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                 Romani

Romani

  

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio,

Rom 1,1

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio –

   

che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture,

Rom 1,2

che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture

   

riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne,

Rom 1,3

e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne,

   

costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore.

Rom 1,4

costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore;

   

Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell'apostolato per ottenere l'obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome;

Rom 1,5

per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome,

   

e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo.

Rom 1,6

e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –,

   

A quanti sono in Roma amati da Dio e santi per vocazione, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.

Rom 1,7

a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

   

Anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la fama della vostra fede si espande in tutto il mondo.

Rom 1,8

Anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché della vostra fede si parla nel mondo intero.

   

Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo, mi è testimone che io mi ricordo sempre di voi,

Rom 1,9

Mi è testimone Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunciando il vangelo del Figlio suo, come io continuamente faccia memoria di voi,

   

chiedendo sempre nelle mie preghiere che per volontà di Dio mi si apra una strada per venire fino a voi.

Rom 1,10

chiedendo sempre nelle mie preghiere che, in qualche modo, un giorno, per volontà di Dio, io abbia l’opportunità di venire da voi.

   

Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati,

Rom 1,11

Desidero infatti ardentemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, perché ne siate fortificati,

   

o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io.

Rom 1,12

o meglio, per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io.

   

Non voglio pertanto che ignoriate, fratelli, che più volte mi sono proposto di venire fino a voi - ma finora ne sono stato impedito - per raccogliere qualche frutto anche tra voi, come tra gli altri Gentili.

Rom 1,13

Non voglio che ignoriate, fratelli, che più volte mi sono proposto di venire fino a voi – ma finora ne sono stato impedito – per raccogliere qualche frutto anche tra voi, come tra le altre nazioni.

   

Poiché sono in debito verso i Greci come verso i barbari, verso i dotti come verso gli ignoranti:

Rom 1,14

Sono in debito verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come verso gli ignoranti:

   

sono quindi pronto, per quanto sta in me, a predicare il vangelo anche a voi di Roma.

Rom 1,15

sono quindi pronto, per quanto sta in me, ad annunciare il Vangelo anche a voi che siete a Roma.

   

Io infatti non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco.

Rom 1,16

Io infatti non mi vergogno del Vangelo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo, prima, come del Greco.

   

È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede.

Rom 1,17

In esso infatti si rivela la giustizia di Dio, da fede a fede, come sta scritto: Il giusto per fede vivrà.

   

In realtà l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia,

Rom 1,18

Infatti l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia,

   

poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato.

Rom 1,19

poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro.

   

Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità;

Rom 1,20

Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa

   

essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa.

Rom 1,21

perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata.

   

Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti

Rom 1,22

Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti

   

e hanno cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

Rom 1,23

e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.

   

Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi,

Rom 1,24

Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi,

   

poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.

Rom 1,25

perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.

   

Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura.

Rom 1,26

Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura.

   

Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento.

Rom 1,27

Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento.

   

E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno,

Rom 1,28

E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne:

   

colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori,

Rom 1,29

sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori,

   

maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori,

Rom 1,30

maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori,

   

insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia.

Rom 1,31

insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia.

   

E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.

Rom 1,32

E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.

   

Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose.

Rom 2,1

Perciò chiunque tu sia, o uomo che giudichi, non hai alcun motivo di scusa perché, mentre giudichi l’altro, condanni te stesso; tu che giudichi, infatti, fai le medesime cose.

   

Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose.

Rom 2,2

Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio contro quelli che commettono tali cose è secondo verità.

   

Pensi forse, o uomo che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, di sfuggire al giudizio di Dio?

Rom 2,3

Tu che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, pensi forse di sfuggire al giudizio di Dio?

   

O ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà, della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?

Rom 2,4

O disprezzi la ricchezza della sua bontà, della sua clemenza e della sua magnanimità, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?

   

Tu, però, con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio,

Rom 2,5

Tu, però, con il tuo cuore duro e ostinato, accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio,

   

il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere:

Rom 2,6

che renderà a ciascuno secondo le sue opere:

   

la vita eterna a coloro che perseverando nelle opere di bene cercano gloria, onore e incorruttibilità;

Rom 2,7

la vita eterna a coloro che, perseverando nelle opere di bene, cercano gloria, onore, incorruttibilità;

   

sdegno ed ira contro coloro che per ribellione resistono alla verità e obbediscono all'ingiustizia.

Rom 2,8

ira e sdegno contro coloro che, per ribellione, disobbediscono alla verità e obbediscono all’ingiustizia.

   

Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il Giudeo prima e poi per il Greco;

Rom 2,9

Tribolazione e angoscia su ogni uomo che opera il male, sul Giudeo, prima, come sul Greco;

   

gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo prima e poi per il Greco,

Rom 2,10

gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo, prima, come per il Greco:

   

perché presso Dio non c'è parzialità.

Rom 2,11

Dio infatti non fa preferenza di persone.

   

Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati con la legge.

Rom 2,12

Tutti quelli che hanno peccato senza la Legge, senza la Legge periranno; quelli invece che hanno peccato sotto la Legge, con la Legge saranno giudicati.

   

Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati.

Rom 2,13

Infatti, non quelli che ascoltano la Legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la Legge saranno giustificati.

   

Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi;

Rom 2,14

Quando i pagani, che non hanno la Legge, per natura agiscono secondo la Legge, essi, pur non avendo Legge, sono legge a se stessi.

   

essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono.

Rom 2,15

Essi dimostrano che quanto la Legge esige è scritto nei loro cuori, come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono.

   

Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.

Rom 2,16

Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini, secondo il mio Vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.

   

Ora, se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge, e ti glori di Dio,

Rom 2,17

Ma se tu ti chiami Giudeo e ti riposi sicuro sulla Legge e metti il tuo vanto in Dio,

   

del quale conosci la volontà e, istruito come sei dalla legge, sai discernere ciò che è meglio,

Rom 2,18

ne conosci la volontà e, istruito dalla Legge, sai discernere ciò che è meglio,

   

e sei convinto di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre,

Rom 2,19

e sei convinto di essere guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre,

   

educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché possiedi nella legge l'espressione della sapienza e della verità...

Rom 2,20

educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché nella Legge possiedi l’espressione della conoscenza e della verità...

   

ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare, rubi?

Rom 2,21

Ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare, rubi?

   

Tu che proibisci l'adulterio, sei adultero? Tu che detesti gli idoli, ne derubi i templi?

Rom 2,22

Tu che dici di non commettere adulterio, commetti adulterio? Tu che detesti gli idoli, ne derubi i templi?

   

Tu che ti glori della legge, offendi Dio trasgredendo la legge?

Rom 2,23

Tu che ti vanti della Legge, offendi Dio trasgredendo la Legge!

   

Infatti il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra i pagani, come sta scritto.

Rom 2,24

Infatti sta scritto: Il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra le genti.

   

La circoncisione è utile, sì, se osservi la legge; ma se trasgredisci la legge, con la tua circoncisione sei come uno non circonciso.

Rom 2,25

Certo, la circoncisione è utile se osservi la Legge; ma, se trasgredisci la Legge, con la tua circoncisione sei un non circonciso.

   

Se dunque chi non è circonciso osserva le prescrizioni della legge, la sua non circoncisione non gli verrà forse contata come circoncisione?

Rom 2,26

Se dunque chi non è circonciso osserva le prescrizioni della Legge, la sua incirconcisione non sarà forse considerata come circoncisione?

   

E così, chi non è circonciso fisicamente, ma osserva la legge, giudicherà te che, nonostante la lettera della legge e la circoncisione, sei un trasgressore della legge.

Rom 2,27

E così, chi non è circonciso fisicamente, ma osserva la Legge, giudicherà te che, nonostante la lettera della Legge e la circoncisione, sei trasgressore della Legge.

   

Infatti, Giudeo non è chi appare tale all'esterno, e la circoncisione non è quella visibile nella carne;

Rom 2,28

Giudeo, infatti, non è chi appare tale all’esterno, e la circoncisione non è quella visibile nella carne;

   

ma Giudeo è colui che lo è interiormente e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito e non nella lettera; la sua gloria non viene dagli uomini ma da Dio.

Rom 2,29

ma Giudeo è colui che lo è interiormente e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; la sua lode non viene dagli uomini, ma da Dio.

   

Qual è dunque la superiorità del Giudeo? O quale l'utilità della circoncisione? -

Rom 3,1

Che cosa dunque ha in più il Giudeo? E qual è l’utilità della circoncisione?

   

Grande, sotto ogni aspetto. Anzitutto perché a loro sono state affidate le rivelazioni di Dio. -

Rom 3,2

Grande, sotto ogni aspetto. Anzitutto perché a loro sono state affidate le parole di Dio.

   

Che dunque? Se alcuni non hanno creduto, la loro incredulità può forse annullare la fedeltà di Dio? -

Rom 3,3

Che dunque? Se alcuni furono infedeli, la loro infedeltà annullerà forse la fedeltà di Dio?

   

Impossibile! Resti invece fermo che Dio è verace e ogni uomo mentitore, come sta scritto: Perché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e trionfi quando sei giudicato. -

Rom 3,4

Impossibile! Sia chiaro invece che Dio è veritiero, mentre ogni uomo è mentitore, come sta scritto: Affinché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e vinca quando sei giudicato.

   

Se però la nostra ingiustizia mette in risalto la giustizia di Dio, che diremo? Forse è ingiusto Dio quando riversa su di noi la sua ira? Parlo alla maniera umana. -

Rom 3,5

Se però la nostra ingiustizia mette in risalto la giustizia di Dio, che diremo? Dio è forse ingiusto quando riversa su di noi la sua ira? Sto parlando alla maniera umana.

   

Impossibile! Altrimenti, come potrà Dio giudicare il mondo? -

Rom 3,6

Impossibile! Altrimenti, come potrà Dio giudicare il mondo?

   

Ma se per la mia menzogna la verità di Dio risplende per sua gloria, perché dunque sono ancora giudicato come peccatore?

Rom 3,7

Ma se la verità di Dio abbondò nella mia menzogna, risplende di più per la sua gloria, perché anch’io sono giudicato ancora come peccatore?

   

Perché non dovremmo fare il male affinché venga il bene, come alcuni - la cui condanna è ben giusta - ci calunniano, dicendo che noi lo affermiamo?

Rom 3,8

E non è come alcuni ci fanno dire: «Facciamo il male perché ne venga il bene»; essi ci calunniano ed è giusto che siano condannati.

   

Che dunque? Dobbiamo noi ritenerci superiori? Niente affatto! Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che Giudei e Greci, tutti, sono sotto il dominio del peccato,

Rom 3,9

Che dunque? Siamo forse noi superiori? No! Infatti abbiamo già formulato l’accusa che, Giudei e Greci, tutti sono sotto il dominio del peccato,

   

come sta scritto: Non c'è nessun giusto, nemmeno uno,

Rom 3,10

come sta scritto: Non c’è nessun giusto, nemmeno uno,

   

non c'è sapiente, non c'è chi cerchi Dio!

Rom 3,11

non c’è chi comprenda, non c’è nessuno che cerchi Dio!

   

Tutti hanno traviato e si son pervertiti; non c'è chi compia il bene, non ce n'è neppure uno.

Rom 3,12

Tutti hanno smarrito la via, insieme si sono corrotti; non c’è chi compia il bene, non ce n’è neppure uno.

   

La loro gola è un sepolcro spalancato, tramano inganni con la loro lingua, veleno di serpenti è sotto le loro labbra,

Rom 3,13

La loro gola è un sepolcro spalancato, tramavano inganni con la loro lingua, veleno di serpenti è sotto le loro labbra,

   

la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza.

Rom 3,14

la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza.

   

I loro piedi corrono a versare il sangue;

Rom 3,15

I loro piedi corrono a versare sangue;

   

strage e rovina è sul loro cammino

Rom 3,16

rovina e sciagura è sul loro cammino

   

e la via della pace non conoscono.

Rom 3,17

e la via della pace non l’hanno conosciuta.

   

Non c'è timore di Dio davanti ai loro occhi.

Rom 3,18

Non c’è timore di Dio davanti ai loro occhi.

   

Ora, noi sappiamo che tutto ciò che dice la legge lo dice per quelli che sono sotto la legge, perché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio.

Rom 3,19

Ora, noi sappiamo che quanto la Legge dice, lo dice per quelli che sono sotto la Legge, di modo che ogni bocca sia chiusa e il mondo intero sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio.

   

Infatti in virtù delle opere della legge nessun uomo sarà giustificato davanti a lui, perché per mezzo della legge si ha solo la conoscenza del peccato.

Rom 3,20

Infatti in base alle opere della Legge nessun vivente sarà giustificato davanti a Dio, perché per mezzo della Legge si ha conoscenza del peccato.

   

Ora invece, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti;

Rom 3,21

Ora invece, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti:

   

giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non c'è distinzione:

Rom 3,22

giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. Infatti non c’è differenza,

   

tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,

Rom 3,23

perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,

   

ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù.

Rom 3,24

ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù.

   

Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia, dopo la tolleranza usata verso i peccati passati,

Rom 3,25

È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue, a manifestazione della sua giustizia per la remissione dei peccati passati

   

nel tempo della divina pazienza. Egli manifesta la sua giustizia nel tempo presente, per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù.

Rom 3,26

mediante la clemenza di Dio, al fine di manifestare la sua giustizia nel tempo presente, così da risultare lui giusto e rendere giusto colui che si basa sulla fede in Gesù.

   

Dove sta dunque il vanto? Esso è stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede.

Rom 3,27

Dove dunque sta il vanto? È stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede.

   

Noi riteniamo infatti che l'uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della legge.

Rom 3,28

Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.

   

Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo, anche dei pagani!

Rom 3,29

Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche delle genti? Certo, anche delle genti!

   

Poiché non c'è che un solo Dio, il quale giustificherà per la fede i circoncisi, e per mezzo della fede anche i non circoncisi.

Rom 3,30

Poiché unico è il Dio che giustificherà i circoncisi in virtù della fede e gli incirconcisi per mezzo della fede.

   

Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient'affatto, anzi confermiamo la legge.

Rom 3,31

Togliamo dunque ogni valore alla Legge mediante la fede? Nient’affatto, anzi confermiamo la Legge.

   

Che diremo dunque di Abramo, nostro antenato secondo la carne?

Rom 4,1

Che diremo dunque di Abramo, nostro progenitore secondo la carne? Che cosa ha ottenuto?

   

Se infatti Abramo è stato giustificato per le opere, certo ha di che gloriarsi, ma non davanti a Dio.

Rom 4,2

Se infatti Abramo è stato giustificato per le opere, ha di che gloriarsi, ma non davanti a Dio.

   

Ora, che cosa dice la Scrittura? Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia.

Rom 4,3

Ora, che cosa dice la Scrittura? Abramo credette a Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia.

   

A chi lavora, il salario non viene calcolato come un dono, ma come debito;

Rom 4,4

A chi lavora, il salario non viene calcolato come dono, ma come debito;

   

a chi invece non lavora, ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede gli viene accreditata come giustizia.

Rom 4,5

a chi invece non lavora, ma crede in Colui che giustifica l’empio, la sua fede gli viene accreditata come giustizia.

   

Così anche Davide proclama beato l'uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere:

Rom 4,6

Così anche Davide proclama beato l’uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere:

   

Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti;

Rom 4,7

Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti;

   

beato l'uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!

Rom 4,8

beato l’uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!

   

Orbene, questa beatitudine riguarda chi è circonciso o anche chi non è circonciso? Noi diciamo infatti che la fede fu accreditata ad Abramo come giustizia.

Rom 4,9

Ora, questa beatitudine riguarda chi è circonciso o anche chi non è circonciso? Noi diciamo infatti che la fede fu accreditata ad Abramo come giustizia.

   

Come dunque gli fu accreditata? Quando era circonciso o quando non lo era? Non certo dopo la circoncisione, ma prima.

Rom 4,10

Come dunque gli fu accreditata? Quando era circonciso o quando non lo era? Non dopo la circoncisione, ma prima.

   

Infatti egli ricevette il segno della circoncisione quale sigillo della giustizia derivante dalla fede che aveva già ottenuta quando non era ancora circonciso; questo perché fosse padre di tutti i non circoncisi che credono e perché anche a loro venisse accreditata la giustizia

Rom 4,11

Infatti egli ricevette il segno della circoncisione come sigillo della giustizia, derivante dalla fede, già ottenuta quando non era ancora circonciso. In tal modo egli divenne padre di tutti i non circoncisi che credono, cosicché anche a loro venisse accreditata la giustizia

   

e fosse padre anche dei circoncisi, di quelli che non solo hanno la circoncisione, ma camminano anche sulle orme della fede del nostro padre Abramo prima della sua circoncisione.

Rom 4,12

ed egli fosse padre anche dei circoncisi, di quelli che non solo provengono dalla circoncisione ma camminano anche sulle orme della fede del nostro padre Abramo prima della sua circoncisione.

   

Non infatti in virtù della legge fu data ad Abramo o alla sua discendenza la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede;

Rom 4,13

Infatti non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede.

   

poiché se diventassero eredi coloro che provengono dalla legge, sarebbe resa vana la fede e nulla la promessa.

Rom 4,14

Se dunque diventassero eredi coloro che provengono dalla Legge, sarebbe resa vana la fede e inefficace la promessa.

   

La legge infatti provoca l'ira; al contrario, dove non c'è legge, non c'è nemmeno trasgressione.

Rom 4,15

La Legge infatti provoca l’ira; al contrario, dove non c’è Legge, non c’è nemmeno trasgressione.

   

Eredi quindi si diventa per la fede, perché ciò sia per grazia e così la promessa sia sicura per tutta la discendenza, non soltanto per quella che deriva dalla legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi.

Rom 4,16

Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi –

   

Infatti sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli; (è nostro padre) davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all'esistenza le cose che ancora non esistono.

Rom 4,17

come sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.

   

Egli ebbe fede sperando contro ogni speranza e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza.

Rom 4,18

Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza.

   

Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo - aveva circa cento anni - e morto il seno di Sara.

Rom 4,19

Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo – aveva circa cento anni – e morto il seno di Sara.

   

Per la promessa di Dio non esitò con incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio,

Rom 4,20

Di fronte alla promessa di Dio non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio,

   

pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento.

Rom 4,21

pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento.

   

Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.

Rom 4,22

Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.

   

E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato come giustizia,

Rom 4,23

E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato,

   

ma anche per noi, ai quali sarà egualmente accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore,

Rom 4,24

ma anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore,

   

il quale è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

Rom 4,25

il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

   

Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo;

Rom 5,1

Giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo.

   

per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.

Rom 5,2

Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio.

   

E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata

Rom 5,3

E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza,

   

e la virtù provata la speranza.

Rom 5,4

la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza.

   

La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Rom 5,5

La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

   

Infatti, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito.

Rom 5,6

Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.

   

Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene.

Rom 5,7

Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona.

   

Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

Rom 5,8

Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

   

A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui.

Rom 5,9

A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.

   

Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.

Rom 5,10

Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.

   

Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione.

Rom 5,11

Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

   

Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato.

Rom 5,12

Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato…

   

Fino alla legge infatti c'era peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la legge,

Rom 5,13

Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge,

   

la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.

Rom 5,14

la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.

   

Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini.

Rom 5,15

Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo si sono riversati in abbondanza su tutti.

   

E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo: il giudizio partì da un solo atto per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute per la giustificazione.

Rom 5,16

E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione.

   

Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.

Rom 5,17

Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.

   

Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita.

Rom 5,18

Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita.

   

Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

Rom 5,19

Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

   

La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta, ma laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia,

Rom 5,20

La Legge poi sopravvenne perché abbondasse la caduta; ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia.

   

perché come il peccato aveva regnato con la morte, così regni anche la grazia con la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

Rom 5,21

Di modo che, come regnò il peccato nella morte, così regni anche la grazia mediante la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

   

Che diremo dunque? Continuiamo a restare nel peccato perché abbondi la grazia?

Rom 6,1

Che diremo dunque? Rimaniamo nel peccato perché abbondi la grazia?

   

È assurdo! Noi che già siamo morti al peccato, come potremo ancora vivere nel peccato?

Rom 6,2

È assurdo! Noi, che già siamo morti al peccato, come potremo ancora vivere in esso?

   

O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?

Rom 6,3

O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?

   

Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.

Rom 6,4

Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.

   

Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione.

Rom 6,5

Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione.

   

Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato.

Rom 6,6

Lo sappiamo: l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato.

   

Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato.

Rom 6,7

Infatti chi è morto, è liberato dal peccato.

   

Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui,

Rom 6,8

Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui,

   

sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui.

Rom 6,9

sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui.

   

Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio.

Rom 6,10

Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio.

   

Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

Rom 6,11

Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

   

Non regni più dunque il peccato nel vostro corpo mortale, sì da sottomettervi ai suoi desideri;

Rom 6,12

Il peccato dunque non regni più nel vostro corpo mortale, così da sottomettervi ai suoi desideri.

   

non offrite le vostre membra come strumenti di ingiustizia al peccato, ma offrite voi stessi a Dio come vivi, tornati dai morti e le vostre membra come strumenti di giustizia per Dio.

Rom 6,13

Non offrite al peccato le vostre membra come strumenti di ingiustizia, ma offrite voi stessi a Dio come viventi, ritornati dai morti, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia.

   

Il peccato infatti non dominerà più su di voi poiché non siete più sotto la legge, ma sotto la grazia.

Rom 6,14

Il peccato infatti non dominerà su di voi, perché non siete sotto la Legge, ma sotto la grazia.

   

Che dunque? Dobbiamo commettere peccati perché non siamo più sotto la legge, ma sotto la grazia? È assurdo!

Rom 6,15

Che dunque? Ci metteremo a peccare perché non siamo sotto la Legge, ma sotto la grazia? È assurdo!

   

Non sapete voi che, se vi mettete a servizio di qualcuno come schiavi per obbedirgli, siete schiavi di colui al quale servite: sia del peccato che porta alla morte, sia dell'obbedienza che conduce alla giustizia?

Rom 6,16

Non sapete che, se vi mettete a servizio di qualcuno come schiavi per obbedirgli, siete schiavi di colui al quale obbedite: sia del peccato che porta alla morte, sia dell’obbedienza che conduce alla giustizia?

   

Rendiamo grazie a Dio, perché voi eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quell'insegnamento che vi è stato trasmesso

Rom 6,17

Rendiamo grazie a Dio, perché eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quella forma di insegnamento alla quale siete stati affidati.

   

e così, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia.

Rom 6,18

Così, liberati dal peccato, siete stati resi schiavi della giustizia.

   

Parlo con esempi umani, a causa della debolezza della vostra carne. Come avete messo le vostre membra a servizio dell'impurità e dell'iniquità a pro dell'iniquità, così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia per la vostra santificazione.

Rom 6,19

Parlo un linguaggio umano a causa della vostra debolezza. Come infatti avete messo le vostre membra a servizio dell’impurità e dell’iniquità, per l’iniquità, così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia, per la santificazione.

   

Quando infatti eravate sotto la schiavitù del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia.

Rom 6,20

Quando infatti eravate schiavi del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia.

   

Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Infatti il loro destino è la morte.

Rom 6,21

Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Il loro traguardo infatti è la morte.

   

Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna.

Rom 6,22

Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il frutto per la vostra santificazione e come traguardo avete la vita eterna.

   

Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Rom 6,23

Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

   

O forse ignorate, fratelli - parlo a gente esperta di legge - che la legge ha potere sull'uomo solo per il tempo in cui egli vive?

Rom 7,1

O forse ignorate, fratelli – parlo a gente che conosce la legge – che la legge ha potere sull’uomo solo per il tempo in cui egli vive?

   

La donna sposata, infatti, è legata dalla legge al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è libera dalla legge che la lega al marito.

Rom 7,2

La donna sposata, infatti, per legge è legata al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è liberata dalla legge che la lega al marito.

   

Essa sarà dunque chiamata adultera se, mentre vive il marito, passa a un altro uomo, ma se il marito muore, essa è libera dalla legge e non è più adultera se passa a un altro uomo.

Rom 7,3

Ella sarà dunque considerata adultera se passa a un altro uomo mentre il marito vive; ma se il marito muore ella è libera dalla legge, tanto che non è più adultera se passa a un altro uomo.

   

Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla legge, per appartenere ad un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio.

Rom 7,4

Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla Legge per appartenere a un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio.

   

Quando infatti eravamo nella carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte.

Rom 7,5

Quando infatti eravamo nella debolezza della carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla Legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte.

   

Ora però siamo stati liberati dalla legge, essendo morti a ciò che ci teneva prigionieri, per servire nel regime nuovo dello Spirito e non nel regime vecchio della lettera.

Rom 7,6

Ora invece, morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge per servire secondo lo Spirito, che è nuovo, e non secondo la lettera, che è antiquata.

   

Che diremo dunque? Che la legge è peccato? No certamente! Però io non ho conosciuto il peccato se non per la legge, né avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non desiderare.

Rom 7,7

Che diremo dunque? Che la Legge è peccato? No, certamente! Però io non ho conosciuto il peccato se non mediante la Legge. Infatti non avrei conosciuto la concupiscenza, se la Legge non avesse detto: Non desiderare.

   

Prendendo pertanto occasione da questo comandamento, il peccato scatenò in me ogni sorta di desideri. Senza la legge infatti il peccato è morto

Rom 7,8

Ma, presa l’occasione, il peccato scatenò in me, mediante il comandamento, ogni sorta di desideri. Senza la Legge infatti il peccato è morto.

   

e io un tempo vivevo senza la legge. Ma, sopraggiunto quel comandamento, il peccato ha preso vita

Rom 7,9

E un tempo io vivevo senza la Legge ma, sopraggiunto il precetto, il peccato ha ripreso vita

   

e io sono morto; la legge, che doveva servire per la vita, è divenuta per me motivo di morte.

Rom 7,10

e io sono morto. Il comandamento, che doveva servire per la vita, è divenuto per me motivo di morte.

   

Il peccato infatti, prendendo occasione dal comandamento, mi ha sedotto e per mezzo di esso mi ha dato la morte.

Rom 7,11

Il peccato infatti, presa l’occasione, mediante il comandamento mi ha sedotto e per mezzo di esso mi ha dato la morte.

   

Così la legge è santa e santo e giusto e buono è il comandamento.

Rom 7,12

Così la Legge è santa, e santo, giusto e buono è il comandamento.

   

Ciò che è bene è allora diventato morte per me? No davvero! È invece il peccato: esso per rivelarsi peccato mi ha dato la morte servendosi di ciò che è bene, perché il peccato apparisse oltre misura peccaminoso per mezzo del comandamento.

Rom 7,13

Ciò che è bene allora è diventato morte per me? No davvero! Ma il peccato, per rivelarsi peccato, mi ha dato la morte servendosi di ciò che è bene, perché il peccato risultasse oltre misura peccaminoso per mezzo del comandamento.

   

Sappiamo infatti che la legge è spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato.

Rom 7,14

Sappiamo infatti che la Legge è spirituale, mentre io sono carnale, venduto come schiavo del peccato.

   

Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto.

Rom 7,15

Non riesco a capire ciò che faccio: infatti io faccio non quello che voglio, ma quello che detesto.

   

Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona;

Rom 7,16

Ora, se faccio quello che non voglio, riconosco che la Legge è buona;

   

quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.

Rom 7,17

quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.

   

Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo;

Rom 7,18

Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene: in me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo;

   

infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio.

Rom 7,19

infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio.

   

Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.

Rom 7,20

Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.

   

Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me.

Rom 7,21

Dunque io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me.

   

Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio,

Rom 7,22

Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio,

   

ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.

Rom 7,23

ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra.

   

Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?

Rom 7,24

Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?

   

Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Io dunque, con la mente, servo la legge di Dio, con la carne invece la legge del peccato.

Rom 7,25

Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Io dunque, con la mia ragione, servo la legge di Dio, con la mia carne invece la legge del peccato.

   

Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù.

Rom 8,1

Ora, dunque, non c’è nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù.

   

Poiché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.

Rom 8,2

Perché la legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.

   

Infatti ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e in vista del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne,

Rom 8,3

Infatti ciò che era impossibile alla Legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne,

   

perché la giustizia della legge si adempisse in noi, che non camminiamo secondo la carne ma secondo lo Spirito.

Rom 8,4

perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.

   

Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito.

Rom 8,5

Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale.

   

Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace.

Rom 8,6

Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace.

   

Infatti i desideri della carne sono in rivolta contro Dio, perché non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero.

Rom 8,7

Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe.

   

Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.

Rom 8,8

Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.

   

Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.

Rom 8,9

Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.

   

E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione.

Rom 8,10

Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia.

   

E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Rom 8,11

E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

   

Così dunque fratelli, noi siamo debitori, ma non verso la carne per vivere secondo la carne;

Rom 8,12

Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali,

   

poiché se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece con l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete.

Rom 8,13

perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

   

Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio.

Rom 8,14

Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.

   

E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: "Abbà, Padre!".

Rom 8,15

E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».

   

Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio.

Rom 8,16

Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio.

   

E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Rom 8,17

E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

   

Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi.

Rom 8,18

Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi.

   

La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio;

Rom 8,19

L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.

   

essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza

Rom 8,20

La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza

   

di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

Rom 8,21

che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

   

Sapppiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto;

Rom 8,22

Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi.

   

essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Rom 8,23

Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

   

Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo?

Rom 8,24

Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo?

   

Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

Rom 8,25

Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

   

Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili;

Rom 8,26

Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili;

   

e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.

Rom 8,27

e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

   

Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno.

Rom 8,28

Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.

   

Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli;

Rom 8,29

Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli;

   

quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.

Rom 8,30

quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

   

Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

Rom 8,31

Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

   

Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?

Rom 8,32

Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?

   

Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica.

Rom 8,33

Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica!

   

Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?

Rom 8,34

Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!

   

Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

Rom 8,35

Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

   

Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello.

Rom 8,36

Come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello.

   

Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.

Rom 8,37

Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.

   

Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire,

Rom 8,38

Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze,

   

né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

Rom 8,39

né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

   

Dico la verità in Cristo, non mentisco, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo:

Rom 9,1

Dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo:

   

ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.

Rom 9,2

ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.

   

Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne.

Rom 9,3

Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne.

   

Essi sono Israeliti e possiedono l'adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse,

Rom 9,4

Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse;

   

i patriarchi; da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.

Rom 9,5

a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.

   

Tuttavia la parola di Dio non è venuta meno. Infatti non tutti i discendenti di Israele sono Israele,

Rom 9,6

Tuttavia la parola di Dio non è venuta meno. Infatti non tutti i discendenti d’Israele sono Israele,

   

né per il fatto di essere discendenza di Abramo sono tutti suoi figli. No, ma: in Isacco ti sarà data una discendenza,

Rom 9,7

né per il fatto di essere discendenza di Abramo sono tutti suoi figli, ma: In Isacco ti sarà data una discendenza;

   

cioè: non sono considerati figli di Dio i figli della carne, ma come discendenza sono considerati solo i figli della promessa.

Rom 9,8

cioè: non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come discendenza.

   

Queste infatti sono le parole della promessa: Io verrò in questo tempo e Sara avrà un figlio.

Rom 9,9

Questa infatti è la parola della promessa: Io verrò in questo tempo e Sara avrà un figlio.

   

E non è tutto; c'è anche Rebecca che ebbe figli da un solo uomo, Isacco nostro padre:

Rom 9,10

E non è tutto: anche Rebecca ebbe figli da un solo uomo, Isacco nostro padre;

   

quando essi ancora non eran nati e nulla avevano fatto di bene o di male - perché rimanesse fermo il disegno divino fondato sull'elezione non in base alle opere, ma alla volontà di colui che chiama -

Rom 9,11

quando essi non erano ancora nati e nulla avevano fatto di bene o di male – perché rimanesse fermo il disegno divino fondato sull’elezione, non in base alle opere, ma alla volontà di colui che chiama –,

   

le fu dichiarato: Il maggiore sarà sottomesso al minore,

Rom 9,12

le fu dichiarato: Il maggiore sarà sottomesso al minore,

   

come sta scritto: Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù.

Rom 9,13

come sta scritto: Ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù.

   

Che diremo dunque? C'è forse ingiustizia da parte di Dio? No certamente!

Rom 9,14

Che diremo dunque? C’è forse ingiustizia da parte di Dio? No, certamente!

   

Egli infatti dice a Mosè: Userò misericordia con chi vorrò, e avrò pietà di chi vorrò averla.

Rom 9,15

Egli infatti dice a Mosè: Avrò misericordia per chi vorrò averla, e farò grazia a chi vorrò farla.

   

Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell'uomo, ma da Dio che usa misericordia.

Rom 9,16

Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che ha misericordia.

   

Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra.

Rom 9,17

Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra.

   

Dio quindi usa misericordia con chi vuole e indurisce chi vuole.

Rom 9,18

Dio quindi ha misericordia verso chi vuole e rende ostinato chi vuole.

   

Mi potrai però dire: "Ma allora perché ancora rimprovera? Chi può infatti resistere al suo volere?".

Rom 9,19

Mi potrai però dire: «Ma allora perché ancora rimprovera? Chi infatti può resistere al suo volere?».

   

O uomo, tu chi sei per disputare con Dio? Oserà forse dire il vaso plasmato a colui che lo plasmò: "Perché mi hai fatto così?".

Rom 9,20

O uomo, chi sei tu, per contestare Dio? Oserà forse dire il vaso plasmato a colui che lo plasmò: «Perché mi hai fatto così?».

   

Forse il vasaio non è padrone dell'argilla, per fare con la medesima pasta un vaso per uso nobile e uno per uso volgare?

Rom 9,21

Forse il vasaio non è padrone dell’argilla, per fare con la medesima pasta un vaso per uso nobile e uno per uso volgare?

   

Se pertanto Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza vasi di collera, già pronti per la perdizione,

Rom 9,22

Anche Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande magnanimità gente meritevole di collera, pronta per la perdizione.

   

e questo per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso vasi di misericordia, da lui predisposti alla gloria,

Rom 9,23

E questo, per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso gente meritevole di misericordia, da lui predisposta alla gloria,

   

cioè verso di noi, che egli ha chiamati non solo tra i Giudei ma anche tra i pagani, che potremmo dire?

Rom 9,24

cioè verso di noi, che egli ha chiamato non solo tra i Giudei ma anche tra i pagani.

   

Esattamente come dice Osea: Chiamerò mio popolo quello che non era mio popolo e mia diletta quella che non era la diletta.

Rom 9,25

Esattamente come dice Osea: Chiamerò mio popolo quello che non era mio popolo e mia amata quella che non era l’amata.

   

E avverrà che nel luogo stesso dove fu detto loro: "Voi non siete mio popolo", là saranno chiamati figli del Dio vivente.

Rom 9,26

E avverrà che, nel luogo stesso dove fu detto loro: «Voi non siete mio popolo», là saranno chiamati figli del Dio vivente.

   

E quanto a Israele, Isaia esclama: Se anche il numero dei figli d'Israele fosse come la sabbia del mare, sarà salvato solo il resto;

Rom 9,27

E quanto a Israele, Isaia esclama: Se anche il numero dei figli d’Israele fosse come la sabbia del mare, solo il resto sarà salvato;

   

perché con pienezza e rapidità il Signore compirà la sua parola sopra la terra.

Rom 9,28

perché con pienezza e rapidità il Signore compirà la sua parola sulla terra.

   

E ancora secondo ciò che predisse Isaia: Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza, saremmo divenuti come Sòdoma e resi simili a Gomorra.

Rom 9,29

E come predisse Isaia: Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza, saremmo divenuti come Sòdoma e resi simili a Gomorra.

   

Che diremo dunque? Che i pagani, che non ricercavano la giustizia, hanno raggiunto la giustizia: la giustizia però che deriva dalla fede;

Rom 9,30

Che diremo dunque? Che i pagani, i quali non cercavano la giustizia, hanno raggiunto la giustizia, la giustizia però che deriva dalla fede;

   

mentre Israele, che ricercava una legge che gli desse la giustizia, non è giunto alla pratica della legge.

Rom 9,31

mentre Israele, il quale cercava una Legge che gli desse la giustizia, non raggiunse lo scopo della Legge.

   

E perché mai? Perché non la ricercava dalla fede, ma come se derivasse dalle opere. Hanno urtato così contro la pietra d'inciampo,

Rom 9,32

E perché mai? Perché agiva non mediante la fede, ma mediante le opere. Hanno urtato contro la pietra d’inciampo,

   

come sta scritto: Ecco che io pongo in Sion una pietra di scandalo e un sasso d'inciampo; ma chi crede in lui non sarà deluso.

Rom 9,33

come sta scritto: Ecco, io pongo in Sion una pietra d’inciampo e un sasso che fa cadere; ma chi crede in lui non sarà deluso.

   

Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera sale a Dio per la loro salvezza.

Rom 10,1

Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera salgono a Dio per la loro salvezza.

   

Rendo infatti loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza;

Rom 10,2

Infatti rendo loro testimonianza che hanno zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza.

   

poiché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio.

Rom 10,3

Perché, ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio.

   

Ora, il termine della legge è Cristo, perché sia data la giustizia a chiunque crede.

Rom 10,4

Ora, il termine della Legge è Cristo, perché la giustizia sia data a chiunque crede.

   

Mosè infatti descrive la giustizia che viene dalla legge così: L'uomo che la pratica vivrà per essa.

Rom 10,5

Mosè descrive così la giustizia che viene dalla Legge: L’uomo che la mette in pratica, per mezzo di essa vivrà.

   

Invece la giustizia che viene dalla fede parla così: Non dire nel tuo cuore: Chi salirà al cielo? Questo significa farne discendere Cristo;

Rom 10,6

Invece, la giustizia che viene dalla fede parla così: Non dire nel tuo cuore: Chi salirà al cielo? – per farne cioè discendere Cristo –;

   

oppure: Chi discenderà nell'abisso? Questo significa far risalire Cristo dai morti.

Rom 10,7

oppure: Chi scenderà nell’abisso? – per fare cioè risalire Cristo dai morti.

   

Che dice dunque? Vicino a te è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore: cioè la parola della fede che noi predichiamo.

Rom 10,8

Che cosa dice dunque? Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore, cioè la parola della fede che noi predichiamo.

   

Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo.

Rom 10,9

Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo.

   

Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.

Rom 10,10

Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.

   

Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso.

Rom 10,11

Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso.

   

Poiché non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l'invocano.

Rom 10,12

Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano.

   

Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

Rom 10,13

Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

   

Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?

Rom 10,14

Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci?

   

E come lo annunzieranno, senza essere prima inviati? Come sta scritto: Quanto son belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene!

Rom 10,15

E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!

   

Ma non tutti hanno obbedito al vangelo. Lo dice Isaia: Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?

Rom 10,16

Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo. Lo dice Isaia: Signore, chi ha creduto dopo averci ascoltato?

   

La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo.

Rom 10,17

Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo.

   

Ora io dico: Non hanno forse udito? Tutt'altro: per tutta la terra è corsa la loro voce, e fino ai confini del mondo le loro parole.

Rom 10,18

Ora io dico: forse non hanno udito? Tutt’altro: Per tutta la terra è corsa la loro voce, e fino agli estremi confini del mondo le loro parole.

   

E dico ancora: Forse Israele non ha compreso? Già per primo Mosè dice: Io vi renderò gelosi di un popolo che non è popolo; contro una nazione senza intelligenza susciterò il vostro sdegno.

Rom 10,19

E dico ancora: forse Israele non ha compreso? Per primo Mosè dice: Io vi renderò gelosi di una nazione che nazione non è; susciterò il vostro sdegno contro una nazione senza intelligenza.

   

Isaia poi arriva fino ad affermare: Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato a quelli che non si rivolgevano a me,

Rom 10,20

Isaia poi arriva fino a dire: Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me,

   

mentre di Israele dice: Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disobbediente e ribelle!

Rom 10,21

mentre d’Israele dice: Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disobbediente e ribelle!

   

Io domando dunque: Dio avrebbe forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch'io infatti sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino.

Rom 11,1

Io domando dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch’io infatti sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino.

   

Dio non ha ripudiato il suo popolo, che egli ha scelto fin da principio. O non sapete forse ciò che dice la Scrittura, nel passo in cui Elia ricorre a Dio contro Israele?

Rom 11,2

Dio non ha ripudiato il suo popolo, che egli ha scelto fin da principio. Non sapete ciò che dice la Scrittura, nel passo in cui Elia ricorre a Dio contro Israele?

   

Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno rovesciato i tuoi altari e io sono rimasto solo e ora vogliono la mia vita.

Rom 11,3

Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno rovesciato i tuoi altari, sono rimasto solo e ora vogliono la mia vita.

   

Cosa gli risponde però la voce divina? Mi sono riservato settemila uomini, quelli che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal.

Rom 11,4

Che cosa gli risponde però la voce divina? Mi sono riservato settemila uomini, che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal.

   

Così anche al presente c'è un resto, conforme a un'elezione per grazia.

Rom 11,5

Così anche nel tempo presente vi è un resto, secondo una scelta fatta per grazia.

   

E se lo è per grazia, non lo è per le opere; altrimenti la grazia non sarebbe più grazia.

Rom 11,6

E se lo è per grazia, non lo è per le opere; altrimenti la grazia non sarebbe più grazia.

   

Che dire dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava; lo hanno ottenuto invece gli eletti; gli altri sono stati induriti,

Rom 11,7

Che dire dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava; lo hanno ottenuto invece gli eletti. Gli altri invece sono stati resi ostinati,

   

come sta scritto: Dio ha dato loro uno spirito di torpore, occhi per non vedere e orecchi per non sentire, fino al giorno d'oggi.

Rom 11,8

come sta scritto: Dio ha dato loro uno spirito di torpore, occhi per non vedere e orecchi per non sentire, fino al giorno d’oggi.

   

E Davide dice: Diventi la lor mensa un laccio, un tranello e un inciampo e serva loro di giusto castigo!

Rom 11,9

E Davide dice: Diventi la loro mensa un laccio, un tranello, un inciampo e un giusto castigo!

   

Siano oscurati i loro occhi sì da non vedere, e fa' loro curvare la schiena per sempre!

Rom 11,10

Siano accecati i loro occhi in modo che non vedano e fa’ loro curvare la schiena per sempre!

   

Ora io domando: Forse inciamparono per cadere per sempre? Certamente no. Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta ai pagani, per suscitare la loro gelosia.

Rom 11,11

Ora io dico: forse inciamparono per cadere per sempre? Certamente no. Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta alle genti, per suscitare la loro gelosia.

   

Se pertanto la loro caduta è stata ricchezza del mondo e il loro fallimento ricchezza dei pagani, che cosa non sarà la loro partecipazione totale!

Rom 11,12

Se la loro caduta è stata ricchezza per il mondo e il loro fallimento ricchezza per le genti, quanto più la loro totalità!

   

Pertanto, ecco che cosa dico a voi, Gentili: come apostolo dei Gentili, io faccio onore al mio ministero,

Rom 11,13

A voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero,

   

nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni.

Rom 11,14

nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni.

   

Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione, se non una risurrezione dai morti?

Rom 11,15

Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?

   

Se le primizie sono sante, lo sarà anche tutta la pasta; se è santa la radice, lo saranno anche i rami.

Rom 11,16

Se le primizie sono sante, lo sarà anche l’impasto; se è santa la radice, lo saranno anche i rami.

   

Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, essendo oleastro, sei stato innestato al loro posto, diventando così partecipe della radice e della linfa dell'olivo,

Rom 11,17

Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, che sei un olivo selvatico, sei stato innestato fra loro, diventando così partecipe della radice e della linfa dell’olivo,

   

non menar tanto vanto contro i rami! Se ti vuoi proprio vantare, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.

Rom 11,18

non vantarti contro i rami! Se ti vanti, ricordati che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.

   

Dirai certamente: Ma i rami sono stati tagliati perché vi fossi innestato io!

Rom 11,19

Dirai certamente: i rami sono stati tagliati perché io vi fossi innestato!

   

Bene; essi però sono stati tagliati a causa dell'infedeltà, mentre tu resti lì in ragione della fede. Non montare dunque in superbia, ma temi!

Rom 11,20

Bene; essi però sono stati tagliati per mancanza di fede, mentre tu rimani innestato grazie alla fede. Tu non insuperbirti, ma abbi timore!

   

Se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierà te!

Rom 11,21

Se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierà te!

   

Considera dunque la bontà e la severità di Dio: severità verso quelli che sono caduti; bontà di Dio invece verso di te, a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Altrimenti anche tu verrai reciso.

Rom 11,22

Considera dunque la bontà e la severità di Dio: la severità verso quelli che sono caduti; verso di te invece la bontà di Dio, a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Altrimenti anche tu verrai tagliato via.

   

Quanto a loro, se non persevereranno nell'infedeltà, saranno anch'essi innestati; Dio infatti ha la potenza di innestarli di nuovo!

Rom 11,23

Anch’essi, se non persevereranno nell’incredulità, saranno innestati; Dio infatti ha il potere di innestarli di nuovo!

   

Se tu infatti sei stato reciso dall'oleastro che eri secondo la tua natura e contro natura sei stato innestato su un olivo buono, quanto più essi, che sono della medesima natura, potranno venire di nuovo innestati sul proprio olivo!

Rom 11,24

Se tu infatti, dall’olivo selvatico, che eri secondo la tua natura, sei stato tagliato via e, contro natura, sei stato innestato su un olivo buono, quanto più essi, che sono della medesima natura, potranno venire di nuovo innestati sul proprio olivo!

   

Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l'indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti.

Rom 11,25

Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’ostinazione di una parte d’Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti.

   

Allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto: Da Sion uscirà il liberatore, egli toglierà le empietà da Giacobbe.

Rom 11,26

Allora tutto Israele sarà salvato, come sta scritto: Da Sion uscirà il liberatore, egli toglierà l’empietà da Giacobbe.

   

Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati.

Rom 11,27

Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati.

   

Quanto al vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla elezione, sono amati, a causa dei padri,

Rom 11,28

Quanto al Vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio, essi sono amati, a causa dei padri,

   

perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!

Rom 11,29

infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!

   

Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza,

Rom 11,30

Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza,

   

così anch'essi ora sono diventati disobbedienti in vista della misericordia usata verso di voi, perché anch'essi ottengano misericordia.

Rom 11,31

così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia.

   

Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia!

Rom 11,32

Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!

   

O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!

Rom 11,33

O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!

   

Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere?

Rom 11,34

Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere?

   

O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a riceverne il contraccambio?

Rom 11,35

O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?

   

Poiché da lui, grazie a lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.

Rom 11,36

Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.

   

Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.

Rom 12,1

Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.

   

Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

Rom 12,2

Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

   

Per la grazia che mi è stata concessa, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto è conveniente, ma valutatevi in maniera da avere di voi un giusto concetto, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato.

Rom 12,3

Per la grazia che mi è stata data, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto conviene, ma valutatevi in modo saggio e giusto, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato.

   

Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione,

Rom 12,4

Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione,

   

così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri.

Rom 12,5

così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri.

   

Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede;

Rom 12,6

Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi: chi ha il dono della profezia la eserciti secondo ciò che detta la fede;

   

chi ha un ministero attenda al ministero; chi l'insegnamento, all'insegnamento;

Rom 12,7

chi ha un ministero attenda al ministero; chi insegna si dedichi all’insegnamento;

   

chi l'esortazione, all'esortazione. Chi dà, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.

Rom 12,8

chi esorta si dedichi all’esortazione. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.

   

La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene;

Rom 12,9

La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene;

   

amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda.

Rom 12,10

amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda.

   

Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore.

Rom 12,11

Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore.

   

Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera,

Rom 12,12

Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera.

   

solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità.

Rom 12,13

Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità.

   

Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite.

Rom 12,14

Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite.

   

Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto.

Rom 12,15

Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto.

   

Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi.

Rom 12,16

Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non nutrite desideri di grandezza; volgetevi piuttosto a ciò che è umile. Non stimatevi sapienti da voi stessi.

   

Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini.

Rom 12,17

Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini.

   

Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti.

Rom 12,18

Se possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti.

   

Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore.

Rom 12,19

Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all’ira divina. Sta scritto infatti: Spetta a me fare giustizia, io darò a ciascuno il suo, dice il Signore.

   

Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo.

Rom 12,20

Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, accumulerai carboni ardenti sopra il suo capo.

   

Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male.

Rom 12,21

Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.

   

Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c'è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio.

Rom 13,1

Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite. Infatti non c’è autorità se non da Dio: quelle che esistono sono stabilite da Dio.

   

Quindi chi si oppone all'autorità, si oppone all'ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna.

Rom 13,2

Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono attireranno su di sé la condanna.

   

I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver da temere l'autorità? Fa' il bene e ne avrai lode,

Rom 13,3

I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver paura dell’autorità? Fa’ il bene e ne avrai lode,

   

poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male.

Rom 13,4

poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora devi temere, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi fa il male.

   

Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza.

Rom 13,5

Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza.

   

Per questo dunque dovete pagare i tributi, perché quelli che sono dediti a questo compito sono funzionari di Dio.

Rom 13,6

Per questo infatti voi pagate anche le tasse: quelli che svolgono questo compito sono a servizio di Dio.

   

Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo, il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore; a chi il rispetto il rispetto.

Rom 13,7

Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi si devono le tasse, date le tasse; a chi l’imposta, l’imposta; a chi il timore, il timore; a chi il rispetto, il rispetto.

   

Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.

Rom 13,8

Non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole; perché chi ama l’altro ha adempiuto la Legge.

   

Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.

Rom 13,9

Infatti: Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai, e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: Amerai il tuo prossimo come te stesso.

   

L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore.

Rom 13,10

La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.

   

Questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti.

Rom 13,11

E questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.

   

La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

Rom 13,12

La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

   

Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie.

Rom 13,13

Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie.

   

Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri.

Rom 13,14

Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne.

   

Accogliete tra voi chi è debole nella fede, senza discuterne le esitazioni.

Rom 14,1

Accogliete chi è debole nella fede, senza discuterne le opinioni.

   

Uno crede di poter mangiare di tutto, l'altro invece, che è debole, mangia solo legumi.

Rom 14,2

Uno crede di poter mangiare di tutto; l’altro, che invece è debole, mangia solo legumi.

   

Colui che mangia non disprezzi chi non mangia; chi non mangia, non giudichi male chi mangia, perché Dio lo ha accolto.

Rom 14,3

Colui che mangia, non disprezzi chi non mangia; colui che non mangia, non giudichi chi mangia: infatti Dio ha accolto anche lui.

   

Chi sei tu per giudicare un servo che non è tuo? Stia in piedi o cada, ciò riguarda il suo padrone; ma starà in piedi, perché il Signore ha il potere di farcelo stare.

Rom 14,4

Chi sei tu, che giudichi un servo che non è tuo? Stia in piedi o cada, ciò riguarda il suo padrone. Ma starà in piedi, perché il Signore ha il potere di tenerlo in piedi.

   

C'è chi distingue giorno da giorno, chi invece li giudica tutti uguali; ciascuno però cerchi di approfondire le sue convinzioni personali.

Rom 14,5

C’è chi distingue giorno da giorno, chi invece li giudica tutti uguali; ciascuno però sia fermo nella propria convinzione.

   

Chi si preoccupa del giorno, se ne preoccupa per il Signore; chi mangia, mangia per il Signore, dal momento che rende grazie a Dio; anche chi non mangia, se ne astiene per il Signore e rende grazie a Dio.

Rom 14,6

Chi si preoccupa dei giorni, lo fa per il Signore; chi mangia di tutto, mangia per il Signore, dal momento che rende grazie a Dio; chi non mangia di tutto, non mangia per il Signore e rende grazie a Dio.

   

Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso,

Rom 14,7

Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso,

   

perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore.

Rom 14,8

perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.

   

Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

Rom 14,9

Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

   

Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio,

Rom 14,10

Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio,

   

poiché sta scritto: Come è vero che io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio.

Rom 14,11

perché sta scritto: Io vivo, dice il Signore: ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio.

   

Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso.

Rom 14,12

Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio.

   

Cessiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; pensate invece a non esser causa di inciampo o di scandalo al fratello.

Rom 14,13

D’ora in poi non giudichiamoci più gli uni gli altri; piuttosto fate in modo di non essere causa di inciampo o di scandalo per il fratello.

   

Io so, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che nulla è immondo in se stesso; ma se uno ritiene qualcosa come immondo, per lui è immondo.

Rom 14,14

Io so, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che nulla è impuro in se stesso; ma se uno ritiene qualcosa come impuro, per lui è impuro.

   

Ora se per il tuo cibo il tuo fratello resta turbato, tu non ti comporti più secondo carità. Guardati perciò dal rovinare con il tuo cibo uno per il quale Cristo è morto!

Rom 14,15

Ora se per un cibo il tuo fratello resta turbato, tu non ti comporti più secondo carità. Non mandare in rovina con il tuo cibo colui per il quale Cristo è morto!

   

Non divenga motivo di biasimo il bene di cui godete!

Rom 14,16

Non divenga motivo di rimprovero il bene di cui godete!

   

Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo:

Rom 14,17

Il regno di Dio infatti non è cibo o bevanda, ma giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo:

   

chi serve il Cristo in queste cose, è bene accetto a Dio e stimato dagli uomini.

Rom 14,18

chi si fa servitore di Cristo in queste cose è bene accetto a Dio e stimato dagli uomini.

   

Diamoci dunque alle opere della pace e alla edificazione vicendevole.

Rom 14,19

Cerchiamo dunque ciò che porta alla pace e alla edificazione vicendevole.

   

Non distruggere l'opera di Dio per una questione di cibo! Tutto è mondo, d'accordo; ma è male per un uomo mangiare dando scandalo.

Rom 14,20

Non distruggere l’opera di Dio per una questione di cibo! Tutte le cose sono pure; ma è male per un uomo mangiare dando scandalo.

   

Perciò è bene non mangiare carne, né bere vino, né altra cosa per la quale il tuo fratello possa scandalizzarsi.

Rom 14,21

Perciò è bene non mangiare carne né bere vino né altra cosa per la quale il tuo fratello possa scandalizzarsi.

   

La fede che possiedi, conservala per te stesso davanti a Dio. Beato chi non si condanna per ciò che egli approva.

Rom 14,22

La convinzione che tu hai, conservala per te stesso davanti a Dio. Beato chi non condanna se stesso a causa di ciò che approva.

   

Ma chi è nel dubbio, mangiando si condanna, perché non agisce per fede; tutto quello, infatti, che non viene dalla fede è peccato.

Rom 14,23

Ma chi è nel dubbio, mangiando si condanna, perché non agisce secondo coscienza; tutto ciò, infatti, che non viene dalla coscienza è peccato.

   

Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di sopportare l'infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi.

Rom 15,1

Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi.

   

Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo.

Rom 15,2

Ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo.

   

Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma come sta scritto: gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me.

Rom 15,3

Anche Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma, come sta scritto: Gli insulti di chi ti insulta ricadano su di me.

   

Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza.

Rom 15,4

Tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.

   

E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù,

Rom 15,5

E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù,

   

perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.

Rom 15,6

perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.

   

Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.

Rom 15,7

Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio.

   

Dico infatti che Cristo si è fatto servitore dei circoncisi in favore della veracità di Dio, per compiere le promesse dei padri;

Rom 15,8

Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri;

   

le nazioni pagane invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto: Per questo ti celebrerò tra le nazioni pagane, e canterò inni al tuo nome.

Rom 15,9

le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto: Per questo ti loderò fra le genti e canterò inni al tuo nome.

   

E ancora: Rallegratevi, o nazioni, insieme al suo popolo.

Rom 15,10

E ancora: Esultate, o nazioni, insieme al suo popolo.

   

E di nuovo: Lodate, nazioni tutte, il Signore; i popoli tutti lo esaltino.

Rom 15,11

E di nuovo: Genti tutte, lodate il Signore; i popoli tutti lo esaltino.

   

E a sua volta Isaia dice: Spunterà il rampollo di Iesse, colui che sorgerà a giudicare le nazioni: in lui le nazioni spereranno.

Rom 15,12

E a sua volta Isaia dice: Spunterà il rampollo di Iesse, colui che sorgerà a governare le nazioni: in lui le nazioni spereranno.

   

Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo.

Rom 15,13

Il Dio della speranza vi riempia, nel credere, di ogni gioia e pace, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo.

   

Fratelli miei, sono anch'io convinto, per quel che vi riguarda, che voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l'un l'altro.

Rom 15,14

Fratelli miei, sono anch’io convinto, per quel che vi riguarda, che voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l’un l’altro.

   

Tuttavia vi ho scritto con un po' di audacia, in qualche parte, come per ricordarvi quello che già sapete, a causa della grazia che mi è stata concessa da parte di Dio

Rom 15,15

Tuttavia, su alcuni punti, vi ho scritto con un po’ di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio

   

di essere un ministro di Gesù Cristo tra i pagani, esercitando l'ufficio sacro del vangelo di Dio perché i pagani divengano una oblazione gradita, santificata dallo Spirito Santo.

Rom 15,16

per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo.

   

Questo è in realtà il mio vanto in Gesù Cristo di fronte a Dio;

Rom 15,17

Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio.

   

non oserei infatti parlare di ciò che Cristo non avesse operato per mezzo mio per condurre i pagani all'obbedienza, con parole e opere,

Rom 15,18

Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all’obbedienza, con parole e opere,

   

con la potenza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito. Così da Gerusalemme e dintorni fino all'Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo.

Rom 15,19

con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito. Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all’Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo.

   

Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunziare il vangelo se non dove ancora non era giunto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui,

Rom 15,20

Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui,

   

ma come sta scritto: Lo vedranno coloro ai quali non era stato annunziato e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno.

Rom 15,21

ma, come sta scritto: Coloro ai quali non era stato annunciato, lo vedranno, e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno.

   

Per questo appunto fui impedito più volte di venire da voi.

Rom 15,22

Appunto per questo fui impedito più volte di venire da voi.

   

Ora però, non trovando più un campo d'azione in queste regioni e avendo già da parecchi anni un vivo desiderio di venire da voi,

Rom 15,23

Ora però, non trovando più un campo d’azione in queste regioni e avendo già da parecchi anni un vivo desiderio di venire da voi,

   

quando andrò in Spagna spero, passando, di vedervi, e di esser da voi aiutato per recarmi in quella regione, dopo avere goduto un poco della vostra presenza.

Rom 15,24

spero di vedervi, di passaggio, quando andrò in Spagna, e di essere da voi aiutato a recarmi in quella regione, dopo avere goduto un poco della vostra presenza.

   

Per il momento vado a Gerusalemme, a rendere un servizio a quella comunità;

Rom 15,25

Per il momento vado a Gerusalemme, a rendere un servizio ai santi di quella comunità;

   

la Macedonia e l'Acaia infatti hanno voluto fare una colletta a favore dei poveri che sono nella comunità di Gerusalemme.

Rom 15,26

la Macedonia e l’Acaia infatti hanno voluto realizzare una forma di comunione con i poveri tra i santi che sono a Gerusalemme.

   

L'hanno voluto perché sono ad essi debitori: infatti, avendo i pagani partecipato ai loro beni spirituali, sono in debito di rendere un servizio sacro nelle loro necessità materiali.

Rom 15,27

L’hanno voluto perché sono ad essi debitori: infatti le genti, avendo partecipato ai loro beni spirituali, sono in debito di rendere loro un servizio sacro anche nelle loro necessità materiali.

   

Fatto questo e presentato ufficialmente ad essi questo frutto, andrò in Spagna passando da voi.

Rom 15,28

Quando avrò fatto questo e avrò consegnato sotto garanzia quello che è stato raccolto, partirò per la Spagna passando da voi.

   

E so che, giungendo presso di voi, verrò con la pienezza della benedizione di Cristo.

Rom 15,29

So che, giungendo presso di voi, ci verrò con la pienezza della benedizione di Cristo.

   

Vi esorto perciò, fratelli, per il Signore nostro Gesù Cristo e l'amore dello Spirito, a lottare con me nelle preghiere che rivolgete per me a Dio,

Rom 15,30

Perciò, fratelli, per il Signore nostro Gesù Cristo e l’amore dello Spirito, vi raccomando: lottate con me nelle preghiere che rivolgete a Dio,

   

perché io sia liberato dagli infedeli della Giudea e il mio servizio a Gerusalemme torni gradito a quella comunità,

Rom 15,31

perché io sia liberato dagli infedeli della Giudea e il mio servizio a Gerusalemme sia bene accetto ai santi.

   

sicché io possa venire da voi nella gioia, se così vuole Dio, e riposarmi in mezzo a voi.

Rom 15,32

Così, se Dio lo vuole, verrò da voi pieno di gioia per riposarmi in mezzo a voi.

   

(32) Il Dio della pace sia con tutti voi. Amen.

Rom 15,33

Il Dio della pace sia con tutti voi. Amen.

   

Vi raccomando Febe, nostra sorella, diaconessa della Chiesa di Cencre:

Rom 16,1

Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è al servizio della Chiesa di Cencre:

   

ricevetela nel Signore, come si conviene ai credenti, e assistetela in qualunque cosa abbia bisogno; anch'essa infatti ha protetto molti, e anche me stesso.

Rom 16,2

accoglietela nel Signore, come si addice ai santi, e assistetela in qualunque cosa possa avere bisogno di voi; anch’essa infatti ha protetto molti, e anche me stesso.

   

Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù; per salvarmi la vita essi hanno rischiato la loro testa,

Rom 16,3

Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Gesù.

   

e ad essi non io soltanto sono grato, ma tutte le Chiese dei Gentili;

Rom 16,4

Essi per salvarmi la vita hanno rischiato la loro testa, e a loro non io soltanto sono grato, ma tutte le Chiese del mondo pagano.

   

salutate anche la comunità che si riunisce nella loro casa. Salutate il mio caro Epèneto, primizia dell'Asia per Cristo.

Rom 16,5

Salutate anche la comunità che si riunisce nella loro casa. Salutate il mio amatissimo Epèneto, che è stato il primo a credere in Cristo nella provincia dell’Asia.

   

Salutate Maria, che ha faticato molto per voi.

Rom 16,6

Salutate Maria, che ha faticato molto per voi.

   

Salutate Andronìco e Giunia, miei parenti e compagni di prigionia; sono degli apostoli insigni che erano in Cristo già prima di me.

Rom 16,7

Salutate Andrònico e Giunia, miei parenti e compagni di prigionia: sono insigni tra gli apostoli ed erano in Cristo già prima di me.

   

Salutate Ampliato, mio diletto nel Signore.

Rom 16,8

Salutate Ampliato, che mi è molto caro nel Signore.

   

Salutate Urbano, nostro collaboratore in Cristo, e il mio caro Stachi.

Rom 16,9

Salutate Urbano, nostro collaboratore in Cristo, e il mio carissimo Stachi.

   

Salutate Apelle che ha dato buona prova in Cristo. Salutate i familiari di Aristòbulo.

Rom 16,10

Salutate Apelle, che ha dato buona prova in Cristo. Salutate quelli della casa di Aristòbulo.

   

Salutate Erodione, mio parente. Salutate quelli della casa di Narcìso che sono nel Signore.

Rom 16,11

Salutate Erodione, mio parente. Salutate quelli della casa di Narciso che credono nel Signore.

   

Salutate Trifèna e Trifòsa che hanno lavorato per il Signore. Salutate la carissima Pèrside che ha lavorato per il Signore.

Rom 16,12

Salutate Trifena e Trifosa, che hanno faticato per il Signore. Salutate la carissima Pèrside, che ha tanto faticato per il Signore.

   

Salutate Rufo, questo eletto nel Signore, e la madre sua che è anche mia.

Rom 16,13

Salutate Rufo, prescelto nel Signore, e sua madre, che è una madre anche per me.

   

Salutate Asìncrito, Flegonte, Erme, Pàtroba, Erma e i fratelli che sono con loro.

Rom 16,14

Salutate Asìncrito, Flegonte, Erme, Pàtroba, Erma e i fratelli che sono con loro.

   

Salutate Filòlogo e Giulia, Nèreo e sua sorella e Olimpas e tutti i credenti che sono con loro.

Rom 16,15

Salutate Filòlogo e Giulia, Nereo e sua sorella e Olimpas e tutti i santi che sono con loro.

   

Salutatevi gli uni gli altri con il bacio santo. Vi salutano tutte le chiese di Cristo.

Rom 16,16

Salutatevi gli uni gli altri con il bacio santo. Vi salutano tutte le Chiese di Cristo.

   

Mi raccomando poi, fratelli, di ben guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro la dottrina che avete appreso: tenetevi lontani da loro.

Rom 16,17

Vi raccomando poi, fratelli, di guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro l’insegnamento che avete appreso: tenetevi lontani da loro.

   

Costoro, infatti, non servono Cristo nostro Signore, ma il proprio ventre e con un parlare solenne e lusinghiero ingannano il cuore dei semplici.

Rom 16,18

Costoro, infatti, non servono Cristo nostro Signore, ma il proprio ventre e, con belle parole e discorsi affascinanti, ingannano il cuore dei semplici.

   

La fama della vostra obbedienza è giunta dovunque; mentre quindi mi rallegro di voi, voglio che siate saggi nel bene e immuni dal male.

Rom 16,19

La fama della vostra obbedienza è giunta a tutti: mentre dunque mi rallegro di voi, voglio che siate saggi nel bene e immuni dal male.

   

Il Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi.

Rom 16,20

Il Dio della pace schiaccerà ben presto Satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signore nostro Gesù sia con voi.

   

Vi saluta Timòteo mio collaboratore, e con lui Lucio, Giasone, Sosìpatro, miei parenti.

Rom 16,21

Vi saluta Timòteo mio collaboratore, e con lui Lucio, Giasone, Sosípatro, miei parenti.

   

Vi saluto nel Signore anch'io, Terzo, che ho scritto la lettera.

Rom 16,22

Anch’io, Terzo, che ho scritto la lettera, vi saluto nel Signore.

   

Vi saluta Gaio, che ospita me e tutta la comunità.

Rom 16,23

Vi saluta Gaio, che ospita me e tutta la comunità. Vi salutano Erasto, tesoriere della città, e il fratello Quarto.

   

Vi salutano Erasto, tesoriere della città, e il fratello Quarto.

Rom 16,24

[]

   

A colui che ha il potere di confermarvi secondo il vangelo che io annunzio e il messaggio di Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni,

Rom 16,25

A colui che ha il potere di confermarvi nel mio Vangelo, che annuncia Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni,

   

ma rivelato ora e annunziato mediante le scritture profetiche, per ordine dell'eterno Dio, a tutte le genti perché obbediscano alla fede,

Rom 16,26

ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede,

   

a Dio che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Rom 16,27

a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen.

   

 Bibbia CEI 1974

 


AI ROMANI 

 

Bibbia CEI 2008      

 

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