: essa è riconosciuta da Dio e dagli uomini.

   

Presente è imitata; assente è desiderata; nell'eternità trionfa, cinta di corona, per aver vinto nella gara di combattimenti senza macchia.

Sap 4,2

Presente, è imitata, assente, viene rimpianta; incoronata, trionfa in eterno, avendo vinto, in gara, premi incontaminati.

   

La discendenza numerosa degli empi non servirà a nulla; e dalle sue bastarde propaggini non metterà profonde radici né si consoliderà su una base sicura.

Sap 4,3

La numerosa discendenza degli empi non servirà a nulla e dai suoi polloni spuri non metterà profonde radici né si consoliderà su una base sicura;

   

Anche se per qualche tempo mette gemme sui rami, i suoi germogli precari saranno scossi dal vento e sradicati dalla violenza delle bufere.

Sap 4,4

anche se, a suo tempo, essa ramifica, non essendo ben piantata, sarà scossa dal vento e sradicata dalla violenza delle bufere.

   

Si spezzeranno i ramoscelli ancora teneri; il loro frutto sarà inutile, non maturo da mangiare, e a nulla servirà.

Sap 4,5

Saranno spezzati i ramoscelli ancora deboli; il loro frutto sarà inutile, acerbo da mangiare, e non servirà a nulla.

   

Infatti i figli nati da unioni illegali attestano la perversità dei genitori nel giudizio di essi.

Sap 4,6

Infatti i figli nati da sonni illegittimi saranno testimoni della malvagità dei genitori, quando su di essi si aprirà l’inchiesta.

   

Il giusto, anche se muore prematuramente, troverà riposo.

Sap 4,7

Il giusto, anche se muore prematuramente, si troverà in un luogo di riposo.

   

Vecchiaia veneranda non è la longevità, né si calcola dal numero degli anni;

Sap 4,8

Vecchiaia veneranda non è quella longeva, né si misura con il numero degli anni;

   

ma la canizie per gli uomini sta nella sapienza; e un'età senile è una vita senza macchia.

Sap 4,9

ma canizie per gli uomini è la saggezza, età senile è una vita senza macchia.

   

Divenuto caro a Dio, fu amato da lui e poiché viveva fra peccatori, fu trasferito.

Sap 4,10

Divenuto caro a Dio, fu amato da lui e, poiché viveva fra peccatori, fu portato altrove.

   

Fu rapito, perché la malizia non ne mutasse i sentimenti o l'inganno non ne traviasse l'animo,

Sap 4,11

Fu rapito, perché la malvagità non alterasse la sua intelligenza o l’inganno non seducesse la sua anima,

   

poiché il fascino del vizio deturpa anche il bene e il turbine della passione travolge una mente semplice.

Sap 4,12

poiché il fascino delle cose frivole oscura tutto ciò che è bello e il turbine della passione perverte un animo senza malizia.

   

Giunto in breve alla perfezione, ha compiuto una lunga carriera.

Sap 4,13

Giunto in breve alla perfezione, ha conseguito la pienezza di tutta una vita.

   

La sua anima fu gradita al Signore; perciò egli lo tolse in fretta da un ambiente malvagio. I popoli vedono senza comprendere; non riflettono nella mente a questo fatto

Sap 4,14

La sua anima era gradita al Signore, perciò si affrettò a uscire dalla malvagità. La gente vide ma non capì, non ha riflettuto su un fatto così importante:

   

che la grazia e la misericordia sono per i suoi eletti e la protezione per i suoi santi.

Sap 4,15

grazia e misericordia sono per i suoi eletti e protezione per i suoi santi.

   

Il giusto defunto condanna gli empi ancora in vita; una giovinezza, giunta in breve alla perfezione, condanna la lunga vecchiaia dell'ingiusto.

Sap 4,16

Il giusto, da morto, condannerà gli empi ancora in vita; una giovinezza, giunta in breve alla conclusione, condannerà gli empi, pur carichi di anni.

   

Le folle vedranno la fine del saggio, ma non capiranno ciò che Dio ha deciso a suo riguardo né in vista di che cosa il Signore l'ha posto al sicuro.

Sap 4,17

Infatti vedranno la fine del saggio, ma non capiranno ciò che Dio aveva deciso a suo riguardo né per quale scopo il Signore l’aveva posto al sicuro.

   

Vedranno e disprezzeranno, ma il Signore li deriderà.

Sap 4,18

Vedranno e disprezzeranno, ma il Signore li deriderà.

   

Infine diventeranno un cadavere spregevole, oggetto di scherno fra i morti per sempre. Dio infatti li precipiterà muti, a capofitto, e li schianterà dalle fondamenta; saranno del tutto rovinati, si troveranno tra dolori e il loro ricordo perirà.

Sap 4,19

Infine diventeranno come un cadavere disonorato, oggetto di scherno fra i morti, per sempre. Dio infatti li precipiterà muti, a capofitto, e li scuoterà dalle fondamenta; saranno del tutto rovinati, si troveranno tra dolori e il loro ricordo perirà.

   

Si presenteranno tremanti al rendiconto dei loro peccati; le loro iniquità si alzeranno contro di essi per accusarli.

Sap 4,20

Si presenteranno tremanti al rendiconto dei loro peccati; le loro iniquità si ergeranno contro di loro per accusarli.

   

Allora il giusto starà con grande fiducia di fronte a quanti lo hanno oppresso e a quanti han disprezzato le sue sofferenze.

Sap 5,1

Allora il giusto starà con grande fiducia di fronte a coloro che lo hanno perseguitato e a quelli che hanno disprezzato le sue sofferenze.

   

Costoro vedendolo saran presi da terribile spavento, saran presi da stupore per la sua salvezza inattesa.

Sap 5,2

Alla sua vista saranno presi da terribile spavento, stupiti per la sua sorprendente salvezza.

   

Pentiti, diranno fra di loro, gemendo nello spirito tormentato:

Sap 5,3

Pentiti, diranno tra loro, gemendo con animo angosciato:

   

"Ecco colui che noi una volta abbiamo deriso e che stolti abbiam preso a bersaglio del nostro scherno; giudicammo la sua vita una pazzia e la sua morte disonorevole.

Sap 5,4

«Questi è colui che noi una volta abbiamo deriso e, stolti, abbiamo preso a bersaglio del nostro scherno; abbiamo considerato una pazzia la sua vita e la sua morte disonorevole.

   

Perché ora è considerato tra i figli di Dio e condivide la sorte dei santi?

Sap 5,5

Come mai è stato annoverato tra i figli di Dio e la sua eredità è ora tra i santi?

   

Abbiamo dunque deviato dal cammino della verità; la luce della giustizia non è brillata per noi, né mai per noi si è alzato il sole.

Sap 5,6

Abbiamo dunque abbandonato la via della verità, la luce della giustizia non ci ha illuminati e il sole non è sorto per noi.

   

Ci siamo saziati nelle vie del male e della perdizione; abbiamo percorso deserti impraticabili, ma non abbiamo conosciuto la via del Signore.

Sap 5,7

Ci siamo inoltrati per sentieri iniqui e rovinosi, abbiamo percorso deserti senza strade, ma non abbiamo conosciuto la via del Signore.

   

Che cosa ci ha giovato la nostra superbia? Che cosa ci ha portato la ricchezza con la spavalderia?

Sap 5,8

Quale profitto ci ha dato la superbia? Quale vantaggio ci ha portato la ricchezza con la spavalderia?

   

Tutto questo è passato come ombra e come notizia fugace,

Sap 5,9

Tutto questo è passato come ombra e come notizia fugace,

   

come una nave che solca l'onda agitata, del cui passaggio non si può trovare traccia, né scia della sua carena sui flutti;

Sap 5,10

come una nave che solca un mare agitato, e, una volta passata, di essa non si trova più traccia né scia della sua carena sulle onde;

   

oppure come un uccello che vola per l'aria e non si trova alcun segno della sua corsa, poiché l'aria leggera, percossa dal tocco delle penne e divisa dall'impeto vigoroso, è attraversata dalle ali in movimento, ma dopo non si trova segno del suo passaggio;

Sap 5,11

oppure come quando un uccello attraversa l’aria e non si trova alcun segno del suo volo: l’aria leggera, percossa dal battito delle ali e divisa dalla forza dello slancio, è attraversata dalle ali in movimento, ma dopo non si trova segno del suo passaggio;

   

o come quando, scoccata una freccia al bersaglio, l'aria si divide e ritorna subito su se stessa e così non si può distinguere il suo tragitto:

Sap 5,12

o come quando, scoccata una freccia verso il bersaglio, l’aria si divide e ritorna subito su se stessa e della freccia non si riconosce tragitto.

   

così anche noi, appena nati, siamo già scomparsi, non abbiamo avuto alcun segno di virtù da mostrare; siamo stati consumati nella nostra malvagità".

Sap 5,13

Così anche noi, appena nati, siamo già come scomparsi, non avendo da mostrare alcun segno di virtù; ci siamo consumati nella nostra malvagità».

   

La speranza dell'empio è come pula portata dal vento, come schiuma leggera sospinta dalla tempesta, come fumo dal vento è dispersa, si dilegua come il ricordo dell'ospite di un sol giorno.

Sap 5,14

La speranza dell’empio è come pula portata dal vento, come schiuma leggera sospinta dalla tempesta; come fumo dal vento è dispersa, si dilegua come il ricordo dell’ospite di un solo giorno.

   

I giusti al contrario vivono per sempre, la loro ricompensa è presso il Signore e l'Altissimo ha cura di loro.

Sap 5,15

I giusti al contrario vivono per sempre, la loro ricompensa è presso il Signore e di essi ha cura l’Altissimo.

   

Per questo riceveranno una magnifica corona regale, un bel diadema dalla mano del Signore, perché li proteggerà con la destra, con il braccio farà loro da scudo.

Sap 5,16

Per questo riceveranno una magnifica corona regale, un bel diadema dalle mani del Signore, perché li proteggerà con la destra, con il braccio farà loro da scudo.

   

Egli prenderà per armatura il suo zelo e armerà il creato per castigare i nemici;

Sap 5,17

Egli prenderà per armatura il suo zelo e userà come arma il creato per punire i nemici,

   

indosserà la giustizia come corazza e si metterà come elmo un giudizio infallibile;

Sap 5,18

indosserà la giustizia come corazza e si metterà come elmo un giudizio imparziale,

   

prenderà come scudo una santità inespugnabile;

Sap 5,19

prenderà come scudo la santità invincibile,

   

affilerà la sua collera inesorabile come spada e il mondo combatterà con lui contro gli insensati.

Sap 5,20

affilerà la sua collera inesorabile come spada e l’universo combatterà con lui contro gli insensati.

   

Scoccheranno gli infallibili dardi dei fulmini, e come da un arco ben teso, dalle nubi, colpiranno il bersaglio;

Sap 5,21

Partiranno ben dirette le saette dei lampi e dalle nubi, come da un arco ben teso, balzeranno al bersaglio;

   

dalla fionda saranno scagliati chicchi di grandine colmi di sdegno. Infurierà contro di loro l'acqua del mare e i fiumi li sommergeranno senza pietà.

Sap 5,22

dalla sua fionda saranno scagliati chicchi di grandine pieni di furore. Si metterà in fermento contro di loro l’acqua del mare e i fiumi li travolgeranno senza pietà.

   

Si scatenerà contro di loro un vento impetuoso, li disperderà come un uragano. L'iniquità renderà deserta tutta la terra e la malvagità rovescerà i troni dei potenti.

Sap 5,23

Si scatenerà contro di loro un vento impetuoso e come un uragano li travolgerà. L’iniquità renderà deserta tutta la terra e la malvagità rovescerà i troni dei potenti.

   

Ascoltate, o re, e cercate di comprendere; imparate, governanti di tutta la terra.

Sap 6,1

Ascoltate dunque, o re, e cercate di comprendere; imparate, o governanti di tutta la terra.

   

Porgete l'orecchio, voi che dominate le moltitudini e siete orgogliosi per il gran numero dei vostri popoli.

Sap 6,2

Porgete l’orecchio, voi dominatori di popoli, che siete orgogliosi di comandare su molte nazioni.

   

La vostra sovranità proviene dal Signore; la vostra potenza dall'Altissimo, il quale esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi;

Sap 6,3

Dal Signore vi fu dato il potere e l’autorità dall’Altissimo; egli esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi:

   

poiché, pur essendo ministri del suo regno, non avete governato rettamente, né avete osservato la legge né vi siete comportati secondo il volere di Dio.

Sap 6,4

pur essendo ministri del suo regno, non avete governato rettamente né avete osservato la legge né vi siete comportati secondo il volere di Dio.

   

Con terrore e rapidamente egli si ergerà contro di voi poiché un giudizio severo si compie contro coloro che stanno in alto.

Sap 6,5

Terribile e veloce egli piomberà su di voi, poiché il giudizio è severo contro coloro che stanno in alto.

   

L'inferiore è meritevole di pietà, ma i potenti saranno esaminati con rigore.

Sap 6,6

Gli ultimi infatti meritano misericordia, ma i potenti saranno vagliati con rigore.

   

Il Signore di tutti non si ritira davanti a nessuno, non ha soggezione della grandezza, perché egli ha creato il piccolo e il grande e si cura ugualmente di tutti.

Sap 6,7

Il Signore dell’universo non guarderà in faccia a nessuno, non avrà riguardi per la grandezza, perché egli ha creato il piccolo e il grande e a tutti provvede in egual modo.

   

Ma sui potenti sovrasta un'indagine rigorosa.

Sap 6,8

Ma sui dominatori incombe un’indagine inflessibile.

   

Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole, perché impariate la sapienza e non abbiate a cadere.

Sap 6,9

Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole, perché impariate la sapienza e non cadiate in errore.

   

Chi custodisce santamente le cose sante sarà santificato e chi si è istruito in esse vi troverà una difesa.

Sap 6,10

Chi custodisce santamente le cose sante sarà riconosciuto santo, e quanti le avranno apprese vi troveranno una difesa.

   

Desiderate, pertanto, le mie parole; bramatele e ne riceverete istruzione.

Sap 6,11

Bramate, pertanto, le mie parole, desideratele e ne sarete istruiti.

   

La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca.

Sap 6,12

La sapienza è splendida e non sfiorisce, facilmente si lascia vedere da coloro che la amano e si lascia trovare da quelli che la cercano.

   

Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.

Sap 6,13

Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.

   

Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta.

Sap 6,14

Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà, la troverà seduta alla sua porta.

   

Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni.

Sap 6,15

Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta, chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni;

   

Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.

Sap 6,16

poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei, appare loro benevola per le strade e in ogni progetto va loro incontro.

   

Suo principio assai sincero è il desiderio d'istruzione; la cura dell'istruzione è amore;

Sap 6,17

Suo principio più autentico è il desiderio di istruzione, l’anelito per l’istruzione è amore,

   

l'amore è osservanza delle sue leggi; il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità

Sap 6,18

l’amore per lei è osservanza delle sue leggi, il rispetto delle leggi è garanzia di incorruttibilità

   

e l'immortalità fa stare vicino a Dio.

Sap 6,19

e l’incorruttibilità rende vicini a Dio.

   

Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.

Sap 6,20

Dunque il desiderio della sapienza innalza al regno.

   

Se dunque, sovrani dei popoli, vi dilettate di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

Sap 6,21

Se dunque, dominatori di popoli, vi compiacete di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

   

Esporrò che cos'è la sapienza e come essa nacque; non vi terrò nascosti i suoi segreti. Seguirò le sue tracce fin dall'origine, metterò in luce la sua conoscenza, non mi allontanerò dalla verità.

Sap 6,22

Annuncerò che cos’è la sapienza e com’è nata, non vi terrò nascosti i suoi segreti, ma fin dalle origini ne ricercherò le tracce, metterò in chiaro la conoscenza di lei, non mi allontanerò dalla verità.

   

Non mi accompagnerò con l'invidia che consuma, poiché essa non ha nulla in comune con la sapienza.

Sap 6,23

Non mi farò compagno di chi si consuma d’invidia, perché costui non avrà nulla in comune con la sapienza.

   

L'abbondanza dei saggi è la salvezza del mondo; un re saggio è la salvezza di un popolo.

Sap 6,24

Il gran numero di sapienti è salvezza per il mondo, un re prudente è la sicurezza del popolo.

   

Lasciatevi dunque ammaestrare dalle mie parole e ne trarrete profitto.

Sap 6,25

Lasciatevi dunque ammaestrare dalle mie parole e ne trarrete profitto.

   

Anch'io sono un uomo mortale come tutti, discendente del primo essere plasmato di creta. Fui formato di carne nel seno di una madre,

Sap 7,1

Anch’io sono un uomo mortale uguale a tutti, discendente del primo uomo plasmato con la terra. La mia carne fu modellata nel grembo di mia madre,

   

durante dieci mesi consolidato nel sangue, frutto del seme d'un uomo e del piacere compagno del sonno.

Sap 7,2

nello spazio di dieci mesi ho preso consistenza nel sangue, dal seme d’un uomo e dal piacere compagno del sonno.

   

Anch'io appena nato ho respirato l'aria comune e sono caduto su una terra uguale per tutti, levando nel pianto uguale a tutti il mio primo grido.

Sap 7,3

Anch’io alla nascita ho respirato l’aria comune e sono caduto sulla terra dove tutti soffrono allo stesso modo; come per tutti, il pianto fu la mia prima voce.

   

E fui allevato in fasce e circondato di cure;

Sap 7,4

Fui allevato in fasce e circondato di cure;

   

nessun re iniziò in modo diverso l'esistenza.

Sap 7,5

nessun re ebbe un inizio di vita diverso.

   

Si entra nella vita e se ne esce alla stessa maniera.

Sap 7,6

Una sola è l’entrata di tutti nella vita e uguale ne è l’uscita.

   

Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza; implorai e venne in me lo spirito della sapienza.

Sap 7,7

Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza.

   

La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto;

Sap 7,8

La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,

   

non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l'oro al suo confronto è un po' di sabbia e come fango sarà valutato di fronte ad essa l'argento.

Sap 7,9

non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.

   

L'amai più della salute e della bellezza, preferii il suo possesso alla stessa luce, perché non tramonta lo splendore che ne promana.

Sap 7,10

L’ho amata più della salute e della bellezza, ho preferito avere lei piuttosto che la luce, perché lo splendore che viene da lei non tramonta.

   

Insieme con essa mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

Sap 7,11

Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

   

Godetti di tutti questi beni, perché la sapienza li guida, ma ignoravo che di tutti essa è madre.

Sap 7,12

Ho gioito di tutto ciò, perché lo reca la sapienza, ma ignoravo che ella è madre di tutto questo.

   

Senza frode imparai e senza invidia io dono, non nascondo le sue ricchezze.

Sap 7,13

Ciò che senza astuzia ho imparato, senza invidia lo comunico, non nascondo le sue ricchezze.

   

Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini; quanti se lo procurano si attirano l'amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento

Sap 7,14

Ella è infatti un tesoro inesauribile per gli uomini; chi lo possiede ottiene l’amicizia con Dio, è a lui raccomandato dai frutti della sua educazione.

   

Mi conceda Dio di parlare secondo conoscenza e di pensare in modo degno dei doni ricevuti, perché egli è guida della sapienza e i saggi ricevono da lui orientamento.

Sap 7,15

Mi conceda Dio di parlare con intelligenza e di riflettere in modo degno dei doni ricevuti, perché egli stesso è la guida della sapienza e dirige i sapienti.

   

In suo potere siamo noi e le nostre parole, ogni intelligenza e ogni nostra abilità.

Sap 7,16

Nelle sue mani siamo noi e le nostre parole, ogni sorta di conoscenza e ogni capacità operativa.

   

Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose, per comprender la struttura del mondo e la forza degli elementi,

Sap 7,17

Egli stesso mi ha concesso la conoscenza autentica delle cose, per comprendere la struttura del mondo e la forza dei suoi elementi,

   

il principio, la fine e il mezzo dei tempi, l'alternarsi dei solstizi e il susseguirsi delle stagioni,

Sap 7,18

il principio, la fine e il mezzo dei tempi, l’alternarsi dei solstizi e il susseguirsi delle stagioni,

   

il ciclo degli anni e la posizione degli astri,

Sap 7,19

i cicli dell’anno e la posizione degli astri,

   

la natura degli animali e l'istinto delle fiere, i poteri degli spiriti e i ragionamenti degli uomini, la varietà delle piante e le proprietà delle radici.

Sap 7,20

la natura degli animali e l’istinto delle bestie selvatiche, la forza dei venti e i ragionamenti degli uomini, la varietà delle piante e le proprietà delle radici.

   

Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo so, poiché mi ha istruito la sapienza, artefice di tutte le cose.

Sap 7,21

Ho conosciuto tutte le cose nascoste e quelle manifeste, perché mi ha istruito la sapienza, artefice di tutte le cose.

   

In essa c'è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile, mobile, penetrante, senza macchia, terso, inoffensivo, amante del bene, acuto,

Sap 7,22

In lei c’è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile, agile, penetrante, senza macchia, schietto, inoffensivo, amante del bene, pronto,

   

libero, benefico, amico dell'uomo, stabile, sicuro, senz'affanni, onnipotente, onniveggente e che pervade tutti gli spiriti intelligenti, puri, sottilissimi.

Sap 7,23

libero, benefico, amico dell’uomo, stabile, sicuro, tranquillo, che può tutto e tutto controlla, che penetra attraverso tutti gli spiriti intelligenti, puri, anche i più sottili.

   

La sapienza è il più agile di tutti i moti; per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa.

Sap 7,24

La sapienza è più veloce di qualsiasi movimento, per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa.

   

È un'emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell'Onnipotente, per questo nulla di contaminato in essa s'infiltra.

Sap 7,25

È effluvio della potenza di Dio, emanazione genuina della gloria dell’Onnipotente; per questo nulla di contaminato penetra in essa.

   

È un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività di Dio e un'immagine della sua bontà.

Sap 7,26

È riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio e immagine della sua bontà.

   

Sebbene unica, essa può tutto; pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova e attraverso le età entrando nelle anime sante, forma amici di Dio e profeti.

Sap 7,27

Sebbene unica, può tutto; pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova e attraverso i secoli, passando nelle anime sante, prepara amici di Dio e profeti.

   

Nulla infatti Dio ama se non chi vive con la sapienza.

Sap 7,28

Dio infatti non ama se non chi vive con la sapienza.

   

Essa in realtà è più bella del sole e supera ogni costellazione di astri; paragonata alla luce, risulta superiore;

Sap 7,29

Ella in realtà è più radiosa del sole e supera ogni costellazione, paragonata alla luce risulta più luminosa;

   

a questa, infatti, succede la notte, ma contro la sapienza la malvagità non può prevalere.

Sap 7,30

a questa, infatti, succede la notte, ma la malvagità non prevale sulla sapienza.

   

Essa si estende da un confine all'altro con forza, governa con bontà eccellente ogni cosa.

Sap 8,1

La sapienza si estende vigorosa da un’estremità all’altra e governa a meraviglia l’universo.

   

Questa ho amato e ricercato fin dalla mia giovinezza, ho cercato di prendermela come sposa, mi sono innamorato della sua bellezza.

Sap 8,2

È lei che ho amato e corteggiato fin dalla mia giovinezza, ho bramato di farla mia sposa, mi sono innamorato della sua bellezza.

   

Essa manifesta la sua nobiltà, in comunione di vita con Dio, perché il Signore dell'universo l'ha amata.

Sap 8,3

Ella manifesta la sua nobile origine vivendo in comunione con Dio, poiché il Signore dell’universo l’ha amata;

   

Essa infatti è iniziata alla scienza di Dio e sceglie le opere sue.

Sap 8,4

infatti è iniziata alla scienza di Dio e discerne le sue opere.

   

Se la ricchezza è un bene desiderabile in vita, quale ricchezza è più grande della sapienza, la quale tutto produce?

Sap 8,5

Se la ricchezza è un bene desiderabile in vita, che cosa c’è di più ricco della sapienza, che opera tutto?

   

Se l'intelligenza opera, chi, tra gli esseri, è più artefice di essa?

Sap 8,6

Se è la prudenza ad agire, chi più di lei è artefice di quanto esiste?

   

Se uno ama la giustizia, le virtù sono il frutto delle sue fatiche. Essa insegna infatti la temperanza e la prudenza, la giustizia e la fortezza, delle quali nulla è più utile agli uomini nella vita.

Sap 8,7

Se uno ama la giustizia, le virtù sono il frutto delle sue fatiche. Ella infatti insegna la temperanza e la prudenza, la giustizia e la fortezza, delle quali nulla è più utile agli uomini durante la vita.

   

Se uno desidera anche un'esperienza molteplice, essa conosce le cose passate e intravede le future, conosce le sottigliezze dei discorsi e le soluzioni degli enigmi, pronostica segni e portenti, come anche le vicende dei tempi e delle epoche.

Sap 8,8

Se uno desidera anche un’esperienza molteplice, ella conosce le cose passate e intravede quelle future, conosce le sottigliezze dei discorsi e le soluzioni degli enigmi, comprende in anticipo segni e prodigi e anche le vicende dei tempi e delle epoche.

   

Ho dunque deciso di prenderla a compagna della mia vita, sapendo che mi sarà consigliera di bene e conforto nelle preoccupazioni e nel dolore.

Sap 8,9

Ho dunque deciso di dividere con lei la mia vita, certo che mi sarebbe stata consigliera di buone azioni e conforto nelle preoccupazioni e nel dolore.

   

Per essa avrò gloria fra le folle e, anche se giovane, onore presso gli anziani.

Sap 8,10

Per lei avrò gloria tra le folle e, anche se giovane, onore presso gli anziani.

   

Sarò trovato acuto in giudizio, sarò ammirato di fronte ai potenti.

Sap 8,11

Sarò trovato perspicace nel giudicare, sarò ammirato di fronte ai potenti.

   

Se tacerò, resteranno in attesa; se parlerò, mi presteranno attenzione; se prolungherò il discorso, si porranno la mano sulla bocca.

Sap 8,12

Se tacerò, resteranno in attesa, se parlerò, mi presteranno attenzione, e se mi dilungo nel parlare, si tapperanno la bocca.

   

Per essa otterrò l'immortalità e lascerò un ricordo eterno ai miei successori.

Sap 8,13

Grazie a lei avrò l’immortalità e lascerò un ricordo eterno a quelli che verranno dopo di me.

   

Governerò i popoli e le nazioni mi saranno soggette;

Sap 8,14

Governerò popoli, e nazioni mi saranno soggette.

   

sentendo il mio nome sovrani terribili mi temeranno, tra il popolo apparirò buono e in guerra coraggioso.

Sap 8,15

Sentendo parlare di me, crudeli tiranni si spaventeranno; mi mostrerò buono con il popolo e coraggioso in guerra.

   

Ritornato a casa, riposerò vicino a lei, perché la sua compagnia non dà amarezza, né dolore la sua convivenza, ma contentezza e gioia.

Sap 8,16

Ritornato a casa, riposerò vicino a lei, perché la sua compagnia non dà amarezza, né dolore il vivere con lei, ma contentezza e gioia.

   

Riflettendo su tali cose in me stesso e pensando in cuor mio che nell'unione con la sapienza c'è l'immortalità

Sap 8,17

Riflettendo su queste cose dentro di me e pensando in cuor mio che nella parentela con la sapienza c’è l’immortalità

   

e nella sua amicizia grande godimento e nel lavoro delle sue mani una ricchezza inesauribile e nell'assiduità del rapporto con essa prudenza e nella partecipazione ai suoi discorsi fama, andavo cercando come prenderla con me.

Sap 8,18

e grande godimento vi è nella sua amicizia e nel lavoro delle sue mani sta una ricchezza inesauribile e nell’assidua compagnia di lei c’è la prudenza e fama nel conversare con lei, andavo cercando il modo di prenderla con me.

   

Ero un fanciullo di nobile indole, avevo avuto in sorte un'anima buona

Sap 8,19

Ero un ragazzo di nobile indole, ebbi in sorte un’anima buona

   

o piuttosto, essendo buono, ero entrato in un corpo senza macchia.

Sap 8,20

o piuttosto, essendo buono, ero entrato in un corpo senza macchia.

   

Sapendo che non l'avrei altrimenti ottenuta, se Dio non me l'avesse concessa, - ed era proprio dell'intelligenza sapere da chi viene tale dono - mi rivolsi al Signore e lo pregai, dicendo con tutto il cuore:

Sap 8,21

Sapendo che non avrei ottenuto la sapienza in altro modo, se Dio non me l’avesse concessa – ed è già segno di saggezza sapere da chi viene tale dono –, mi rivolsi al Signore e lo pregai, dicendo con tutto il mio cuore:

   

"Dio dei padri e Signore di misericordia, che tutto hai creato con la tua parola,

Sap 9,1

«Dio dei padri e Signore della misericordia, che tutto hai creato con la tua parola,

   

che con la tua sapienza hai formato l'uomo, perché domini sulle creature fatte da te,

Sap 9,2

e con la tua sapienza hai formato l’uomo perché dominasse sulle creature che tu hai fatto,

   

e governi il mondo con santità e giustizia e pronunzi giudizi con animo retto,

Sap 9,3

e governasse il mondo con santità e giustizia ed esercitasse il giudizio con animo retto,

   

dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te e non mi escludere dal numero dei tuoi figli,

Sap 9,4

dammi la sapienza, che siede accanto a te in trono, e non mi escludere dal numero dei tuoi figli,

   

perché io sono tuo servo e figlio della tua ancella, uomo debole e di vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi.

Sap 9,5

perché io sono tuo schiavo e figlio della tua schiava, uomo debole e dalla vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi.

   

Se anche uno fosse il più perfetto tra gli uomini, mancandogli la tua sapienza, sarebbe stimato un nulla.

Sap 9,6

Se qualcuno fra gli uomini fosse perfetto, privo della sapienza che viene da te, sarebbe stimato un nulla.

   

Tu mi hai prescelto come re del tuo popolo e giudice dei tuoi figli e delle tue figlie;

Sap 9,7

Tu mi hai prescelto come re del tuo popolo e giudice dei tuoi figli e delle tue figlie;

   

mi hai detto di costruirti un tempio sul tuo santo monte, un altare nella città della tua dimora, un'imitazione della tenda santa che ti eri preparata fin da principio.

Sap 9,8

mi hai detto di costruirti un tempio sul tuo santo monte, un altare nella città della tua dimora, immagine della tenda santa che ti eri preparata fin da principio.

   

Con te è la sapienza che conosce le tue opere, che era presente quando creavi il mondo; essa conosce che cosa è gradito ai tuoi occhi e ciò che è conforme ai tuoi decreti.

Sap 9,9

Con te è la sapienza che conosce le tue opere, che era presente quando creavi il mondo; lei sa quel che piace ai tuoi occhi e ciò che è conforme ai tuoi decreti.

   

Inviala dai cieli santi, mandala dal tuo trono glorioso, perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia ciò che ti è gradito.

Sap 9,10

Inviala dai cieli santi, mandala dal tuo trono glorioso, perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia ciò che ti è gradito.

   

Essa infatti tutto conosce e tutto comprende, e mi guiderà prudentemente nelle mie azioni e mi proteggerà con la sua gloria.

Sap 9,11

Ella infatti tutto conosce e tutto comprende: mi guiderà con prudenza nelle mie azioni e mi proteggerà con la sua gloria.

   

Così le mie opere ti saranno gradite; io giudicherò con equità il tuo popolo e sarò degno del trono di mio padre.

Sap 9,12

Così le mie opere ti saranno gradite; io giudicherò con giustizia il tuo popolo e sarò degno del trono di mio padre.

   

Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?

Sap 9,13

Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?

   

I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni,

Sap 9,14

I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni,

   

perché un corpo corruttibile appesantisce l'anima e la tenda d'argilla grava la mente dai molti pensieri.

Sap 9,15

perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.

   

A stento ci raffiguriamo le cose terrestri, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi può rintracciare le cose del cielo?

Sap 9,16

A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo?

   

Chi ha conosciuto il tuo pensiero, se tu non gli hai concesso la sapienza e non gli hai inviato il tuo santo spirito dall'alto?

Sap 9,17

Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?

   

Così furono raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono ammaestrati in ciò che ti è gradito; essi furono salvati per mezzo della sapienza".

Sap 9,18

Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza».

   

Essa protesse il padre del mondo, formato per primo da Dio, quando fu creato solo; poi lo liberò dalla sua caduta

Sap 10,1

Ella protesse il padre del mondo, plasmato per primo, che era stato creato solo, lo sollevò dalla sua caduta

   

e gli diede la forza per dominare su tutte le cose.

Sap 10,2

e gli diede la forza per dominare tutte le cose.

   

Ma un ingiusto, allontanatosi da essa nella sua collera perì per il suo furore fratricida.

Sap 10,3

Ma un ingiusto, allontanatosi da lei nella sua collera, si rovinò con il suo furore fratricida.

   

A causa sua la terra fu sommersa, ma la sapienza di nuovo la salvò pilotando il giusto e per mezzo di un semplice legno.

Sap 10,4

La sapienza salvò di nuovo la terra sommersa per propria colpa, pilotando il giusto su un semplice legno.

   

Essa, quando le genti furono confuse, concordi soltanto nella malvagità, riconobbe il giusto e lo conservò davanti a Dio senza macchia e lo mantenne forte nonostante la sua tenerezza per il figlio.

Sap 10,5

Quando i popoli furono confusi, unanimi nella loro malvagità, ella riconobbe il giusto, lo conservò davanti a Dio senza macchia e lo mantenne forte nonostante la sua tenerezza per il figlio.

   

E mentre perivano gli empi, salvò un giusto, che fuggiva il fuoco caduto sulle cinque città.

Sap 10,6

Mentre perivano gli empi, ella liberò un giusto che fuggiva il fuoco caduto sulle cinque città.

   

Quale testimonianza di quella gente malvagia esiste ancora una terra desolata, fumante insieme con alberi che producono frutti immaturi e a memoria di un'anima incredula, s'innalza una colonna di sale.

Sap 10,7

A testimonianza di quella malvagità esiste ancora una terra desolata, fumante, alberi che producono frutti immaturi e, a memoria di un’anima incredula, s’innalza una colonna di sale.

   

Allontanandosi dalla sapienza, non solo ebbero il danno di non conoscere il bene, ma lasciarono anche ai viventi un ricordo di insipienza, perché le loro colpe non rimanessero occulte.

Sap 10,8

Essi infatti, incuranti della sapienza, non solo subirono il danno di non conoscere il bene, ma lasciarono anche ai viventi un ricordo di insipienza, perché nelle cose in cui sbagliarono non potessero rimanere nascosti.

   

Ma la sapienza liberò i suoi devoti dalle sofferenze:

Sap 10,9

La sapienza invece liberò dalle sofferenze coloro che la servivano.

   

essa condusse per diritti sentieri il giusto in fuga dall'ira del fratello, gli mostrò il regno di Dio e gli diede la conoscenza delle cose sante; gli diede successo nelle sue fatiche e moltiplicò i frutti del suo lavoro.

Sap 10,10

Per diritti sentieri ella guidò il giusto in fuga dall’ira del fratello, gli mostrò il regno di Dio e gli diede la conoscenza delle cose sante; lo fece prosperare nelle fatiche e rese fecondo il suo lavoro.

   

Lo assistette contro l'avarizia dei suoi avversari e lo fece ricco;

Sap 10,11

Lo assistette contro l’ingordigia dei suoi oppressori e lo rese ricco;

   

lo custodì dai nemici, lo protesse da chi lo insidiava, gli assegnò la vittoria in una lotta dura, perché sapesse che la pietà è più potente di tutto.

Sap 10,12

lo custodì dai nemici, lo protesse da chi lo insidiava, gli assegnò la vittoria in una lotta dura, perché sapesse che più potente di tutto è la pietà.

   

Essa non abbandonò il giusto venduto, ma lo preservò dal peccato.

Sap 10,13

Ella non abbandonò il giusto venduto, ma lo liberò dal peccato.

   

Scese con lui nella prigione, non lo abbandonò mentre era in catene, finché gli procurò uno scettro regale e potere sui propri avversari, smascherò come mendaci i suoi accusatori e gli diede una gloria eterna.

Sap 10,14

Scese con lui nella prigione, non lo abbandonò mentre era in catene, finché gli procurò uno scettro regale e l’autorità su coloro che dominavano sopra di lui; mostrò che i suoi accusatori erano bugiardi e gli diede una gloria eterna.

   

Essa liberò un popolo santo e una stirpe senza macchia da una nazione di oppressori.

Sap 10,15

Ella liberò il popolo santo e la stirpe senza macchia da una nazione di oppressori.

   

Entro nell'anima di un servo del Signore e si oppose con prodigi e con segni a terribili re.

Sap 10,16

Entrò nell’anima di un servo del Signore e con prodigi e segni tenne testa a re terribili.

   

Diede ai santi la ricompensa delle loro pene, li guidò per una strada meravigliosa, divenne loro riparo di giorno e luce di stelle nella notte.

Sap 10,17

Diede ai santi la ricompensa delle loro pene, li guidò per una strada meravigliosa, divenne per loro riparo di giorno e luce di stelle nella notte.

   

Fece loro attraversare il Mar Rosso, guidandoli attraverso molte acque;

Sap 10,18

Fece loro attraversare il Mar Rosso e li guidò attraverso acque abbondanti;

   

sommerse invece i loro nemici e li rigettò dal fondo dell'abisso.

Sap 10,19

sommerse invece i loro nemici e li rigettò dal fondo dell’abisso.

   

Per questo i giusti spogliarono gli empi e celebrarono, Signore, il tuo nome santo e lodarono concordi la tua mano protettrice,

Sap 10,20

Per questo i giusti depredarono gli empi e celebrarono, o Signore, il tuo nome che è santo, e lodarono concordi la tua mano che combatteva per loro,

   

perché la sapienza aveva aperto la bocca dei muti e aveva sciolto la lingua degli infanti.

Sap 10,21

perché la sapienza aveva aperto la bocca dei muti e aveva reso chiara la lingua dei bambini.

   

Essa fece riuscire le loro imprese per mezzo di un santo profeta:

Sap 11,1

La sapienza favorì le loro imprese per mezzo di un santo profeta.

   

attraversarono un deserto inospitale, fissarono le tende in terreni impraticabili,

Sap 11,2

Attraversarono un deserto inospitale, fissarono le tende in terreni impraticabili,

   

resistettero agli avversari, respinsero i nemici.

Sap 11,3

resistettero agli avversari, respinsero i nemici.

   

Quando ebbero sete, ti invocarono e fu data loro acqua da una rupe scoscesa, rimedio contro la sete da una dura roccia.

Sap 11,4

Ebbero sete e ti invocarono e fu data loro acqua da una rupe scoscesa, rimedio alla sete da una dura roccia.

   

Ciò che era servito a punire i loro nemici, nel bisogno fu per loro un beneficio.

Sap 11,5

Ciò che era servito a punire i loro nemici, per loro, nel bisogno, fu strumento di favori.

   

Invece della corrente di un fiume perenne, sconvolto da putrido sangue

Sap 11,6

Invece dello sgorgare perenne di un fiume, reso torbido da putrido sangue

   

in punizione di un decreto infanticida, tu desti loro inaspettatamente acqua abbondante,

Sap 11,7

in punizione di un decreto infanticida, contro ogni speranza tu desti loro acqua abbondante,

   

mostrando per la sete di allora, come avevi punito i loro avversari.

Sap 11,8

mostrando attraverso la sete di allora come avevi punito i loro avversari.

   

Difatti, messi alla prova, sebbene puniti con misericordia, compresero quali tormenti avevan sofferto gli empi, giudicati nella collera,

Sap 11,9

Difatti, messi alla prova, sebbene puniti con misericordia, compresero come gli empi, giudicati nella collera, erano stati tormentati;

   

perché tu provasti gli uni come un padre che corregge, mentre vagliasti gli altri come un re severo che condanna.

Sap 11,10

perché tu provasti gli uni come un padre che corregge, mentre vagliasti gli altri come un re severo che condanna.

   

Lontani o vicini erano ugualmente tribolati,

Sap 11,11

Lontani o vicini erano ugualmente tribolati,

   

perché un duplice dolore li colse e un pianto per i ricordi del passato.

Sap 11,12

perché li colse un duplice dolore e un sospiro per i ricordi del passato.

   

Quando infatti seppero che dal loro castigo quegli altri ricevevano benefici, sentirono la presenza del Signore;

Sap 11,13

Quando infatti seppero che dal loro castigo quelli erano beneficati, si accorsero della presenza del Signore;

   

poiché colui che avevano una volta esposto e quindi respinto con scherni, lo ammiravano alla fine degli eventi, dopo aver patito una sete ben diversa da quella dei giusti.

Sap 11,14

poiché colui che prima avevano esposto e poi deriso, al termine degli avvenimenti dovettero ammirarlo, dopo aver patito una sete ben diversa da quella dei giusti.

   

Per i ragionamenti insensati della loro ingiustizia, da essi ingannati, venerarono rettili senza ragione e vili bestiole. Tu inviasti loro in castigo una massa di animali senza ragione,

Sap 11,15

In cambio dei ragionamenti insensati della loro ingiustizia, in cui, errando, rendevano onori divini a rettili senza parola e a bestie spregevoli, tu inviasti contro di loro come punizione una moltitudine di animali irragionevoli,

   

perché capissero che con quelle stesse cose per cui uno pecca, con esse è poi castigato.

Sap 11,16

perché capissero che con le cose con cui uno pecca, con quelle viene punito.

   

Certo, non aveva difficoltà la tua mano onnipotente, che aveva creato il mondo da una materia senza forma, a mandare loro una moltitudine di orsi e leoni feroci

Sap 11,17

Non era certo in difficoltà la tua mano onnipotente, che aveva creato il mondo da una materia senza forma, a mandare loro una moltitudine di orsi o leoni feroci

   

o belve ignote, create apposta, piene di furore, o sbuffanti un alito infuocato o esalanti vapori pestiferi o folgoranti con le terribili scintille degli occhi,

Sap 11,18

o bestie molto feroci, prima sconosciute e create da poco, che esalano un alito infuocato o emettono un crepitìo di vapore o sprizzano terribili scintille dagli occhi,

   

bestie di cui non solo l'assalto poteva sterminarli, ma annientarli anche l'aspetto terrificante.

Sap 11,19

delle quali non solo l’assalto poteva sterminarli, ma lo stesso aspetto terrificante poteva annientarli.

   

Anche senza questo potevan soccombere con un soffio, perseguitati dalla giustizia e dispersi dallo spirito della tua potenza. Ma tu hai tutto disposto con misura, calcolo e peso.

Sap 11,20

Anche senza queste potevano cadere con un soffio, perseguitati dalla giustizia e dispersi dal tuo soffio potente, ma tu hai disposto ogni cosa con misura, calcolo e peso.

   

Prevalere con la forza ti è sempre possibile; chi potrà opporsi al potere del tuo braccio?

Sap 11,21

Prevalere con la forza ti è sempre possibile; chi si opporrà alla potenza del tuo braccio?

   

Tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.

Sap 11,22

Tutto il mondo, infatti, davanti a te è come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.

   

Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento.

Sap 11,23

Hai compassione di tutti, perché tutto puoi, chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento.

   

Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata.

Sap 11,24

Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata.

   

Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza?

Sap 11,25

Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta? Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?

   

Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita,

Sap 11,26

Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue, Signore, amante della vita.

   

poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.

Sap 12,1

Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.

   

Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore.

Sap 12,2

Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato, perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.

   

Tu odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa,

Sap 12,3

Tu hai odiato gli antichi abitanti della tua terra santa,

   

perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magia e riti sacrileghi.

Sap 12,4

perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magia e riti sacrileghi.

   

Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di visceri in banchetti di carne umana, iniziati in orgiastici riti,

Sap 12,5

Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di visceri in banchetti di carne umana e di sangue, iniziati in orgiastici riti,

   

genitori carnefici di vite indifese, tu li hai voluti distruggere per mano dei nostri antenati,

Sap 12,6

genitori che uccidevano vite indifese, hai voluto distruggere per mezzo dei nostri padri,

   

perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio la regione da te stimata più di ogni altra.

Sap 12,7

perché la terra a te più cara di tutte ricevesse una degna colonia di figli di Dio.

   

Ma anche con loro, perché uomini, fosti indulgente mandando loro le vespe come avanguardie del tuo esercito, perché li distruggessero a poco a poco.

Sap 12,8

Ma hai avuto indulgenza anche di costoro, perché sono uomini, mandando loro vespe come avanguardie del tuo esercito, perché li sterminassero a poco a poco.

   

Pur potendo in battaglia dare gli empi in mano dei giusti, oppure distruggerli con bestie feroci o all'istante con un ordine inesorabile,

Sap 12,9

Pur potendo in battaglia dare gli empi nelle mani dei giusti, oppure annientarli all’istante con bestie terribili o con una parola inesorabile,

   

colpendoli invece a poco a poco, lasciavi posto al pentimento, sebbene tu non ignorassi che la loro razza era perversa e la loro malvagità naturale e che la loro mentalità non sarebbe mai cambiata,

Sap 12,10

giudicando invece a poco a poco, lasciavi posto al pentimento, sebbene tu non ignorassi che la loro razza era cattiva e la loro malvagità innata, e che la loro mentalità non sarebbe mai cambiata,

   

perché era una stirpe maledetta fin da principio. Non certo per timore di alcuno lasciavi impunite le loro colpe.

Sap 12,11

perché era una stirpe maledetta fin da principio; e non perché avessi timore di qualcuno tu concedevi l’impunità per le cose in cui avevano peccato.

   

E chi potrebbe domandarti: "Che hai fatto?", o chi potrebbe opporsi a una tua sentenza? Chi oserebbe accusarti per l'eliminazione di genti da te create? Chi si potrebbe costituire contro di te come difensore di uomini ingiusti?

Sap 12,12

E chi domanderà: «Che cosa hai fatto?», o chi si opporrà a una tua sentenza? Chi ti citerà in giudizio per aver fatto perire popoli che tu avevi creato? Chi si costituirà contro di te come difensore di uomini ingiusti?

   

Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall'accusa di giudice ingiusto.

Sap 12,13

Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto.

   

Né un re né un tiranno potrebbe affrontarti in difesa di quelli che hai punito.

Sap 12,14

Né un re né un sovrano potrebbero affrontarti in difesa di quelli che hai punito.

   

Essendo giusto, governi tutto con giustizia. Condannare chi non merita il castigo lo consideri incompatibile con la tua potenza.

Sap 12,15

Tu, essendo giusto, governi tutto con giustizia. Consideri incompatibile con la tua potenza condannare chi non merita il castigo.

   

La tua forza infatti è principio di giustizia; il tuo dominio universale ti rende indulgente con tutti.

Sap 12,16

La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti.

   

Mostri la forza se non si crede nella tua onnipotenza e reprimi l'insolenza in coloro che la conoscono.

Sap 12,17

Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono.

   

Tu, padrone della forza, giudichi con mitezza; ci governi con molta indulgenza, perché il potere lo eserciti quando vuoi.

Sap 12,18

Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.

   

Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini; inoltre hai reso i tuoi figli pieni di dolce speranza perché tu concedi dopo i peccati la possibilità di pentirsi.

Sap 12,19

Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

   

Se gente nemica dei tuoi figli e degna di morte tu hai punito con tanto riguardo e indulgenza, concedendole tempo e modo per ravvedersi dalla sua malvagità,

Sap 12,20

Se infatti i nemici dei tuoi figli, pur meritevoli di morte, tu hai punito con tanto riguardo e indulgenza, concedendo tempo e modo per allontanarsi dalla loro malvagità,

   

con quanta attenzione hai castigato i tuoi figli, con i cui padri concludesti, giurando, alleanze di così buone promesse?

Sap 12,21

con quanta maggiore attenzione hai giudicato i tuoi figli, con i cui padri concludesti, giurando, alleanze di così buone promesse!

   

Mentre dunque ci correggi, tu colpisci i nostri nemici in svariatissimi modi, perché nel giudicare riflettiamo sulla tua bontà e speriamo nella misericordia, quando siamo giudicati.

Sap 12,22

Mentre dunque correggi noi, tu colpisci i nostri nemici in tanti modi, perché nel giudicare riflettiamo sulla tua bontà e ci aspettiamo misericordia, quando siamo giudicati.

   

Perciò quanti vissero ingiustamente con stoltezza tu li hai tormentati con i loro stessi abomini.

Sap 12,23

Perciò quanti vissero ingiustamente con stoltezza tu li hai tormentati con i loro stessi abomini.

   

Essi s'erano allontanati troppo sulla via dell'errore, ritenendo dei i più abietti e i più ripugnanti animali, ingannati come bambini senza ragione.

Sap 12,24

Essi si erano allontanati troppo sulla via dell’errore, scambiando per dèi gli animali più abietti e più ripugnanti, ingannati come bambini che non ragionano.

   

Per questo, come a fanciulli irragionevoli, hai mandato loro un castigo per derisione.

Sap 12,25

Per questo, come a fanciulli irragionevoli, hai mandato un castigo per prenderti gioco di loro.

   

Ma chi non si lascia correggere da castighi di derisione, sperimenterà un giudizio degno di Dio.

Sap 12,26

Ma chi non si lascia correggere da punizioni derisorie, sperimenterà un giudizio degno di Dio.

   

Infatti, soffrendo per questi animali, si sdegnavano, perché puniti con gli stessi esseri che stimavano dei, e capirono e riconobbero il vero Dio, che prima non avevano voluto conoscere. Per questo si abbatté su di loro il supremo dei castighi.

Sap 12,27

Infatti, soffrendo per questi animali, s’indignavano perché puniti con gli stessi esseri che stimavano dèi, e capirono e riconobbero il vero Dio, che prima non avevano voluto conoscere. Per questo la condanna suprema si abbatté su di loro.

   

Davvero stolti per natura tutti gli uomini che vivevano nell'ignoranza di Dio. e dai beni visibili non riconobbero colui che è, non riconobbero l'artefice, pur considerandone le opere.

Sap 13,1

Davvero vani per natura tutti gli uomini che vivevano nell’ignoranza di Dio, e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è, né, esaminandone le opere, riconobbero l’artefice.

   

Ma o il fuoco o il vento o l'aria sottile o la volta stellata o l'acqua impetuosa o i luminari del cielo considerarono come dei, reggitori del mondo.

Sap 13,2

Ma o il fuoco o il vento o l’aria veloce, la volta stellata o l’acqua impetuosa o le luci del cielo essi considerarono come dèi, reggitori del mondo.

   

Se, stupiti per la loro bellezza, li hanno presi per dei, pensino quanto è superiore il loro Signore, perché li ha creati lo stesso autore della bellezza.

Sap 13,3

Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro sovrano, perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza.

   

Se sono colpiti dalla loro potenza e attività, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati.

Sap 13,4

Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati.

   

Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l'autore.

Sap 13,5

Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore.

   

Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi forse s'ingannano nella loro ricerca di Dio e nel volere trovarlo.

Sap 13,6

Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi facilmente s’ingannano cercando Dio e volendolo trovare.

   

Occupandosi delle sue opere, compiono indagini, ma si lasciano sedurre dall'apparenza, perché le cosa vedute sono tanto belle.

Sap 13,7

Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura e si lasciano prendere dall’apparenza perché le cose viste sono belle.

   

Neppure costoro però sono scusabili,

Sap 13,8

Neppure costoro però sono scusabili,

   

perché se tanto poterono sapere da scrutare l'universo, come mai non ne hanno trovato più presto il padrone?

Sap 13,9

perché, se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?

   

Infelici sono coloro le cui speranze sono in cose morte e che chiamarono dei i lavori di mani d'uomo, oro e argento lavorati con arte, e immagini di animali, oppure una pietra inutile, opera di mano antica.

Sap 13,10

Infelici anche coloro le cui speranze sono in cose morte e che chiamarono dèi le opere di mani d’uomo, oro e argento, lavorati con arte, e immagini di animali, oppure una pietra inutile, opera di mano antica.

   

Se insomma un abile legnaiuolo, segato un albero maneggevole, ne raschia con diligenza tutta la scorza e, lavorando con abilità conveniente, ne forma un utensile per gli usi della vita;

Sap 13,11

Ecco un falegname: dopo aver segato un albero maneggevole, ha tagliato facilmente tutta la corteccia intorno e, avendolo lavorato abilmente, ha preparato un oggetto utile alle necessità della vita;

   

raccolti poi gli avanzi del suo lavoro, li consuma per prepararsi il cibo e si sazia.

Sap 13,12

raccolti poi gli avanzi del suo lavoro, li consuma per prepararsi il cibo e saziarsi.

   

Quanto avanza ancora, buono proprio a nulla, legno distorto e pieno di nodi, lo prende e lo scolpisce per occupare il tempo libero; senza impegno, per diletto, gli dà una forma, lo fa simile a un'immagine umana

Sap 13,13

Quanto avanza ancora, buono proprio a nulla, legno contorto e pieno di nodi, lo prende e lo scolpisce per occupare il tempo libero; con l’abilità dei momenti di riposo gli dà una forma, lo fa simile a un’immagine umana

   

oppure a quella di un vile animale. Lo vernicia con minio, ne colora di rosso la superficie e ricopre con la vernice ogni sua macchia;

Sap 13,14

oppure a quella di un animale spregevole. Lo vernicia con minio, ne colora di rosso la superficie e ricopre con la vernice ogni sua macchia;

   

quindi, preparatagli una degna dimora, lo pone sul muro, fissandolo con un chiodo.

Sap 13,15

quindi, preparatagli una degna dimora, lo colloca sul muro, fissandolo con un chiodo.

   

Provvede perché non cada, ben sapendo che non è in grado di aiutarsi da sé; esso infatti è solo un'immagine e ha bisogno di aiuto.

Sap 13,16

Provvede perché non cada, ben sapendo che non è in grado di aiutarsi da sé; infatti è solo un’immagine e ha bisogno di aiuto.

   

Eppure quando prega per i suoi beni, per le sue nozze e per i figli, non si vergogna di parlare a quell'oggetto inanimato; per la sua salute invoca un essere debole,

Sap 13,17

Quando prega per i suoi beni, per le nozze e per i figli, non si vergogna di parlare a quell’oggetto inanimato, e per la sua salute invoca un essere debole,

   

per la sua vita prega un morto: per un aiuto supplica un essere inetto, per il suo viaggio chi non può neppure camminare;

Sap 13,18

per la sua vita prega una cosa morta, per un aiuto supplica un essere inetto, per il suo viaggio uno che non può usare i suoi piedi;

   

per acquisti, lavoro e successo negli affari, chiede abilità ad uno che è il più inabile di mani.

Sap 13,19

per un guadagno, un lavoro e un successo negli affari, chiede abilità a uno che è il più inabile con le mani.

   

Anche chi si dispone a navigare e a solcare onde selvagge implora un legno più fragile della barca che lo porta.

Sap 14,1

Anche chi si dispone a navigare e a solcare onde selvagge invoca un legno più fragile dell’imbarcazione che lo porta.

   

Questa, infatti, fu inventata dal desiderio di guadagni e fu costruita da una saggezza artigiana;

Sap 14,2

Questa infatti fu inventata dal desiderio di guadagni e fu costruita da una saggezza artigiana;

   

ma la tua provvidenza, o Padre, la guida perché tu hai predisposto una strada anche nel mare, un sentiero sicuro anche fra le onde,

Sap 14,3

ma la tua provvidenza, o Padre, la pilota, perché tu tracciasti un cammino anche nel mare e un sentiero sicuro anche fra le onde,

   

mostrando che puoi salvare da tutto, sì che uno possa imbarcarsi anche senza esperienza.

Sap 14,4

mostrando che puoi salvare da tutto, sì che uno possa imbarcarsi anche senza esperienza.

   

Tu non vuoi che le opere della tua sapienza siano inutili; per questo gli uomini affidano le loro vite anche a un minuscolo legno e, attraversando i flutti con una zattera, scampano.

Sap 14,5

Tu non vuoi che le opere della tua sapienza siano inutili; per questo gli uomini affidano la loro vita anche a un minuscolo legno e, avendo attraversato i flutti su una zattera, furono salvati.

   

Anche in principio, mentre perivano giganti superbi, la speranza del mondo, rifugiatasi in una barca, lasciò al mondo la semenza di nuove generazioni, grazie alla tua mano che la guidava.

Sap 14,6

Infatti, anche in principio, mentre perivano i superbi giganti, la speranza del mondo, rifugiatasi in una zattera e guidata dalla tua mano, lasciò al mondo un seme di nuove generazioni.

   

È benedetto il legno con cui si compie un'opera giusta,

Sap 14,7

Benedetto è il legno per mezzo del quale si compie la giustizia,

   

ma maledetto l'idolo opera di mani e chi lo ha fatto; questi perché lo ha lavorato, quello perché, corruttibile, è detto dio.

Sap 14,8

maledetto invece l’idolo, opera delle mani, e chi lo ha fatto; questi perché lo ha preparato, quello perché, pur essendo corruttibile, è stato chiamato dio.

   

Perché sono ugualmente in odio a Dio l'empio e la sua empietà;

Sap 14,9

Perché a Dio sono ugualmente in odio l’empio e la sua empietà;

   

l'opera e l'artefice saranno ugualmente puniti.

Sap 14,10

l’opera sarà punita assieme a chi l’ha compiuta.

   

Perciò ci sarà un castigo anche per gli idoli dei pagani, perché fra le creature di Dio son divenuti un abominio, e scandalo per le anime degli uomini, laccio per i piedi degli stolti.

Sap 14,11

Perciò ci sarà un giudizio anche per gli idoli delle nazioni, perché fra le creature di Dio sono diventati oggetto di ribrezzo, e inciampo per le anime degli uomini, e laccio per i piedi degli stolti.

   

L'invenzione degli idoli fu l'inizio della prostituzione, la loro scoperta portò la corruzione nella vita.

Sap 14,12

Infatti l’invenzione degli idoli fu l’inizio della fornicazione, la loro scoperta portò alla corruzione della vita.

   

Essi non esistevano al principio né mai esisteranno.

Sap 14,13

Essi non esistevano dall’inizio e non esisteranno in futuro.

   

Entrarono nel mondo per la vanità dell'uomo, per questo è stata decretata per loro una rapida fine.

Sap 14,14

Entrarono nel mondo, infatti, per la vana ambizione degli uomini, per questo è stata decretata loro una brusca fine.

   

Un padre, consumato da un lutto prematuro, ordinò un'immagine di quel suo figlio così presto rapito, e onorò come un dio chi poco prima era solo un defunto ordinò ai suoi dipendenti riti misterici e di iniziazione.

Sap 14,15

Un padre, consumato da un lutto prematuro, avendo fatto un’immagine del figlio così presto rapito, onorò come un dio un uomo appena morto e ai suoi subalterni ordinò misteri e riti d’iniziazione;

   

Poi l'empia usanza, rafforzatasi con il tempo, fu osservata come una legge.

Sap 14,16

col passare del tempo l’empia usanza si consolidò e fu osservata come una legge. Anche per ordine dei sovrani le immagini scolpite venivano fatte oggetto di culto;

   

Le statue si adoravano anche per ordine dei sovrani: i sudditi, non potendo onorarli di persona a distanza, riprodotte con arte le sembianze lontane, fecero un'immagine visibile del re venerato, per adulare con zelo l'assente, quasi fosse presente.

Sap 14,17

alcuni uomini, non potendo onorarli di persona perché distanti, avendo riprodotto le sembianze lontane, fecero un’immagine visibile del re venerato, per adulare con zelo l’assente, come fosse presente.

   

All'estensione del culto anche presso quanti non lo conoscevano, spinse l'ambizione dell'artista.

Sap 14,18

A estendere il culto anche presso quanti non lo conoscevano, spinse l’ambizione dell’artista.

   

Questi infatti, desideroso di piacere al potente, si sforzò con l'arte di renderne più bella l'immagine;

Sap 14,19

Questi infatti, desideroso senz’altro di piacere al potente, si sforzò con l’arte di renderne più bella l’immagine;

   

il popolo, attratto dalla leggiadria dell'opera, considerò oggetto di culto colui che poco prima onorava come uomo.

Sap 14,20

ma la folla, attratta dal fascino dell’opera, considerò oggetto di adorazione colui che poco prima onorava come uomo.

   

Ciò divenne un'insidia ai viventi, perché gli uomini, vittime della disgrazia o della tirannide, imposero a pietre o a legni un nome incomunicabile.

Sap 14,21

Divenne un’insidia alla vita il fatto che uomini, resi schiavi della disgrazia e del potere, abbiano attribuito a pietre o a legni il nome incomunicabile.

   

Poi non bastò loro sbagliare circa la conoscenza di Dio; essi, pur vivendo in una grande guerra d'ignoranza, danno a sì grandi mali il nome di pace.

Sap 14,22

Inoltre non fu loro sufficiente errare nella conoscenza di Dio, ma, vivendo nella grande guerra dell’ignoranza, a mali tanto grandi danno il nome di pace.

   

Celebrando iniziazioni infanticide o misteri segreti, o banchetti orgiastici di strani riti

Sap 14,23

Celebrando riti di iniziazione infanticidi o misteri occulti o banchetti orgiastici secondo strane usanze,

   

non conservano più pure né vita né nozze e uno uccide l'altro a tradimento o l'affligge con l'adulterio.

Sap 14,24

non conservano puri né la vita né il matrimonio, ma uno uccide l’altro a tradimento o l’affligge con l’adulterio.

   

Tutto è una grande confusione: sangue e omicidio, furto e inganno, corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro;

Sap 14,25

Tutto vi è mescolato: sangue e omicidio, furto e inganno, corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro,

   

confusione dei buoni, ingratitudine per i favori, corruzione di anime, perversione sessuale, disordini matrimoniali, adulterio e dissolutezza.

Sap 14,26

sconcerto dei buoni, dimenticanza dei favori, corruzione di anime, perversione sessuale, disordini nei matrimoni, adulterio e impudicizia.

   

L'adorazione di idoli senza nome è principio, causa e fine di ogni male.

Sap 14,27

L’adorazione di idoli innominabili è principio, causa e culmine di ogni male.

   

Gli idolatri infatti o delirano nelle orge o sentenziano oracoli falsi o vivono da iniqui o spergiurano con facilità.

Sap 14,28

Infatti coloro che sono idolatri vanno fuori di sé nelle orge o profetizzano cose false o vivono da iniqui o spergiurano con facilità.

   

Ponendo fiducia in idoli inanimati non si aspettano un castigo per avere giurato il falso.

Sap 14,29

Ponendo fiducia in idoli inanimati, non si aspettano un castigo per aver giurato il falso.

   

Ma, per l'uno e per l'altro motivo, li raggiungerà la giustizia, perché concepirono un'idea falsa di Dio, rivolgendosi agli idoli, e perché spergiurarono con frode, disprezzando la santità.

Sap 14,30

Ma, per l’uno e per l’altro motivo, li raggiungerà la giustizia, perché concepirono un’idea falsa di Dio, rivolgendosi agli idoli, e perché spergiurarono con frode, disprezzando la santità.

   

Infatti non la potenza di coloro per i quali si giura, ma il castigo dovuto ai peccatori persegue sempre la trasgressione degli ingiusti.

Sap 14,31

Infatti non la potenza di coloro per i quali si giura, ma la giustizia che punisce i peccatori persegue sempre la trasgressione degli ingiusti.

   

Ma tu, nostro Dio, sei buono e fedele, sei paziente e tutto governi secondo misericordia.

Sap 15,1

Ma tu, nostro Dio, sei buono e veritiero, sei paziente e tutto governi secondo misericordia.

   

Anche se pecchiamo, siamo tuoi, conoscendo la tua potenza; ma non peccheremo più, sapendo che ti apparteniamo.

Sap 15,2

Anche se pecchiamo, siamo tuoi, perché conosciamo la tua potenza; ma non peccheremo più, perché sappiamo di appartenerti.

   

Conoscerti, infatti, è giustizia perfetta, conoscere la tua potenza è radice di immortalità.

Sap 15,3

Conoscerti, infatti, è giustizia perfetta, conoscere la tua potenza è radice d’immortalità.

   

Non ci indusse in errore né l'invenzione umana di un'arte perversa, né la sterile fatica dei pittori, immagini deturpate di vari colori,

Sap 15,4

Non ci indusse in errore né l’invenzione umana di un’arte perversa, né il lavoro infruttuoso di coloro che disegnano ombre, immagini imbrattate di vari colori,

   

la cui vista provoca negli stolti il desiderio, l'anelito per una forma inanimata di un'immagine morta.

Sap 15,5

la cui vista negli stolti provoca il desiderio, l’anelito per una forma inanimata di un’immagine morta.

   

Amanti del male e degni di simili speranze sono coloro che fanno, desiderano e venerano gli idoli.

Sap 15,6

Amanti di cose cattive e degni di simili speranze sono coloro che fanno, desiderano e venerano gli idoli.

   

Un vasaio, impastando con fatica la terra molle, plasma per il nostro uso ogni sorta di vasi. Ma con il medesimo fango modella e i vasi che servono per usi decenti e quelli per usi contrari, tutti allo stesso modo; quale debba essere l'uso di ognuno di essi lo stabilisce il vasaio.

Sap 15,7

Un vasaio, impastando con fatica la terra molle, plasma per il nostro uso ogni vaso. Ma con il medesimo fango modella i vasi che servono per usi nobili e quelli per usi contrari, tutti allo stesso modo; quale debba essere l’uso di ognuno di essi lo giudica colui che lavora l’argilla.

   

Quindi con odiosa fatica plasma con il medesimo fango un dio vano, egli che, nato da poco dalla terra, tra poco ritornerà là da dove fu tratto, quando gli sarà richiesto l'uso fatto dell'anima sua.

Sap 15,8

Quindi, mal impiegando la fatica, con il medesimo fango plasma un dio vano, egli che, nato da poco dalla terra, tra poco ritornerà alla terra da cui fu tratto, quando gli sarà richiesta l’anima, avuta in prestito.

   

Ma egli non si preoccupa di morire né di avere una vita breve; anzi gareggia con gli orafi e con gli argentieri, imita i lavoratori del bronzo e ritiene un vanto plasmare cose false.

Sap 15,9

Tuttavia egli si preoccupa non perché sta per morire o perché ha una vita breve, ma di gareggiare con gli orafi e con gli argentieri, di imitare coloro che fondono il bronzo, e ritiene un vanto plasmare cose false.

   

Cenere è il suo cuore, la sua speranza più vile della terra, la sua vita più spregevole del fango,

Sap 15,10

Cenere è il suo cuore, la sua speranza più vile della terra, la sua vita più spregevole del fango,

   

perché disconosce il suo creatore, colui che gli inspirò un'anima attiva e gli infuse uno spirito vitale.

Sap 15,11

perché disconosce colui che lo ha plasmato, colui che gli inspirò un’anima attiva e gli infuse uno spirito vitale.

   

Ma egli considera un trastullo la nostra vita, l'esistenza un mercato lucroso. Egli dice: "Da tutto, anche dal male, si deve trarre profitto".

Sap 15,12

Ma egli considera la nostra vita come un gioco da bambini, l’esistenza un mercato lucroso. Egli dice che da tutto, anche dal male, si deve trarre profitto.

   

Costui infatti più di tutti sa di peccare, fabbricando di materia terrestre fragili vasi e statue.

Sap 15,13

Costui infatti sa di peccare più di tutti, fabbricando con materia terrestre fragili vasi e statue.

   

Ma sono tutti stoltissimi e più miserabili di un'anima infantile i nemici del tuo popolo, che lo hanno oppresso.

Sap 15,14

Ma sono tutti stoltissimi e più miserabili di un piccolo bambino i nemici del tuo popolo, che lo hanno oppresso.

   

Essi considerarono dei anche tutti gli idoli dei pagani, i quali non hanno né l'uso degli occhi per vedere, né narici per aspirare aria, né orecchie per sentire, né dita delle mani per palpare; e i loro piedi sono incapaci di camminare.

Sap 15,15

Perché essi considerarono dèi anche tutti gli idoli delle nazioni, i quali non hanno né l’uso degli occhi per vedere, né narici per aspirare aria, né orecchie per udire, né dita delle mani per toccare, e i loro piedi non servono per camminare.

   

Un uomo li ha fatti, li ha plasmati uno che ha avuto il respiro in prestito. Ora nessun uomo può plasmare un dio a lui simile;

Sap 15,16

Infatti li ha fabbricati un uomo, li ha plasmati uno che ha avuto il respiro in prestito. Ora nessun uomo può plasmare un dio a lui simile;

   

essendo mortale, una cosa morta produce con empie mani. Egli è sempre migliore degli oggetti che adora, rispetto a essi possiede la vita, ma quelli giammai

Sap 15,17

essendo mortale, egli fabbrica una cosa morta con mani empie. Egli è sempre migliore degli oggetti che venera, rispetto ad essi egli ebbe la vita, ma quelli mai.

   

Venerano gli animali più ripugnanti, che per stupidità al paragone risultan peggiori degli altri;

Sap 15,18

Venerano anche gli animali più ripugnanti, che per stupidità, al paragone, risultano peggiori degli altri.

   

non sono tanto belli da invogliarsene, come capita per l'aspetto di altri animali, e non hanno avuto la lode e la benedizione di Dio.

Sap 15,19

Non sono tali da invaghirsene, come capita per il bell’aspetto di altri animali; furono persino esclusi dalla lode e dalla benedizione di Dio.

   

Per questo furon giustamente puniti con esseri simili e tormentati da numerose bestiole.

Sap 16,1

Per questo furono giustamente puniti con esseri simili e torturati con una moltitudine di bestie.

   

Invece di tale castigo, tu beneficasti il tuo popolo; per appagarne il forte appetito gli preparasti un cibo di gusto squisito, le quaglie.

Sap 16,2

Invece di tale castigo, tu beneficasti il tuo popolo; per appagarne il forte appetito gli preparasti come cibo quaglie dal gusto insolito,

   

Gli egiziani infatti, sebbene bramosi di cibo, disgustati dagli animali inviati contro di loro perdettero anche il naturale appetito; questi invece, dopo una breve privazione, gustarono un cibo squisito.

Sap 16,3

perché quelli che desideravano cibo, a causa del ribrezzo per gli animali inviati contro di loro, perdessero anche l’istinto della fame, mentre questi, rimasti privi di cibo per un breve periodo, provassero un gusto insolito.

   

Era necessario che a quegli avversari venisse addosso una carestia inevitabile e che a questi si mostrasse soltanto come erano tormentati i loro nemici.

Sap 16,4

Era necessario che su quei tiranni si abbattesse una carestia implacabile e a questi si mostrasse soltanto come erano tormentati i loro nemici.

   

Quando infatti li assalì il terribile furore delle bestie e perirono per i morsi di tortuosi serpenti, la tua collera non durò sino alla fine.

Sap 16,5

Quando infatti li assalì il terribile furore delle bestie e venivano distrutti per i morsi di serpenti sinuosi, la tua collera non durò sino alla fine.

   

Per correzione furono spaventati per breve tempo, avendo già avuto un pegno di salvezza a ricordare loro i decreti della tua legge.

Sap 16,6

Per correzione furono turbati per breve tempo, ed ebbero un segno di salvezza a ricordo del precetto della tua legge.

   

Infatti chi si volgeva a guardarlo era salvato non da quel che vedeva, ma solo da te, salvatore di tutti.

Sap 16,7

Infatti chi si volgeva a guardarlo era salvato non per mezzo dell’oggetto che vedeva, ma da te, salvatore di tutti.

   

Anche con ciò convincesti i nostri nemici che tu sei colui che libera da ogni male.

Sap 16,8

Anche in tal modo hai persuaso i nostri nemici che sei tu colui che libera da ogni male.

   

Gli egiziani infatti furono uccisi dai morsi di cavallette e di mosche, né si trovò un rimedio per la loro vita, meritando di essere puniti con tali mezzi.

Sap 16,9

Essi infatti furono uccisi dai morsi di cavallette e mosconi, né si trovò un rimedio per la loro vita, meritando di essere puniti con tali mezzi.

   

Invece contro i tuoi figli neppure i denti di serpenti velenosi prevalsero, perché intervenne la tua misericordia a guarirli.

Sap 16,10

Invece contro i tuoi figli neppure i denti di serpenti velenosi prevalsero, perché la tua misericordia venne loro incontro e li guarì.

   

Perché ricordassero le tue parole, feriti dai morsi, erano subito guariti, per timore che, caduti in un profondo oblio, fossero esclusi dai tuoi benefici.

Sap 16,11

Perché ricordassero le tue parole, venivano feriti ed erano subito guariti, per timore che, caduti in un profondo oblio, fossero esclusi dai tuoi benefici.

   

Non li guarì né un'erba né un emolliente, ma la tua parola, o Signore, la quale tutto risana.

Sap 16,12

Non li guarì né un’erba né un unguento, ma la tua parola, o Signore, che tutto risana.

   

Tu infatti hai potere sulla vita e sulla morte; conduci giù alle porte degli inferi e fai risalire.

Sap 16,13

Tu infatti hai potere sulla vita e sulla morte, conduci alle porte del regno dei morti e fai risalire.

   

L'uomo può uccidere nella sua malvagità, ma non far tornare uno spirito già esalato, né liberare un'anima già accolta negli inferi.

Sap 16,14

L’uomo uccide con la sua malvagità, ma non può far ritornare uno spirito che se n’è andato, né libera un’anima già accolta nel regno dei morti.

   

È impossibile sfuggire alla tua mano:

Sap 16,15

È impossibile sfuggire alla tua mano:

   

gli empi, che rifiutavano di conoscerti, furono colpiti con la forza del tuo braccio, perseguitati da strane pioggie e da grandine, da acquazzoni travolgenti, e divorati dal fuoco.

Sap 16,16

perciò gli empi, che rifiutavano di conoscerti, furono fustigati dalla forza del tuo braccio, perseguitati da piogge strane, da grandine, da acquazzoni travolgenti, e consumati dal fuoco.

   

E, cosa più strana, l'acqua che tutto spegne ravvivava sempre più il fuoco: l'universo si fa alleato dei giusti.

Sap 16,17

E, cosa più sorprendente, nell’acqua che tutto spegne il fuoco prendeva sempre più forza, perché alleato dei giusti è l’universo.

   

Talvolta la fiamma si attenuava per non bruciare gli animali inviati contro gli empi e per far loro comprendere a tal vista che erano incalzati dal giudizio di Dio.

Sap 16,18

Talvolta la fiamma si attenuava per non bruciare gli animali inviati contro gli empi e per far loro comprendere a tale vista che erano incalzati dal giudizio di Dio.

   

Altre volte anche in mezzo all'acqua la fiamma bruciava oltre la potenza del fuoco per distruggere i germogli di una terra iniqua.

Sap 16,19

Altre volte, anche in mezzo all’acqua, la fiamma bruciava oltre la potenza del fuoco per distruggere i germogli di una terra iniqua.

   

Invece sfamasti il tuo popolo con un cibo degli angeli, dal cielo offristi loro un pane già pronto senza fatica, capace di procurare ogni delizia e soddisfare ogni gusto.

Sap 16,20

Invece hai sfamato il tuo popolo con il cibo degli angeli, dal cielo hai offerto loro un pane pronto senza fatica, capace di procurare ogni delizia e soddisfare ogni gusto.

   

Questo tuo alimento manifestava la tua dolcezza verso i tuoi figli; esso si adattava al gusto di chi l'inghiottiva e si trasformava in ciò che ognuno desiderava.

Sap 16,21

Questo tuo alimento manifestava la tua dolcezza verso i figli, si adattava al gusto di chi ne mangiava, si trasformava in ciò che ognuno desiderava.

   

Neve e ghiaccio resistevano al fuoco senza sciogliersi, perché riconoscessero che i frutti dei nemici il fuoco distruggeva ardendo tra la grandine e folgoreggiando tra le piogge.

Sap 16,22

Neve e ghiaccio resistevano al fuoco e non si fondevano, perché sapessero che il fuoco, che ardeva nella grandine e lampeggiava nelle piogge, distruggeva i frutti dei nemici;

   

Al contrario, perché si nutrissero i giusti, dimenticava perfino la propria virtù.

Sap 16,23

al contrario, perché i giusti si nutrissero, dimenticava perfino la propria forza.

   

La creazione infatti a te suo creatore obbedendo, si irrigidisce per punire gli ingiusti, ma s'addolcisce a favore di quanti confidano in te.

Sap 16,24

La creazione infatti, obbedendo a te che l’hai fatta, si irrigidisce per punire gli ingiusti e si addolcisce a favore di quelli che confidano in te.

   

Per questo anche allora, adattandosi a tutto, serviva alla tua liberalità che tutti alimenta, secondo il desiderio di chi era nel bisogno,

Sap 16,25

Per questo anche allora, adattandosi a tutto, era al servizio del tuo dono che nutre tutti, secondo il desiderio di chi ti pregava,

   

perché i tuoi figli, che ami, o Signore, capissero che non le diverse specie di frutti nutrono l'uomo, ma la tua parola conserva coloro che credono in te.

Sap 16,26

perché i tuoi figli, che hai amato, o Signore, imparassero che non le diverse specie di frutti nutrono l’uomo, ma la tua parola tiene in vita coloro che credono in te.

   

Ciò che infatti non era stato distrutto dal fuoco si scioglieva appena scaldato da un breve raggio di sole,

Sap 16,27

Ciò che infatti non era stato distrutto dal fuoco si scioglieva appena scaldato da un breve raggio di sole,

   

perché fosse noto che si deve prevenire il sole per renderti grazie e pregarti allo spuntar della luce,

Sap 16,28

perché fosse noto che si deve prevenire il sole per renderti grazie e incontrarti al sorgere della luce,

   

poiché la speranza dell'ingrato si scioglierà come brina invernale e si disperderà come un'acqua inutilizzabile.

Sap 16,29

poiché la speranza dell’ingrato si scioglierà come brina invernale e si disperderà come un’acqua inutilizzabile.

   

I tuoi giudizi sono grandi e difficili da spiegare, per questo le anime grossolane furono tratte in errore.

Sap 17,1

I tuoi giudizi sono grandi e difficili da spiegare; per questo le anime senza istruzione si sono ingannate.

   

Gli iniqui credendo di dominare il popolo santo, incatenati nelle tenebre e prigionieri di una lunga notte, chiusi nelle case, giacevano esclusi dalla provvidenza eterna.

Sap 17,2

Infatti gli ingiusti, avendo preteso di dominare il popolo santo, prigionieri delle tenebre e incatenati a una lunga notte, chiusi sotto i loro tetti, giacevano esclusi dalla provvidenza eterna.

   

Credendo di restar nascosti con i loro peccati segreti, sotto il velo opaco dell'oblio, furono dispersi, colpiti da spavento terribile e tutti agitati da fantasmi.

Sap 17,3

Credendo di restare nascosti con i loro peccati segreti, sotto il velo oscuro dell’oblio, furono dispersi, terribilmente spaventati e sconvolti da visioni.

   

Neppure il nascondiglio in cui si trovavano li preservò dal timore, ma suoni spaventosi rimbombavano intorno a loro, fantasmi lugubri dai volti tristi apparivano.

Sap 17,4

Neppure il nascondiglio in cui si trovavano li preservò dal timore, ma suoni spaventosi rimbombavano intorno a loro e apparivano lugubri spettri dai volti tristi.

   

Nessun fuoco, per quanto intenso riusciva a far luce, neppure le luci splendenti degli astri riuscivano a rischiarare quella cupa notte.

Sap 17,5

Nessun fuoco, per quanto intenso, riusciva a far luce, neppure le luci più splendenti degli astri riuscivano a rischiarare dall’alto quella notte cupa.

   

Appariva loro solo una massa di fuoco, improvvisa, spaventosa; atterriti da quella fugace visione, credevano ancora peggiori le cose viste.

Sap 17,6

Appariva loro solo una massa di fuoco, improvvisa, tremenda; atterriti da quella fugace visione, credevano ancora peggiori le cose che vedevano.

   

Fallivano i ritrovati della magia, e la loro baldanzosa pretesa di sapienza.

Sap 17,7

Fallivano i ritrovati della magia, e il vanto della loro saggezza era svergognato.

   

Promettevano di cacciare timori e inquietudini dall'anima malata, e cadevano malati per uno spavento ridicolo.

Sap 17,8

Infatti quelli che promettevano di cacciare timori e inquietudini dall’anima malata, languivano essi stessi in un ridicolo timore.

   

Anche se nulla di spaventoso li atterriva, spaventati al passare delle bestiole e ai sibili dei rettili, morivano di tremore, rifiutando persino di guardare l'aria, a cui nessuno può sottrarsi.

Sap 17,9

Anche se nulla di spaventoso li atterriva, messi in agitazione al passare delle bestie e ai sibili dei rettili, morivano di tremore, rifiutando persino di guardare l’aria che in nessun modo si può evitare.

   

La malvagità condannata dalla propria testimonianza è qualcosa di vile e oppressa dalla coscienza presume sempre il peggio.

Sap 17,10

La malvagità condannata dalla propria testimonianza è qualcosa di vile e, oppressa dalla coscienza, aumenta sempre le difficoltà.

   

Il timore infatti non è altro che rinunzia agli aiuti della ragione;

Sap 17,11

La paura infatti altro non è che l’abbandono degli aiuti della ragione;

   

quanto meno nell'intimo ci si aspetta da essi, tanto più grave si stima l'ignoranza della causa che produce il tormento.

Sap 17,12

quanto meno ci si affida nell’intimo a tali aiuti, tanto più grave è l’ignoranza della causa che provoca il tormento.

   

Ma essi durante tale notte davvero impotente, uscita dai recessi impenetrabili degli inferi senza potere, intorpiditi da un medesimo sonno,

Sap 17,13

Ma essi, durante tale notte davvero impotente, uscita dagli antri del regno dei morti anch’esso impotente, mentre dormivano il medesimo sonno,

   

ora erano agitati da fantasmi mostruosi, ora paralizzati per l'abbattimento dell'anima; poiché un terrore improvviso e inaspettato si era riversato su di loro.

Sap 17,14

ora erano tormentati da fantasmi mostruosi, ora erano paralizzati, traditi dal coraggio, perché una paura improvvisa e inaspettata si era riversata su di loro.

   

Così chiunque, cadendo là dove si trovava, era custodito chiuso in un carcere senza serrami,

Sap 17,15

Così chiunque, come caduto là dove si trovava, era custodito chiuso in un carcere senza sbarre:

   

fosse un agricoltore o un pastore o un operaio impegnato in lavori in luoghi solitari, sorpreso cadeva sotto la necessità ineluttabile, perché tutti eran legati dalla stessa catena di tenebre.

Sap 17,16

agricoltore o pastore o lavoratore che fatica nel deserto, sorpreso, subiva l’ineluttabile destino, perché tutti erano legati dalla stessa catena di tenebre.

   

Il sibilare del vento, il canto melodioso di uccelli tra folti rami, il mormorio di impetuosa acqua corrente, il cupo fragore di rocce cadenti,

Sap 17,17

Il vento che sibila o canto melodioso di uccelli tra folti rami o suono cadenzato dell’acqua che scorre con forza o cupo fragore di rocce che precipitano

   

la corsa invisibile di animali imbizzarriti, le urla di crudelissime belve ruggenti, l'eco ripercossa delle cavità dei monti, tutto li paralizzava e li riempiva di terrore.

Sap 17,18

o corsa invisibile di animali imbizzarriti o urla di crudelissime belve ruggenti o eco rimbalzante dalle cavità dei monti, tutto li paralizzava riempiendoli di terrore.

   

Tutto il mondo era illuminato di luce splendente ed ognuno era dedito ai suoi lavori senza impedimento.

Sap 17,19

Il mondo intero splendeva di luce smagliante e attendeva alle sue opere senza impedimento.

   

Soltanto su di essi si stendeva una notte profonda, immagine della tenebra che li avrebbe avvolti; ma erano a se stessi più gravosi della tenebra.

Sap 17,20

Soltanto su di loro si stendeva una notte profonda, immagine della tenebra che li avrebbe avvolti; ma essi erano a se stessi più gravosi delle tenebre.

   

Per i tuoi santi risplendeva una luce vivissima; essi invece, sentendone le voci, senza vederne l'aspetto. li proclamavan beati, ché non avevan come loro sofferto

Sap 18,1

Per i tuoi santi invece c’era una luce grandissima; quegli altri, sentendone le voci, senza vederne l’aspetto, li proclamavano beati, perché non avevano sofferto come loro

   

ed erano loro grati perché, offesi per primi, non facevano loro del male e imploravano perdono d'essere stati loro nemici.

Sap 18,2

e li ringraziavano perché non nuocevano loro, pur avendo subìto un torto, e imploravano perdono delle passate inimicizie.

   

Invece delle tenebre desti loro una colonna di fuoco, come guida in un viaggio sconosciuto e come un sole innocuo per il glorioso emigrare.

Sap 18,3

Invece desti loro una colonna di fuoco, come guida di un viaggio sconosciuto e sole inoffensivo per un glorioso migrare in terra straniera.

   

Eran degni di essere privati della luce e di essere imprigionati nelle tenebre quelli che avevano tenuto chiusi in carcere i tuoi figli, per mezzo dei quali la luce incorruttibile della legge doveva esser concessa al mondo.

Sap 18,4

Meritavano di essere privati della luce e imprigionati nelle tenebre quelli che avevano tenuto chiusi in carcere i tuoi figli, per mezzo dei quali la luce incorruttibile della legge doveva essere concessa al mondo.

   

Poiché essi avevan deciso di uccidere i neonati dei santi - e un solo bambino fu esposto e salvato - per castigo eliminasti una moltitudine di loro figli e li facesti perire tutti insieme nell'acqua impetuosa.

Sap 18,5

Poiché essi avevano deliberato di uccidere i neonati dei santi – e un solo bambino fu esposto e salvato –, tu per castigo hai tolto di mezzo la moltitudine dei loro figli, facendoli perire tutti insieme nell’acqua impetuosa.

   

Quella notte fu preannunziata ai nostri padri, perché sapendo a quali promesse avevano creduto, stessero di buon animo.

Sap 18,6

Quella notte fu preannunciata ai nostri padri, perché avessero coraggio, sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.

   

Il tuo popolo si attendeva la salvezza dei giusti come lo sterminio dei nemici.

Sap 18,7

Il tuo popolo infatti era in attesa della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici.

   

Difatti come punisti gli avversari, così ci rendesti gloriosi, chiamandoci a te.

Sap 18,8

Difatti come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te.

   

I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto e si imposero, concordi, questa legge divina: i santi avrebbero partecipato ugualmente ai beni e ai pericoli, intonando prima i canti di lode dei padri.

Sap 18,9

I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto e si imposero, concordi, questa legge divina: di condividere allo stesso modo successi e pericoli, intonando subito le sacre lodi dei padri.

   

Faceva eco il grido confuso dei nemici e si diffondeva il lamento di quanti piangevano i figli.

Sap 18,10

Faceva eco il grido discorde dei nemici e si diffondeva il lamento di quanti piangevano i figli.

   

Con la stessa pena lo schiavo era punito insieme con il padrone, il popolano soffriva le stesse pene del re.

Sap 18,11

Con la stessa pena il servo era punito assieme al padrone, l’uomo comune soffriva le stesse pene del re.

   

Tutti insieme, nello stesso modo, ebbero innumerevoli morti, e i vivi non bastavano a seppellirli perché in un istante perì la loro più nobile prole.

Sap 18,12

Tutti insieme, nello stesso modo, ebbero innumerevoli morti, e i vivi non bastavano a seppellirli, perché in un istante fu sterminata la loro prole più nobile.

   

Quelli rimasti increduli a tutto per via delle loro magie, alla morte dei primogeniti confessarono che questo popolo è figlio di Dio.

Sap 18,13

Quanti erano rimasti increduli a tutto per via delle loro magie, allo sterminio dei primogeniti confessarono che questo popolo era figlio di Dio.

   

Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo corso,

Sap 18,14

Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo rapido corso,

   

la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio, portando, come spada affilata, il tuo ordine inesorabile.

Sap 18,15

la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio, portando, come spada affilata, il tuo decreto irrevocabile

   

Fermatasi, riempì tutto di morte; toccava il cielo e camminava sulla terra.

Sap 18,16

e, fermatasi, riempì tutto di morte; toccava il cielo e aveva i piedi sulla terra.

   

Allora improvvisi fantasmi di sogni terribili li atterrivano; timori impensabili piombarono su di loro.

Sap 18,17

Allora improvvisi fantasmi di sogni terribili li atterrivano e timori inattesi piombarono su di loro.

   

Cadendo mezzi morti qua e là, ognuno mostrava la causa della morte.

Sap 18,18

Cadendo mezzi morti qua e là, mostravano quale fosse la causa della loro morte.

   

I loro sogni terrificanti li avevano preavvisati, perché non morissero ignorando il motivo delle loro sofferenze.

Sap 18,19

Infatti i loro sogni terrificanti li avevano preavvisati, perché non morissero ignorando il motivo delle loro sofferenze.

   

La prova della morte colpì anche i giusti e nel deserto ci fu strage di molti; ma l'ira non durò a lungo,

Sap 18,20

L’esperienza della morte colpì anche i giusti e nel deserto ci fu il massacro di una moltitudine, ma l’ira non durò a lungo,

   

perché un uomo incensurabile si affrettò a difenderli: prese le armi del suo ministero, la preghiera e il sacrificio espiatorio dell'incenso; si oppose alla collera e mise fine alla sciagura, mostrando che era tuo servitore.

Sap 18,21

perché un uomo irreprensibile si affrettò a difenderli, avendo portato le armi del suo ministero, la preghiera e l’incenso espiatorio; si oppose alla collera e mise fine alla sciagura, mostrando di essere il tuo servitore.

   

Egli superò l'ira divina non con la forza del corpo, né con l'efficacia delle armi; ma con la parola placò colui che castigava, ricordandogli i giuramenti e le alleanze dei padri.

Sap 18,22

Egli vinse la collera divina non con la forza del corpo né con la potenza delle armi, ma con la parola placò colui che castigava, ricordando i giuramenti e le alleanze dei padri.

   

I morti eran caduti a mucchi gli uni sugli altri, quando egli, ergendosi lì in mezzo, arrestò l'ira e le tagliò la strada che conduceva verso i viventi.

Sap 18,23

Quando ormai i morti erano caduti a mucchi gli uni sugli altri, egli, ergendosi là in mezzo, arrestò l’ira e le tagliò la strada che conduceva verso i viventi.

   

Sulla sua veste lunga fino ai piedi vi era tutto il mondo, i nomi gloriosi dei padri intagliati sui quattro ordini di pietre preziose e la tua maestà sulla corona della sua testa.

Sap 18,24

Sulla sua veste lunga fino ai piedi portava tutto il mondo, le glorie dei padri scolpite su quattro file di pietre preziose e la tua maestà sopra il diadema della sua testa.

   

Di fronte a questo lo sterminatore indietreggiò, ebbe paura, poiché un solo saggio della collera bastava.

Sap 18,25

Di fronte a queste insegne lo sterminatore indietreggiò, ebbe paura, perché bastava questa sola prova dell’ira divina.

   

Sugli empi si riversò sino alla fine uno sdegno implacabile, perché Dio prevedeva anche il loro futuro,

Sap 19,1

Sugli empi sovrastò sino alla fine una collera senza pietà, perché Dio prevedeva anche ciò che avrebbero fatto,

   

che cioè, dopo aver loro permesso di andarsene e averli fatti in fretta partire, cambiato proposito, li avrebbero inseguiti.

Sap 19,2

cioè che, dopo aver loro permesso di andarsene e averli fatti partire in fretta, cambiato proposito, li avrebbero inseguiti.

   

Mentre infatti erano ancora occupati nei lutti e piangevano sulle tombe dei morti, presero un'altra decisione insensata, e inseguirono come fuggitivi coloro che già avevan pregato di partire.

Sap 19,3

Mentre infatti erano ancora occupati nei lutti e piangevano sulle tombe dei morti, presero un’altra decisione insensata e inseguirono come fuggitivi quelli che già avevano pregato di partire.

   

Li spingeva a questo punto estremo un meritato destino, che li gettò nell'oblio delle cose avvenute, perché colmassero la punizione, che ancora mancava ai loro tormenti,

Sap 19,4

A questo estremo li spingeva un meritato destino, che li gettò nell’oblio delle cose passate, perché colmassero la punizione che ancora mancava ai loro tormenti,

   

e mentre il tuo popolo intraprendeva un viaggio straordinario, essi incorressero in una morte singolare.

Sap 19,5

e mentre il tuo popolo intraprendeva un viaggio straordinario, essi incappassero in una morte singolare.

   

Tutta la creazione assumeva da capo, nel suo genere, nuova forma, obbedendo ai tuoi comandi, perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi.

Sap 19,6

Tutto il creato fu modellato di nuovo nella propria natura come prima, obbedendo ai tuoi comandi, perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi.

   

Si vide la nube coprire d'ombra l'accampamento, terra asciutta apparire dove prima c'era acqua, una strada libera aprirsi nel Mar Rosso e una verdeggiante pianura in luogo dei flutti violenti;

Sap 19,7

Si vide la nube coprire d’ombra l’accampamento, terra asciutta emergere dove prima c’era acqua: il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli e flutti violenti una pianura piena d’erba;

   

per essa passò tutto il tuo popolo, i protetti della tua mano, spettatori di prodigi stupendi.

Sap 19,8

coloro che la tua mano proteggeva passarono con tutto il popolo, contemplando meravigliosi prodigi.

   

Come cavalli alla pastura, come agnelli esultanti, cantavano inni a te, Signore, che li avevi liberati.

Sap 19,9

Furono condotti al pascolo come cavalli e saltellarono come agnelli esultanti, celebrando te, Signore, che li avevi liberati.

   

Ricordavano ancora i fatti del loro esilio, come la terra, invece di bestiame, produsse zanzare, come il fiume, invece di pesci, riversò una massa di rane.

Sap 19,10

Ricordavano ancora le cose avvenute nel loro esilio: come la terra, invece di bestiame, produsse zanzare, come il fiume, invece di pesci, riversò una massa di rane.

   

Più tardi videro anche una nuova produzione di uccelli, quando, spinti dall'appetito, chiesero cibi delicati;

Sap 19,11

Più tardi videro anche una nuova generazione di uccelli, quando, spinti dall’appetito, chiesero cibi delicati;

   

poiché, per appagarli, salirono dal mare le quaglie.

Sap 19,12

poiché, per appagarli, dal mare salirono quaglie.

   

Sui peccatori invece caddero i castighi non senza segni premonitori di fulmini fragorosi; essi soffrirono giustamente per la loro malvagità, avendo nutrito un odio tanto profondo verso lo straniero.

Sap 19,13

Sui peccatori invece piombarono i castighi non senza segni premonitori di fulmini fragorosi; essi soffrirono giustamente per le loro malvagità, perché avevano mostrato un odio tanto profondo verso lo straniero.

   

Altri non accolsero ospiti sconosciuti; ma costoro ridussero schiavi ospiti benemeriti.

Sap 19,14

Già altri infatti non avevano accolto gli sconosciuti che arrivavano, ma costoro ridussero in schiavitù gli ospiti che li avevano beneficati.

   

Non solo: ci sarà per i primi un giudizio, perché accolsero ostilmente dei forestieri;

Sap 19,15

Non solo: per i primi ci sarà un giudizio, perché accolsero ostilmente i forestieri;

   

ma quelli, dopo averli festosamente accolti, poi, quando già partecipavano ai loro diritti li oppressero con lavori durissimi.

Sap 19,16

costoro invece, dopo averli festosamente accolti, quando già partecipavano ai loro diritti, li oppressero con lavori durissimi.

   

Furono perciò colpiti da cecità, come lo furono i primi alla porta del giusto, quando avvolti fra tenebre fitte ognuno cercava l'ingresso della propria porta.

Sap 19,17

Furono perciò colpiti da cecità, come quelli alla porta del giusto, quando, avvolti fra tenebre fitte, ognuno cercava l’ingresso della propria porta.

   

Difatti gli elementi scambiavano ordine fra loro, come le note di un'arpa variano la specie del ritmo, pur conservando sempre lo stesso tono. E proprio questo si può dedurre dalla attenta considerazione degli avvenimenti:

Sap 19,18

Difatti gli elementi erano accordati diversamente, come nella cetra in cui le note variano la specie del ritmo, pur conservando sempre lo stesso tono, come è possibile dedurre da un’attenta considerazione degli avvenimenti.

   

animali terrestri divennero acquatici, quelli che nuotavano passarono sulla terra.

Sap 19,19

Infatti animali terrestri divennero acquatici, quelli che nuotavano passarono sulla terra.

   

Il fuoco rafforzò nell'acqua la sua potenza e l'acqua dimenticò la sua proprietà naturale di spegnere.

Sap 19,20

Il fuoco rafforzò nell’acqua la sua potenza e l’acqua dimenticò la sua proprietà naturale di spegnere.

   

Le fiamme non consumavano le carni di animali gracili, che vi camminavano dentro, né scioglievano quella specie di cibo celeste, simile alla brina e così facile a fondersi.

Sap 19,21

Le fiamme non consumavano le carni di fragili animali che vi camminavano sopra, né scioglievano quel celeste nutrimento di vita, simile alla brina e così facile a fondersi.

   

In tutti i modi, o Signore, hai magnificato e reso glorioso il tuo popolo e non l'hai trascurato assistendolo in ogni tempo e in ogni luogo.

Sap 19,22

In tutti i modi, o Signore, hai reso grande e glorioso il tuo popolo e non hai dimenticato di assisterlo in ogni momento e in ogni luogo.

   

 Bibbia CEI 1974

 


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