Giù

Confronto VULGATA

               GENESI

GENESI

  

In principio Dio creò il cielo e la terra.

Gen 1,1

In principio Dio creò il cielo e la terra.

   

La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

Gen 1,2

La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

   

Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu.

Gen 1,3

Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.

   

Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre

Gen 1,4

Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre.

   

e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

Gen 1,5

Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.

   

Dio disse: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque".

Gen 1,6

Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque».

   

Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.

Gen 1,7

Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne.

   

Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

Gen 1,8

Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

   

Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto". E così avvenne.

Gen 1,9

Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne.

   

Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona.

Gen 1,10

Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona.

   

E Dio disse: "La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie". E così avvenne:

Gen 1,11

Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne.

   

la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.

Gen 1,12

E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.

   

E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

Gen 1,13

E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

   

Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni

Gen 1,14

Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni

   

e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così avvenne:

Gen 1,15

e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne.

   

Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.

Gen 1,16

E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle.

   

Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra

Gen 1,17

Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra

   

e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.

Gen 1,18

e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona.

   

E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

Gen 1,19

E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

   

Dio disse: "Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo".

Gen 1,20

Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo».

   

Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.

Gen 1,21

Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.

   

Dio li benedisse: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra".

Gen 1,22

Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra».

   

E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

Gen 1,23

E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

   

Dio disse: "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie". E così avvenne:

Gen 1,24

Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne.

   

Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.

Gen 1,25

Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.

   

E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".

Gen 1,26

Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

   

Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

Gen 1,27

E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò.

   

Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra".

Gen 1,28

Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».

   

E Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.

Gen 1,29

Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo.

   

A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde". E così avvenne.

Gen 1,30

A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne.

   

Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Gen 1,31

Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

   

Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere.

Gen 2,1

Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere.

   

Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro.

Gen 2,2

Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto.

   

Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.

Gen 2,3

Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando.

   

(4a) Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.
(4b) Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo,

Gen 2,4

Queste sono le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo

   

nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo

Gen 2,5

nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo,

   

e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -;

Gen 2,6

ma una polla d’acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo.

   

allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.

Gen 2,7

Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.

   

Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato.

Gen 2,8

Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato.

   

Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male.

Gen 2,9

Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.

   

Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi.

Gen 2,10

Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi.

   

Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avila, dove c'è l'oro

Gen 2,11

Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre attorno a tutta la regione di Avìla, dove si trova l’oro

   

e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'ònice.

Gen 2,12

e l’oro di quella regione è fino; vi si trova pure la resina odorosa e la pietra d’ònice.

   

Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia.

Gen 2,13

Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre attorno a tutta la regione d’Etiopia.

   

Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate.

Gen 2,14

Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate.

   

Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

Gen 2,15

Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

   

Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,

Gen 2,16

Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,

   

ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti".

Gen 2,17

ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».

   

E il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile".

Gen 2,18

E il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».

   

Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.

Gen 2,19

Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.

   

Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile.

Gen 2,20

Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.

   

Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.

Gen 2,21

Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto.

   

Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.

Gen 2,22

Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.

   

Allora l'uomo disse: "Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta".

Gen 2,23

Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta».

   

Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.

Gen 2,24

Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.

   

Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

Gen 2,25

Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna.

   

Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?".

Gen 3,1

Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?».

   

Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare,

Gen 3,2

Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare,

   

ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete".

Gen 3,3

ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”».

   

Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto!

Gen 3,4

Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto!

   

Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male".

Gen 3,5

Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male».

   

Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.

Gen 3,6

Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò.

   

Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Gen 3,7

Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

   

Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.

Gen 3,8

Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l’uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.

   

Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?".

Gen 3,9

Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?».

   

Rispose: "Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto".

Gen 3,10

Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».

   

Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?".

Gen 3,11

Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».

   

Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato".

Gen 3,12

Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato».

   

Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato".

Gen 3,13

Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

   

Allora il Signore Dio disse al serpente: "Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.

Gen 3,14

Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.

   

Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno".

Gen 3,15

Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».

   

Alla donna disse: "Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà".

Gen 3,16

Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà».

   

All'uomo disse: "Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita.

Gen 3,17

All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato: “Non devi mangiarne”, maledetto il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita.

   

Spine e cardi produrrà per te e mangerai l'erba campestre.

Gen 3,18

Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba dei campi.

   

Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!".

Gen 3,19

Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!».

   

L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.

Gen 3,20

L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

   

Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.

Gen 3,21

Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì.

   

Il Signore Dio disse allora: "Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!".

Gen 3,22

Poi il Signore Dio disse: «Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi quanto alla conoscenza del bene e del male. Che ora egli non stenda la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre!».

   

Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto.

Gen 3,23

Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da cui era stato tratto.

   

Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita.

Gen 3,24

Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada guizzante, per custodire la via all’albero della vita.

   

Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: "Ho acquistato un uomo dal Signore".

Gen 4,1

Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo grazie al Signore».

   

Poi partorì ancora suo fratello Abele. Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.

Gen 4,2

Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo.

   

Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore;

Gen 4,3

Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore,

   

anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta,

Gen 4,4

mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta,

   

ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.

Gen 4,5

ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.

   

Il Signore disse allora a Caino: "Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?

Gen 4,6

Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?

   

Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è la sua bramosia, ma tu dòminala".

Gen 4,7

Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai».

   

Caino disse al fratello Abele: "Andiamo in campagna!". Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.

Gen 4,8

Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.

   

Allora il Signore disse a Caino: "Dov'è Abele, tuo fratello?". Egli rispose: "Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?".

Gen 4,9

Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?».

   

Riprese: "Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!

Gen 4,10

Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!

   

Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello.

Gen 4,11

Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano.

   

Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra".

Gen 4,12

Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra».

   

Disse Caino al Signore: "Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono!

Gen 4,13

Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono.

   

Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere".

Gen 4,14

Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà».

   

Ma il Signore gli disse: "Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!". Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato.

Gen 4,15

Ma il Signore gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse.

   

Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.

Gen 4,16

Caino si allontanò dal Signore e abitò nella regione di Nod, a oriente di Eden.

   

Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio.

Gen 4,17

Ora Caino conobbe sua moglie, che concepì e partorì Enoc; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoc, dal nome del figlio.

   

A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiael e Mecuiael generò Metusael e Metusael generò Lamech.

Gen 4,18

A Enoc nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamec.

   

Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla.

Gen 4,19

Lamec si prese due mogli: una chiamata Ada e l’altra chiamata Silla.

   

Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame.

Gen 4,20

Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame.

   

Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto.

Gen 4,21

Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto.

   

Zilla a sua volta partorì Tubalkain, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella di Tubalkain fu Naama.

Gen 4,22

Silla a sua volta partorì Tubal-Kain, il fabbro, padre di quanti lavorano il bronzo e il ferro. La sorella di Tubal-Kain fu Naamà.

   

Lamech disse alle mogli: Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamech, porgete l'orecchio al mio dire: Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido.

Gen 4,23

Lamec disse alle mogli: «Ada e Silla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamec, porgete l’orecchio al mio dire. Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido.

   

Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette".

Gen 4,24

Sette volte sarà vendicato Caino, ma Lamec settantasette».

   

Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. "Perché - disse - Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l'ha ucciso".

Gen 4,25

Adamo di nuovo conobbe sua moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. «Perché – disse – Dio mi ha concesso un’altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l’ha ucciso».

   

Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore.

Gen 4,26

Anche a Set nacque un figlio, che chiamò Enos. A quel tempo si cominciò a invocare il nome del Signore.

   

Questo è il libro della genealogia di Adamo. Quando Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio;

Gen 5,1

Questo è il libro della discendenza di Adamo. Nel giorno in cui Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio;

   

maschio e femmina li creò, li benedisse e li chiamò uomini quando furono creati.

Gen 5,2

maschio e femmina li creò, li benedisse e diede loro il nome di uomo nel giorno in cui furono creati.

   

Adamo aveva centotrenta anni quando generò a sua immagine, a sua somiglianza, un figlio e lo chiamò Set.

Gen 5,3

Adamo aveva centotrenta anni quando generò un figlio a sua immagine, secondo la sua somiglianza, e lo chiamò Set.

   

Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie.

Gen 5,4

Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie.

   

L'intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì.

Gen 5,5

L’intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì.

   

Set aveva centocinque anni quando generò Enos;

Gen 5,6

Set aveva centocinque anni quando generò Enos;

   

dopo aver generato Enos, Set visse ancora ottocentosette anni e generò figli e figlie.

Gen 5,7

dopo aver generato Enos, Set visse ancora ottocentosette anni e generò figli e figlie.

   

L'intera vita di Set fu di novecentododici anni; poi morì.

Gen 5,8

L’intera vita di Set fu di novecentododici anni; poi morì.

   

Enos aveva novanta anni quando generò Kenan;

Gen 5,9

Enos aveva novanta anni quando generò Kenan;

   

Enos, dopo aver generato Kenan, visse ancora ottocentoquindici anni e generò figli e figlie.

Gen 5,10

Enos, dopo aver generato Kenan, visse ancora ottocentoquindici anni e generò figli e figlie.

   

L'intera vita di Enos fu di novecentocinque anni; poi morì.

Gen 5,11

L’intera vita di Enos fu di novecentocinque anni; poi morì.

   

Kenan aveva settanta anni quando generò Maalaleel;

Gen 5,12

Kenan aveva settanta anni quando generò Maalalèl;

   

Kenan dopo aver generato Maalaleel visse ancora ottocentoquaranta anni e generò figli e figlie.

Gen 5,13

Kenan, dopo aver generato Maalalèl, visse ancora ottocentoquaranta anni e generò figli e figlie.

   

L'intera vita di Kenan fu di novecentodieci anni; poi morì.

Gen 5,14

L’intera vita di Kenan fu di novecentodieci anni; poi morì.

   

Maalaleel aveva sessantacinque anni quando generò Iared;

Gen 5,15

Maalalèl aveva sessantacinque anni quando generò Iered;

   

Maalaleel dopo aver generato Iared, visse ancora ottocentrenta anni e generò figli e figlie.

Gen 5,16

Maalalèl, dopo aver generato Iered, visse ancora ottocentotrenta anni e generò figli e figlie.

   

L'intera vita di Maalaleèl fu di ottocentonovantacinque anni; poi morì.

Gen 5,17

L’intera vita di Maalalèl fu di ottocentonovantacinque anni; poi morì.

   

Iared aveva centosessantadue anni quando generò Enoch;

Gen 5,18

Iered aveva centosessantadue anni quando generò Enoc;

   

Iared, dopo aver generato Enoch, visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie.

Gen 5,19

Iered, dopo aver generato Enoc, visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie.

   

L'intera vita di Iared fu di novecentosessantadue anni; poi morì.

Gen 5,20

L’intera vita di Iered fu di novecentosessantadue anni; poi morì.

   

Enoch aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme.

Gen 5,21

Enoc aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme.

   

Enoch camminò con Dio; dopo aver generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e generò figli e figlie.

Gen 5,22

Enoc camminò con Dio; dopo aver generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e generò figli e figlie.

   

L'intera vita di Enoch fu di trecentosessantacique anni.

Gen 5,23

L’intera vita di Enoc fu di trecentosessantacinque anni.

   

Poi Enoch camminò con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso.

Gen 5,24

Enoc camminò con Dio, poi scomparve perché Dio l’aveva preso.

   

Matusalemme aveva centottantasette anni quando generò Lamech;

Gen 5,25

Matusalemme aveva centoottantasette anni quando generò Lamec;

   

Matusalemme, dopo aver generato Lamech, visse ancora settecentottantadue anni e generò figli e figlie.

Gen 5,26

Matusalemme, dopo aver generato Lamec, visse ancora settecentoottantadue anni e generò figli e figlie.

   

L'intera vita di Matusalemme fu di novecentosessantanove anni; poi morì.

Gen 5,27

L’intera vita di Matusalemme fu di novecentosessantanove anni; poi morì.

   

Lamech aveva centottantadue anni quando generò un figlio

Gen 5,28

Lamec aveva centoottantadue anni quando generò un figlio

   

e lo chiamò Noè, dicendo: "Costui ci consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre mani, a causa del suolo che il Signore ha maledetto".

Gen 5,29

e lo chiamò Noè, dicendo: «Costui ci consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre mani, a causa del suolo che il Signore ha maledetto».

   

Lamech, dopo aver generato Noè, visse ancora cinquecentonovantacinque anni e generò figli e figlie.

Gen 5,30

Lamec, dopo aver generato Noè, visse ancora cinquecentonovantacinque anni e generò figli e figlie.

   

L'intera vita di Lamech fu di settecentosettantasette anni; poi morì.

Gen 5,31

L’intera vita di Lamec fu di settecentosettantasette anni; poi morì.

   

Noè aveva cinquecento anni quando generò Sem, Cam e Iafet.

Gen 5,32

Noè aveva cinquecento anni quando generò Sem, Cam e Iafet.

   

Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie,

Gen 6,1

Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro delle figlie,

   

i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero.

Gen 6,2

i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli a loro scelta.

   

Allora il Signore disse: "Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni".

Gen 6,3

Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».

   

C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi.

Gen 6,4

C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo –, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.

   

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male.

Gen 6,5

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre.

   

E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.

Gen 6,6

E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.

   

Il Signore disse: "Sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato: con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d'averli fatti".

Gen 6,7

Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti».

   

Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.

Gen 6,8

Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.

   

Questa è la storia di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio.

Gen 6,9

Questa è la discendenza di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio.

   

Noè generò tre figli: Sem, Cam, e Iafet.

Gen 6,10

Noè generò tre figli: Sem, Cam e Iafet.

   

Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza.

Gen 6,11

Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza.

   

Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra.

Gen 6,12

Dio guardò la terra ed ecco, essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra.

   

Allora Dio disse a Noè: "È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra.

Gen 6,13

Allora Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra.

   

Fatti un'arca di legno di cipresso; dividerai l'arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori.

Gen 6,14

Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori.

   

Ecco come devi farla: l'arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza.

Gen 6,15

Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza.

   

Farai nell'arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato metterai la porta dell'arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore.

Gen 6,16

Farai nell’arca un tetto e, a un cubito più sopra, la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore.

   

Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà.

Gen 6,17

Ecco, io sto per mandare il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne in cui c’è soffio di vita; quanto è sulla terra perirà.

   

Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell'arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli.

Gen 6,18

Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli.

   

Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell'arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina.

Gen 6,19

Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina.

   

Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la propria specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro specie, due d'ognuna verranno con te, per essere conservati in vita.

Gen 6,20

Degli uccelli, secondo la loro specie, del bestiame, secondo la propria specie, e di tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie, due di ognuna verranno con te, per essere conservati in vita.

   

Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso di te: sarà di nutrimento per te e per loro".

Gen 6,21

Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e fanne provvista: sarà di nutrimento per te e per loro».

   

Noè eseguì tutto; come Dio gli aveva comandato, così egli fece.

Gen 6,22

Noè eseguì ogni cosa come Dio gli aveva comandato: così fece.

   

Il Signore disse a Noè: "Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione.

Gen 7,1

Il Signore disse a Noè: «Entra nell’arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione.

   

D'ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina.

Gen 7,2

Di ogni animale puro prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono puri un paio, il maschio e la sua femmina.

   

Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra.

Gen 7,3

Anche degli uccelli del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra.

   

Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto".

Gen 7,4

Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; cancellerò dalla terra ogni essere che ho fatto».

   

Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.

Gen 7,5

Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.

   

Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra.

Gen 7,6

Noè aveva seicento anni quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra.

   

Noè entrò nell'arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio.

Gen 7,7

Noè entrò nell’arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio.

   

Degli animali mondi e di quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo

Gen 7,8

Degli animali puri e di quelli impuri, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo

   

entrarono a due a due con Noè nell'arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè.

Gen 7,9

un maschio e una femmina entrarono, a due a due, nell’arca, come Dio aveva comandato a Noè.

   

Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra;

Gen 7,10

Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra;

   

nell'anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono.

Gen 7,11

nell’anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono.

   

Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.

Gen 7,12

Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.

   

In quello stesso giorno entrò nell'arca Noè con i figli Sem, Cam e Iafet, la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli:

Gen 7,13

In quello stesso giorno entrarono nell’arca Noè, con i figli Sem, Cam e Iafet, la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli;

   

essi e tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo la sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro specie, tutti i volatili secondo la loro specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati.

Gen 7,14

essi e tutti i viventi, secondo la loro specie, e tutto il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo la loro specie, tutti i volatili, secondo la loro specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati.

   

Vennero dunque a Noè nell'arca, a due a due, di ogni carne in cui è il soffio di vita.

Gen 7,15

Vennero dunque a Noè nell’arca, a due a due, di ogni carne in cui c’è il soffio di vita.

   

Quelli che venivano, maschio e femmina d'ogni carne, entrarono come gli aveva comandato Dio: il Signore chiuse la porta dietro di lui.

Gen 7,16

Quelli che venivano, maschio e femmina d’ogni carne, entrarono come gli aveva comandato Dio. Il Signore chiuse la porta dietro di lui.

   

Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l'arca che si innalzò sulla terra.

Gen 7,17

Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l’arca, che s’innalzò sulla terra.

   

Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l'arca galleggiava sulle acque.

Gen 7,18

Le acque furono travolgenti e crebbero molto sopra la terra e l’arca galleggiava sulle acque.

   

Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo.

Gen 7,19

Le acque furono sempre più travolgenti sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo.

   

Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto.

Gen 7,20

Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto.

   

Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini.

Gen 7,21

Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini.

   

Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta morì.

Gen 7,22

Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta, morì.

   

Così fu sterminato ogni essere che era sulla terra: dagli uomini, agli animali domestici, i rettili e gli uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell'arca.

Gen 7,23

Così fu cancellato ogni essere che era sulla terra: dagli uomini agli animali domestici, ai rettili e agli uccelli del cielo; essi furono cancellati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell’arca.

   

Le acque restarono alte sopra la terra centocinquanta giorni.

Gen 7,24

Le acque furono travolgenti sopra la terra centocinquanta giorni.

   

Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di tutti gli animali domestici che erano con lui nell'arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono.

Gen 8,1

Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di tutti gli animali domestici che erano con lui nell’arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono.

   

Le fonti dell'abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo;

Gen 8,2

Le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo;

   

le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni.

Gen 8,3

le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni.

   

Nel settimo mese, il diciassette del mese, l'arca si posò sui monti dell'Ararat.

Gen 8,4

Nel settimo mese, il diciassette del mese, l’arca si posò sui monti dell’Araràt.

   

Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti.

Gen 8,5

Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti.

   

Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatta nell'arca e fece uscire un corvo per vedere se le acque si fossero ritirate.

Gen 8,6

Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatto nell’arca

   

Esso uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra.

Gen 8,7

e fece uscire un corvo. Esso uscì andando e tornando, finché si prosciugarono le acque sulla terra.

   

Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo;

Gen 8,8

Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo;

   

ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell'arca, perché c'era ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell'arca.

Gen 8,9

ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell’arca, perché c’era ancora l’acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell’arca.

   

Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arca

Gen 8,10

Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall’arca

   

e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra.

Gen 8,11

e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco una tenera foglia di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra.

   

Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.

Gen 8,12

Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.

   

L'anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell'arca ed ecco la superficie del suolo era asciutta.

Gen 8,13

L’anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell’arca ed ecco, la superficie del suolo era asciutta.

   

Nel secondo mese, il ventisette del mese, tutta la terra fu asciutta.

Gen 8,14

Nel secondo mese, il ventisette del mese, tutta la terra si era prosciugata.

   

Dio ordinò a Noè:

Gen 8,15

Dio ordinò a Noè:

   

"Esci dall'arca tu e tua moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con te.

Gen 8,16

«Esci dall’arca tu e tua moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con te.

   

Tutti gli animali d'ogni specie che hai con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terra, falli uscire con te, perché possano diffondersi sulla terra, siano fecondi e si moltiplichino su di essa".

Gen 8,17

Tutti gli animali d’ogni carne che hai con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terra, falli uscire con te, perché possano diffondersi sulla terra, siano fecondi e si moltiplichino su di essa».

   

Noè uscì con i figli, la moglie e le mogli dei figli.

Gen 8,18

Noè uscì con i figli, la moglie e le mogli dei figli.

   

Tutti i viventi e tutto il bestiame e tutti gli uccelli e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo la loro specie, uscirono dall'arca.

Gen 8,19

Tutti i viventi e tutto il bestiame e tutti gli uccelli e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo le loro specie, uscirono dall’arca.

   

Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull'altare.

Gen 8,20

Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali puri e di uccelli puri e offrì olocausti sull’altare.

   

Il Signore ne odorò la soave fragranza e disse tra sé: "Non maledirò più il suolo a causa dell'uomo, perché l'istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.

Gen 8,21

Il Signore ne odorò il profumo gradito e disse in cuor suo: «Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo, perché ogni intento del cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.

   

Finché durerà la terra, seme e messe, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte non cesseranno".

Gen 8,22

Finché durerà la terra, seme e mèsse, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte non cesseranno».

   

Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra.

Gen 9,1

Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra.

   

Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere.

Gen 9,2

Il timore e il terrore di voi sia in tutti gli animali della terra e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono dati in vostro potere.

   

Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe.

Gen 9,3

Ogni essere che striscia e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe.

   

Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue.

Gen 9,4

Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè con il suo sangue.

   

Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello.

Gen 9,5

Del sangue vostro, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto a ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo, a ognuno di suo fratello.

   

Chi sparge il sangue dell'uomo dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio Egli ha fatto l'uomo.

Gen 9,6

Chi sparge il sangue dell’uomo, dall’uomo il suo sangue sarà sparso, perché a immagine di Dio è stato fatto l’uomo.

   

E voi, siate fecondi e moltiplicatevi, siate numerosi sulla terra e dominatela".

Gen 9,7

E voi, siate fecondi e moltiplicatevi, siate numerosi sulla terra e dominatela».

   

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui:

Gen 9,8

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui:

   

"Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con i vostri discendenti dopo di voi;

Gen 9,9

«Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi,

   

con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca.

Gen 9,10

con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca, con tutti gli animali della terra.

   

Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra".

Gen 9,11

Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra».

   

Dio disse: "Questo è il segno dell'alleanza, che io pongo tra me e voi e tra ogni essere vivente che è con voi per le generazioni eterne.

Gen 9,12

Dio disse: «Questo è il segno dell’alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future.

   

Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra.

Gen 9,13

Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell’alleanza tra me e la terra.

   

Quando radunerò le nubi sulla terra e apparirà l'arco sulle nubi,

Gen 9,14

Quando ammasserò le nubi sulla terra e apparirà l’arco sulle nubi,

   

ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e tra ogni essere che vive in ogni carne e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne.

Gen 9,15

ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e ogni essere che vive in ogni carne, e non ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne.

   

L'arco sarà sulle nubi e io lo guarderò per ricordare l'alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra".

Gen 9,16

L’arco sarà sulle nubi, e io lo guarderò per ricordare l’alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra».

   

Disse Dio a Noè: "Questo è il segno dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra".

Gen 9,17

Disse Dio a Noè: «Questo è il segno dell’alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra».

   

I figli di Noè che uscirono dall'arca furono Sem, Cam e Iafet; Cam è il padre di Canaan.

Gen 9,18

I figli di Noè che uscirono dall’arca furono Sem, Cam e Iafet; Cam è il padre di Canaan.

   

Questi tre sono i figli di Noè e da questi fu popolata tutta la terra.

Gen 9,19

Questi tre sono i figli di Noè e da questi fu popolata tutta la terra.

   

Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna.

Gen 9,20

Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna.

   

Avendo bevuto il vino, si ubriacò e giacque scoperto all'interno della sua tenda.

Gen 9,21

Avendo bevuto il vino, si ubriacò e si denudò all’interno della sua tenda.

   

Cam, padre di Canaan, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori.

Gen 9,22

Cam, padre di Canaan, vide la nudità di suo padre e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori.

   

Allora Sem e Iafet presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia indietro, non videro il padre scoperto.

Gen 9,23

Allora Sem e Iafet presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a ritroso, coprirono la nudità del loro padre; avendo tenuto la faccia rivolta indietro, non videro la nudità del loro padre.

   

Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore;

Gen 9,24

Quando Noè si fu risvegliato dall’ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore;

   

allora disse: "Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli!".

Gen 9,25

allora disse: «Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli!».

   

E aggiunse: "Benedetto il Signore, Dio di Sem, Canaan sia suo schiavo!

Gen 9,26

E aggiunse: «Benedetto il Signore, Dio di Sem, Canaan sia suo schiavo!

   

Dio dilati Iafet e questi dimori nelle tende di Sem, Canaan sia suo schiavo!".

Gen 9,27

Dio dilati Iafet ed egli dimori nelle tende di Sem, Canaan sia suo schiavo!».

   

Noè visse, dopo il diluvio, trecentocinquanta anni.

Gen 9,28

Noè visse, dopo il diluvio, trecentocinquanta anni.

   

L'intera vita di Noè fu di novecentocinquanta anni, poi morì.

Gen 9,29

L’intera vita di Noè fu di novecentocinquanta anni; poi morì.

   

Questa è la discendenza dei figli di Noè: Sem, Cam e Iafet, ai quali nacquero figli dopo il diluvio.

Gen 10,1

Questa è la discendenza dei figli di Noè: Sem, Cam e Iafet, ai quali nacquero figli dopo il diluvio.

   

I figli di Iafet: Gomer, Magog, Madai, Iavan, Tubal, Mesech e Tiras.

Gen 10,2

I figli di Iafet: Gomer, Magòg, Madai, Iavan, Tubal, Mesec e Tiras.

   

I figli di Gomer: Askenaz, Rifat e Togarma.

Gen 10,3

I figli di Gomer: Aschenàz, Rifat e Togarmà.

   

I figli di Iavan: Elisa, Tarsis, quelli di Cipro e quelli di Rodi.

Gen 10,4

I figli di Iavan: Elisa, Tarsis, i Chittìm e i Dodanìm.

   

Da costoro derivarono le nazioni disperse per le isole nei loro territori, ciascuno secondo la propria lingua e secondo le loro famiglie, nelle loro nazioni.

Gen 10,5

Da costoro derivarono le genti disperse per le isole, nei loro territori, ciascuna secondo la propria lingua e secondo le loro famiglie, nelle rispettive nazioni.

   

I figli di Cam: Etiopia, Egitto, Put e Canaan.

Gen 10,6

I figli di Cam: Etiopia, Egitto, Put e Canaan.

   

I figli di Etiopia: Seba, Avila, Sabta, Raama e Sàbteca. I figli di Raama: Saba e Dedan.

Gen 10,7

I figli di Etiopia: Seba, Avìla, Sabta, Raamà e Sabtecà. I figli di Raamà: Saba e Dedan.

   

Etiopia generò Nimrod: costui cominciò a essere potente sulla terra.

Gen 10,8

Etiopia generò Nimrod: costui cominciò a essere potente sulla terra.

   

Egli era valente nella caccia davanti al Signore, perciò si dice: "Come Nimrod, valente cacciatore davanti al Signore".

Gen 10,9

Egli era valente nella caccia davanti al Signore, perciò si dice: «Come Nimrod, valente cacciatore davanti al Signore».

   

L'inizio del suo regno fu Babele, Uruch, Accad e Calne, nel paese di Sennaar.

Gen 10,10

L’inizio del suo regno fu Babele, Uruc, Accad e Calne, nella regione di Sinar.

   

Da quella terra si portò ad Assur e costruì Ninive, Recobot-Ir e Calach

Gen 10,11

Da quella terra si portò ad Assur e costruì Ninive, Recobòt-Ir e Calach,

   

e Resen tra Ninive e Calach; quella è la grande città.

Gen 10,12

e Resen tra Ninive e Calach; quella è la grande città.

   

Egitto generò quelli di Lud, Anam, Laab, Naftuch,

Gen 10,13

Egitto generò quelli di Lud, Anam, Laab, Naftuch,

   

Patros, Casluch e Caftor, da dove uscirono i Filistei.

Gen 10,14

Patros, Casluch e Caftor, da dove uscirono i Filistei.

   

Canaan generò Sidone, suo primogenito, e Chet

Gen 10,15

Canaan generò Sidone, suo primogenito, e Chet

   

e il Gebuseo, l'Amorreo, il Gergeseo,

Gen 10,16

e il Gebuseo, l’Amorreo, il Gergeseo,

   

l'Eveo, l'Archita e il Sineo,

Gen 10,17

l’Eveo, l’Archeo e il Sineo,

   

l'Arvadita, il Semarita e l'Amatita. In seguito si dispersero le famiglie dei Cananei.

Gen 10,18

l’Arvadeo, il Semareo e il Camateo. In seguito si dispersero le famiglie dei Cananei.

   

Il confine dei Cananei andava da Sidone in direzione di Gerar fino a Gaza, poi in direzione di Sòdoma, Gomorra, Adma e Zeboim, fino a Lesa.

Gen 10,19

Il confine dei Cananei andava da Sidone in direzione di Gerar fino a Gaza, poi in direzione di Sòdoma, Gomorra, Adma e Seboìm fino a Lesa.

   

Questi furono i figli di Cam secondo le loro famiglie e le loro lingue, nei loro territori e nei loro popoli.

Gen 10,20

Questi furono i figli di Cam secondo le loro famiglie e le loro lingue, nei loro territori e nelle rispettive nazioni.

   

Anche a Sem, padre di tutti i figli di Eber, fratello maggiore di Jafet, nacque una discendenza.

Gen 10,21

Anche a Sem, fratello maggiore di Iafet e capostipite di tutti i figli di Eber, nacque una discendenza.

   

I figli di Sem: Elam, Assur, Arpacsad, Lud e Aram.

Gen 10,22

I figli di Sem: Elam, Assur, Arpacsàd, Lud e Aram.

   

I figli di Aram: Uz, Cul, Gheter e Mas.

Gen 10,23

I figli di Aram: Us, Ul, Gheter e Mas.

   

Arpacsad generò Selach e Selach generò Eber.

Gen 10,24

Arpacsàd generò Selach e Selach generò Eber.

   

A Eber nacquero due figli: uno si chiamò Peleg, perché ai suoi tempi fu divisa la terra, e il fratello si chiamò Joktan.

Gen 10,25

A Eber nacquero due figli: uno si chiamò Peleg, perché ai suoi tempi fu divisa la terra, e il fratello si chiamò Ioktan.

   

Joktan generò Almodad, Selef, Ascarmavet, Jerach,

Gen 10,26

Ioktan generò Almodàd, Selef, Asarmàvet, Ierach,

   

Adòcam, Uzal, Dikla,

Gen 10,27

Adoràm, Uzal, Dikla,

   

Obal, Abimael, Saba,

Gen 10,28

Obal, Abimaèl, Saba,

   

Ofir, Avila e Ibab. Tutti questi furono i figli di Joktan;

Gen 10,29

Ofir, Avìla e Iobab. Tutti questi furono i figli di Ioktan;

   

la loro sede era sulle montagne dell'oriente, da Mesa in direzione di Sefar.

Gen 10,30

la loro sede era sulle montagne dell’oriente, da Mesa in direzione di Sefar.

   

Questi furono i figli di Sem secondo le loro famiglie e le loro lingue, territori, secondo i loro popoli.

Gen 10,31

Questi furono i figli di Sem secondo le loro famiglie e le loro lingue, nei loro territori, secondo le rispettive nazioni.

   

Queste furono le famiglie dei figli di Noè secondo le loro generazioni, nei loro popoli. Da costoro si dispersero le nazioni sulla terra dopo il diluvio.

Gen 10,32

Queste furono le famiglie dei figli di Noè secondo le loro genealogie, nelle rispettive nazioni. Da costoro si dispersero le nazioni sulla terra dopo il diluvio.

   

Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole.

Gen 11,1

Tutta la terra aveva un’unica lingua e uniche parole.

   

Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono.

Gen 11,2

Emigrando dall’oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono.

   

Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco". Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento.

Gen 11,3

Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta.

   

Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra".

Gen 11,4

Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra».

   

Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo.

Gen 11,5

Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo.

   

Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.

Gen 11,6

Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un’unica lingua; questo è l’inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.

   

Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro".

Gen 11,7

Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro».

   

Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.

Gen 11,8

Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.

   

Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

Gen 11,9

Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

   

Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsad, due anni dopo il diluvio;

Gen 11,10

Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsàd, due anni dopo il diluvio;

   

Sem, dopo aver generato Arpacsad, visse cinquecento anni e generò figli e figlie.

Gen 11,11

Sem, dopo aver generato Arpacsàd, visse cinquecento anni e generò figli e figlie.

   

Arpacsad aveva trentacinque anni quando generò Selach;

Gen 11,12

Arpacsàd aveva trentacinque anni quando generò Selach;

   

Arpacsad, dopo aver generato Selach, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie.

Gen 11,13

Arpacsàd, dopo aver generato Selach, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie.

   

Selach aveva trent'anni quando generò Eber;

Gen 11,14

Selach aveva trent’anni quando generò Eber;

   

Selach, dopo aver generato Eber, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie.

Gen 11,15

Selach, dopo aver generato Eber, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie.

   

Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg;

Gen 11,16

Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg;

   

Eber, dopo aver generato Peleg, visse quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie.

Gen 11,17

Eber, dopo aver generato Peleg, visse quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie.

   

Peleg aveva trent'anni quando generò Reu;

Gen 11,18

Peleg aveva trent’anni quando generò Reu;

   

Peleg, dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e generò figli e figlie.

Gen 11,19

Peleg, dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e generò figli e figlie.

   

Reu aveva trentadue anni quando generò Serug;

Gen 11,20

Reu aveva trentadue anni quando generò Serug;

   

Reu, dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e generò figli e figlie.

Gen 11,21

Reu, dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e generò figli e figlie.

   

Serug aveva trent'anni quando generò Nacor;

Gen 11,22

Serug aveva trent’anni quando generò Nacor;

   

Serug, dopo aver generato Nacor, visse duecento anni e generò figli e figlie.

Gen 11,23

Serug, dopo aver generato Nacor, visse duecento anni e generò figli e figlie.

   

Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach;

Gen 11,24

Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach;

   

Nacor, dopo aver generato Terach, visse centodiciannove anni e generò figli e figlie.

Gen 11,25

Nacor, dopo aver generato Terach, visse centodiciannove anni e generò figli e figlie.

   

Terach aveva settant'anni quando generò Abram, Nacor e Aran.

Gen 11,26

Terach aveva settant’anni quando generò Abram, Nacor e Aran.

   

Questa è la posterità di Terach: Terach generò Abram, Nacor e Aran: Aran generò Lot.

Gen 11,27

Questa è la discendenza di Terach: Terach generò Abram, Nacor e Aran; Aran generò Lot.

   

Aran poi morì alla presenza di suo padre Terach nella sua terra natale, in Ur dei Caldei.

Gen 11,28

Aran poi morì alla presenza di suo padre Terach nella sua terra natale, in Ur dei Caldei.

   

Abram e Nacor si presero delle mogli; la moglie di Abram si chiamava Sarai e la moglie di Nacor Milca, ch'era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca.

Gen 11,29

Abram e Nacor presero moglie; la moglie di Abram si chiamava Sarài e la moglie di Nacor Milca, che era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca.

   

Sarai era sterile e non aveva figli.

Gen 11,30

Sarài era sterile e non aveva figli.

   

Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè del suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono.

Gen 11,31

Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè di suo figlio, e Sarài sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nella terra di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono.

   

L'età della vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì in Carran.

Gen 11,32

La vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì a Carran.

   

Il Signore disse ad Abram: "Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò.

Gen 12,1

Il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò.

   

Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione.

Gen 12,2

Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione.

   

Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra".

Gen 12,3

Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra».

   

Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran.

Gen 12,4

Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran.

   

Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono al paese di Canaan

Gen 12,5

Abram prese la moglie Sarài e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso la terra di Canaan. Arrivarono nella terra di Canaan

   

e Abram attraversò il paese fino alla località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei.

Gen 12,6

e Abram la attraversò fino alla località di Sichem, presso la Quercia di Morè. Nella terra si trovavano allora i Cananei.

   

Il Signore apparve ad Abram e gli disse: "Alla tua discendenza io darò questo paese". Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso.

Gen 12,7

Il Signore apparve ad Abram e gli disse: «Alla tua discendenza io darò questa terra». Allora Abram costruì in quel luogo un altare al Signore che gli era apparso.

   

Di là passò sulle montagne a oriente di Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore.

Gen 12,8

Di là passò sulle montagne a oriente di Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore.

   

Poi Abram levò la tenda per accamparsi nel Negheb.

Gen 12,9

Poi Abram levò la tenda per andare ad accamparsi nel Negheb.

   

Venne una carestia nel paese e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese.

Gen 12,10

Venne una carestia nella terra e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava su quella terra.

   

Ma, quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarai: "Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente.

Gen 12,11

Quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarài: «Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente.

   

Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno: Costei è sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita.

Gen 12,12

Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno: “Costei è sua moglie”, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita.

   

Di' dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te".

Gen 12,13

Di’, dunque, che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva grazie a te».

   

Appunto quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente.

Gen 12,14

Quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente.

   

La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone.

Gen 12,15

La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone.

   

Per riguardo a lei, egli trattò bene Abram, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli.

Gen 12,16

A causa di lei, egli trattò bene Abram, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli.

   

Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi calamità, per il fatto di Sarai, moglie di Abram.

Gen 12,17

Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi calamità, per il fatto di Sarài, moglie di Abram.

   

Allora il faraone convocò Abram e gli disse: "Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie?

Gen 12,18

Allora il faraone convocò Abram e gli disse: «Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie?

   

Perché hai detto: È mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vàttene!".

Gen 12,19

Perché hai detto: “È mia sorella”, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vattene!».

   

Poi il faraone lo affidò ad alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la moglie e tutti i suoi averi.

Gen 12,20

Poi il faraone diede disposizioni su di lui ad alcuni uomini, che lo allontanarono insieme con la moglie e tutti i suoi averi.

   

Dall'Egitto Abram ritornò nel Negheb con la moglie e tutti i suoi averi; Lot era con lui.

Gen 13,1

Dall’Egitto Abram risalì nel Negheb, con la moglie e tutti i suoi averi; Lot era con lui.

   

Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro.

Gen 13,2

Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro.

   

Poi di accampamento in accampamento egli dal Negheb si portò fino a Betel, fino al luogo dove era stata già prima la sua tenda, tra Betel e Ai,

Gen 13,3

Abram si spostò a tappe dal Negheb fino a Betel, fino al luogo dov’era già prima la sua tenda, tra Betel e Ai,

   

al luogo dove prima aveva costruito l'altare: lì Abram invocò il nome del Signore.

Gen 13,4

il luogo dove prima aveva costruito l’altare: lì Abram invocò il nome del Signore.

   

Ma anche Lot, che andava con Abram, aveva greggi e armenti e tende;

Gen 13,5

Ma anche Lot, che accompagnava Abram, aveva greggi e armenti e tende,

   

e il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme.

Gen 13,6

e il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme.

   

Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot. I Cananei e i Perizziti abitavano allora nel paese.

Gen 13,7

Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot. I Cananei e i Perizziti abitavano allora nella terra.

   

Abram disse a Lot: "Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli.

Gen 13,8

Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli.

   

Non sta forse davanti a te tutto il paese? Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io antra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra".

Gen 13,9

Non sta forse davanti a te tutto il territorio? Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra».

   

Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte - prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra -; era come il giardino del Signore, come il paese d'Egitto, fino ai pressi di Zoar.

Gen 13,10

Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte – prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra – come il giardino del Signore, come la terra d’Egitto fino a Soar.

   

Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l'uno dall'altro:

Gen 13,11

Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l’uno dall’altro:

   

Abram si stabilì nel paese di Canaan e Lot si stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma.

Gen 13,12

Abram si stabilì nella terra di Canaan e Lot si stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma.

   

Ora gli uomini di Sòdoma erano perversi e peccavano molto contro il Signore.

Gen 13,13

Ora gli uomini di Sòdoma erano malvagi e peccavano molto contro il Signore.

   

Allora il Signore disse ad Abram, dopo che Lot si era separato da lui: "Alza gli occhi e dal luogo dove tu stai spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso l'oriente e l'occidente.

Gen 13,14

Allora il Signore disse ad Abram, dopo che Lot si era separato da lui: «Alza gli occhi e, dal luogo dove tu stai, spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso l’oriente e l’occidente.

   

Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza per sempre.

Gen 13,15

Tutta la terra che tu vedi, io la darò a te e alla tua discendenza per sempre.

   

Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti.

Gen 13,16

Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti.

   

Alzati, percorri il paese in lungo e in largo, perché io lo darò a te".

Gen 13,17

Àlzati, percorri la terra in lungo e in largo, perché io la darò a te».

   

Poi Abram si spostò con le sue tende e andò a stabilirsi alle Querce di Mamre, che sono ad Ebron, e vi costruì un altare al Signore.

Gen 13,18

Poi Abram si spostò con le sue tende e andò a stabilirsi alle Querce di Mamre, che sono ad Ebron, e vi costruì un altare al Signore.

   

Al tempo di Amrafel re di Sennaar, di Arioch re di Ellasar, di Chedorlaomer re dell'Elam e di Tideal re di Goim,

Gen 14,1

Al tempo di Amrafèl re di Sinar, di Ariòc re di Ellasàr, di Chedorlaòmer re dell’Elam e di Tidal re di Goìm,

   

costoro mossero guerra contro Bera re di Sòdoma, Birsa re di Gomorra, Sinab re di Adma, Semeber re di Zeboim, e contro il re di Bela, cioè Zoar.

Gen 14,2

costoro mossero guerra contro Bera re di Sòdoma, Birsa re di Gomorra, Sinab re di Adma, Semeber re di Seboìm, e contro il re di Bela, cioè Soar.

   

Tutti questi si concentrarono nella valle di Siddim, cioè il Mar Morto.

Gen 14,3

Tutti questi si concentrarono nella valle di Siddìm, cioè del Mar Morto.

   

Per dodici anni essi erano stati sottomessi a Chedorlaomer, ma il tredicesimo anno si erano ribellati.

Gen 14,4

Per dodici anni essi erano stati sottomessi a Chedorlaòmer, ma il tredicesimo anno si erano ribellati.

   

Nell'anno quattordicesimo arrivarono Chedorlaomer e i re che erano con lui e sconfissero i Refaim ad Astarot-Karnaim, gli Zuzim ad Am, gli Emim a Save-Kiriataim

Gen 14,5

Nell’anno quattordicesimo arrivarono Chedorlaòmer e i re che erano con lui e sconfissero i Refaìm ad Astarot-Karnàim, gli Zuzìm ad Am, gli Emìm a Save-Kiriatàim

   

e gli Hurriti sulle montagne di Seir fino a El-Paran, che è presso il deserto.

Gen 14,6

e gli Urriti sulle montagne di Seir fino a El-Paran, che è presso il deserto.

   

Poi mutarono direzione e vennero a En-Mispat, cioè Kades, e devastarono tutto il territorio degli Amaleciti e anche degli Amorrei che abitavano in Cazazon-Tamar.

Gen 14,7

Poi mutarono direzione e vennero a En-Mispàt, cioè Kades, e devastarono tutto il territorio degli Amaleciti e anche degli Amorrei che abitavano a Casesòn-Tamar.

   

Allora il re di Sòdoma, il re di Gomorra, il re di Adma, il re di Zeboim e il re di Bela, cioè Zoar, uscirono e si schierarono a battaglia nella valle di Siddim contro di esso,

Gen 14,8

Allora il re di Sòdoma, il re di Gomorra, il re di Adma, il re di Seboìm e il re di Bela, cioè Soar, uscirono e si schierarono a battaglia nella valle di Siddìm, contro di essi,

   

e cioè contro Chedorlaomer re dell'Elam, Tideal re di Goim, Amrafel re di Sennaar e Arioch re di Ellasar: quattro re contro cinque.

Gen 14,9

cioè contro Chedorlaòmer re dell’Elam, Tidal re di Goìm, Amrafèl re di Sinar e Ariòc re di Ellasàr: quattro re contro cinque.

   

La valle di Siddim era piena di pozzi di bitume; mentre il re di Sòdoma e il re di Gomorra si davano alla fuga, alcuni caddero nei pozzi e gli altri fuggirono sulle montagne.

Gen 14,10

La valle di Siddìm era piena di pozzi di bitume; messi in fuga, il re di Sòdoma e il re di Gomorra vi caddero dentro, mentre gli altri fuggirono sulla montagna.

   

Gli invasori presero tutti i beni di Sodoma e Gomorra e tutti i loro viveri e se ne andarono.

Gen 14,11

Gli invasori presero tutti i beni di Sòdoma e Gomorra e tutti i loro viveri e se ne andarono.

   

Andandosene catturarono anche Lot, figlio del fratello di Abram, e i suoi beni: egli risiedeva appunto in Sòdoma.

Gen 14,12

Prima di andarsene catturarono anche Lot, figlio del fratello di Abram, e i suoi beni: egli risiedeva appunto a Sòdoma.

   

Ma un fuggiasco venne ad avvertire Abram l'Ebreo che si trovava alle Querce di Mamre l'Amorreo, fratello di Escol e fratello di Aner i quali erano alleati di Abram.

Gen 14,13

Ma un fuggiasco venne ad avvertire Abram l’Ebreo, che si trovava alle Querce di Mamre l’Amorreo, fratello di Escol e fratello di Aner, i quali erano alleati di Abram.

   

Quando Abram seppe che il suo parente era stato preso prigioniero, organizzò i suoi uomini esperti nelle armi, schiavi nati nella sua casa, in numero di trecentodiciotto, e si diede all'inseguimento fino a Dan.

Gen 14,14

Quando Abram seppe che suo fratello era stato preso prigioniero, organizzò i suoi uomini esperti nelle armi, schiavi nati nella sua casa, in numero di trecentodiciotto, e si diede all’inseguimento fino a Dan.

   

Piombò sopra di essi di notte, lui con i suoi servi, li sconfisse e proseguì l'inseguimento fino a Coba, a settentrione di Damasco.

Gen 14,15

Fece delle squadre, lui e i suoi servi, contro di loro, li sconfisse di notte e li inseguì fino a Coba, a settentrione di Damasco.

   

Ricuperò così tutta la roba e anche Lot suo parente, i suoi beni, con le donne e il popolo.

Gen 14,16

Recuperò così tutti i beni e anche Lot suo fratello, i suoi beni, con le donne e il popolo.

   

Quando Abram fu di ritorno, dopo la sconfitta di Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sòdoma gli uscì incontro nella Valle di Save, cioè la Valle del re.

Gen 14,17

Quando Abram fu di ritorno, dopo la sconfitta di Chedorlaòmer e dei re che erano con lui, il re di Sòdoma gli uscì incontro nella valle di Save, cioè la valle del Re.

   

Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo

Gen 14,18

Intanto Melchìsedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo

   

e benedisse Abram con queste parole: "Sia benedetto Abram dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra,

Gen 14,19

e benedisse Abram con queste parole: «Sia benedetto Abram dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra,

   

e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici". Abram gli diede la decima di tutto.

Gen 14,20

e benedetto sia il Dio altissimo, che ti ha messo in mano i tuoi nemici». Ed egli diede a lui la decima di tutto.

   

Il re di Sòdoma disse ad Abram: "Dammi le persone; i beni prendili per te".

Gen 14,21

Il re di Sòdoma disse ad Abram: «Dammi le persone; i beni prendili per te».

   

Ma Abram disse al re di Sòdoma: "Alzo la mano davanti al Signore, il Dio altissimo, creatore del cielo e della terra:

Gen 14,22

Ma Abram disse al re di Sòdoma: «Alzo la mano davanti al Signore, il Dio altissimo, creatore del cielo e della terra:

   

né un filo, né un legaccio di sandalo, niente io prenderò di ciò che è tuo; non potrai dire: io ho arricchito Abram.

Gen 14,23

né un filo né un legaccio di sandalo, niente io prenderò di ciò che è tuo; non potrai dire: io ho arricchito Abram.

   

Per me niente, se non quello che i servi hanno mangiato; quanto a ciò che spetta agli uomini che sono venuti con me, Escol, Aner e Mamre, essi stessi si prendano la loro parte".

Gen 14,24

Per me niente, se non quello che i servi hanno mangiato; quanto a ciò che spetta agli uomini che sono venuti con me, Aner, Escol e Mamre, essi stessi si prendano la loro parte».

   

Dopo tali fatti, fu rivolta ad Abram in visione questa parola del Signore: "Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande".

Gen 15,1

Dopo tali fatti, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande».

   

Rispose Abram: "Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco".

Gen 15,2

Rispose Abram: «Signore Dio, che cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco».

   

Soggiunse Abram: "Ecco a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede".

Gen 15,3

Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede».

   

Ed ecco gli fu rivolta questa parola dal Signore: "Non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede".

Gen 15,4

Ed ecco, gli fu rivolta questa parola dal Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede».

   

Poi lo condusse fuori e gli disse: "Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle" e soggiunse: "Tale sarà la tua discendenza".

Gen 15,5

Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»; e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza».

   

Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.

Gen 15,6

Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.

   

E gli disse: "Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questo paese".

Gen 15,7

E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questa terra».

   

Rispose: "Signore mio Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?".

Gen 15,8

Rispose: «Signore Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?».

   

Gli disse: "Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un piccione".

Gen 15,9

Gli disse: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un colombo».

   

Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all'altra; non divise però gli uccelli.

Gen 15,10

Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all’altra; non divise però gli uccelli.

   

Gli uccelli rapaci calavano su quei cadaveri, ma Abram li scacciava.

Gen 15,11

Gli uccelli rapaci calarono su quei cadaveri, ma Abram li scacciò.

   

Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco un oscuro terrore lo assalì.

Gen 15,12

Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco terrore e grande oscurità lo assalirono.

   

Allora il Signore disse ad Abram: "Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni.

Gen 15,13

Allora il Signore disse ad Abram: «Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in una terra non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni.

   

Ma la nazione che essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi usciranno con grandi ricchezze.

Gen 15,14

Ma la nazione che essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi usciranno con grandi ricchezze.

   

Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice.

Gen 15,15

Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice.

   

Alla quarta generazione torneranno qui, perché l'iniquità degli Amorrei non ha ancora raggiunto il colmo".

Gen 15,16

Alla quarta generazione torneranno qui, perché l’iniquità degli Amorrei non ha ancora raggiunto il colmo».

   

Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi.

Gen 15,17

Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un braciere fumante e una fiaccola ardente passare in mezzo agli animali divisi.

   

In quel giorno il Signore concluse questa alleanza con Abram: "Alla tua discendenza io do questo paese dal fiume d'Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate;

Gen 15,18

In quel giorno il Signore concluse quest’alleanza con Abram: «Alla tua discendenza io do questa terra, dal fiume d’Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate;

   

il paese dove abitano i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti,

Gen 15,19

la terra dove abitano i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti,

   

gli Hittiti, i Perizziti, i Refaim,

Gen 15,20

gli Ittiti, i Perizziti, i Refaìm,

   

gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei".

Gen 15,21

gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei e i Gebusei».

   

Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar,

Gen 16,1

Sarài, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar,

   

Sarai disse ad Abram: "Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli". Abram ascoltò la voce di Sarai.

Gen 16,2

Sarài disse ad Abram: «Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli». Abram ascoltò l’invito di Sarài.

   

Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l'egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito.

Gen 16,3

Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nella terra di Canaan, Sarài, moglie di Abram, prese Agar l’Egiziana, sua schiava, e la diede in moglie ad Abram, suo marito.

   

Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei.

Gen 16,4

Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei.

   

Allora Sarai disse ad Abram: "L'offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma da quando si è accorta d'essere incinta, io non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!".

Gen 16,5

Allora Sarài disse ad Abram: «L’offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho messo in grembo la mia schiava, ma da quando si è accorta d’essere incinta, io non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!».

   

Abram disse a Sarai: "Ecco, la tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare". Sarai allora la maltrattò tanto che quella si allontanò.

Gen 16,6

Abram disse a Sarài: «Ecco, la tua schiava è in mano tua: trattala come ti piace». Sarài allora la maltrattò, tanto che quella fuggì dalla sua presenza.

   

La trovò l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur,

Gen 16,7

La trovò l’angelo del Signore presso una sorgente d’acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur,

   

e le disse: "Agar, schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?". Rispose: "Vado lontano dalla mia padrona Sarai".

Gen 16,8

e le disse: «Agar, schiava di Sarài, da dove vieni e dove vai?». Rispose: «Fuggo dalla presenza della mia padrona Sarài».

   

Le disse l'angelo del Signore: "Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa".

Gen 16,9

Le disse l’angelo del Signore: «Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa».

   

Le disse ancora l'angelo del Signore: "Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine".

Gen 16,10

Le disse ancora l’angelo del Signore: «Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla, tanto sarà numerosa».

   

Soggiunse poi l'angelo del Signore: "Ecco, sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele, perché il Signore ha ascoltato la tua afflizione.

Gen 16,11

Soggiunse poi l’angelo del Signore: «Ecco, sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele, perché il Signore ha udito il tuo lamento.

   

Egli sarà come un ònagro; la sua mano sarà contro tutti e la mano di tutti contro di lui e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli".

Gen 16,12

Egli sarà come un asino selvatico; la sua mano sarà contro tutti e la mano di tutti contro di lui, e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli».

   

Agar chiamò il Signore, che le aveva parlato: "Tu sei il Dio della visione", perché diceva: "Qui dunque sono riuscita ancora a vedere, dopo la mia visione?".

Gen 16,13

Agar, al Signore che le aveva parlato, diede questo nome: «Tu sei il Dio della visione», perché diceva: «Non ho forse visto qui colui che mi vede?».

   

Per questo il pozzo si chiamò Pozzo di Lacai-Roi; è appunto quello che si trova tra Kades e Bered.

Gen 16,14

Per questo il pozzo si chiamò pozzo di Lacai-Roì; è appunto quello che si trova tra Kades e Bered.

   

Agar partorì ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva partorito.

Gen 16,15

Agar partorì ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva partorito.

   

Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.

Gen 16,16

Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.

   

Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: "Io sono Dio onnipotente: cammina davanti a me e sii integro.

Gen 17,1

Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: «Io sono Dio l’Onnipotente: cammina davanti a me e sii integro.

   

Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò numeroso molto, molto".

Gen 17,2

Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò molto, molto numeroso».

   

Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:

Gen 17,3

Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:

   

"Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una moltitudine di popoli.

Gen 17,4

«Quanto a me, ecco, la mia alleanza è con te: diventerai padre di una moltitudine di nazioni.

   

Non ti chiamerai più Abram ma ti chiamerai Abramo perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò.

Gen 17,5

Non ti chiamerai più Abram, ma ti chiamerai Abramo, perché padre di una moltitudine di nazioni ti renderò.

   

E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te nasceranno dei re.

Gen 17,6

E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te usciranno dei re.

   

Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te.

Gen 17,7

Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te.

   

Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di Canaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio".

Gen 17,8

La terra dove sei forestiero, tutta la terra di Canaan, la darò in possesso per sempre a te e alla tua discendenza dopo di te; sarò il loro Dio».

   

Disse Dio ad Abramo: "Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione.

Gen 17,9

Disse Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione.

   

Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio.

Gen 17,10

Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra voi ogni maschio.

   

Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell'alleanza tra me e voi.

Gen 17,11

Vi lascerete circoncidere la carne del vostro prepuzio e ciò sarà il segno dell’alleanza tra me e voi.

   

Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazione, tanto quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe.

Gen 17,12

Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra voi ogni maschio di generazione in generazione, sia quello nato in casa sia quello comprato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe.

   

Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne.

Gen 17,13

Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comprato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne.

   

Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza".

Gen 17,14

Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del prepuzio, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza».

   

Dio aggiunse ad Abramo: "Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara.

Gen 17,15

Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarài tua moglie, non la chiamerai più Sarài, ma Sara.

   

Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei".

Gen 17,16

Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni, e re di popoli nasceranno da lei».

   

Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: "Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà partorire?".

Gen 17,17

Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «A uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all’età di novant’anni potrà partorire?».

   

Abramo disse a Dio: "Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!".

Gen 17,18

Abramo disse a Dio: «Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!».

   

E Dio disse: "No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui.

Gen 17,19

E Dio disse: «No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui.

   

Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione.

Gen 17,20

Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici prìncipi egli genererà e di lui farò una grande nazione.

   

Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco, che Sara ti partorirà a questa data l'anno venturo".

Gen 17,21

Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco, che Sara ti partorirà a questa data l’anno venturo».

   

Dio terminò così di parlare con lui e, salendo in alto, lasciò Abramo.

Gen 17,22

Dio terminò così di parlare con lui e lasciò Abramo, levandosi in alto.

   

Allora Abramo prese Ismaele suo figlio e tutti i nati nella sua casa e tutti quelli comperati con il suo denaro, tutti i maschi appartenenti al personale della casa di Abramo, e circoncise la carne del loro membro in quello stesso giorno, come Dio gli aveva detto.

Gen 17,23

Allora Abramo prese Ismaele, suo figlio, e tutti i nati nella sua casa e tutti quelli comprati con il suo denaro, tutti i maschi appartenenti al personale della casa di Abramo, e circoncise la carne del loro prepuzio in quello stesso giorno, come Dio gli aveva detto.

   

Ora Abramo aveva novantanove anni, quando si fece circoncidere la carne del membro.

Gen 17,24

Abramo aveva novantanove anni, quando si fece circoncidere la carne del prepuzio.

   

Ismaele suo figlio aveva tredici anni quando gli fu circoncisa la carne del membro.

Gen 17,25

Ismaele, suo figlio, aveva tredici anni quando gli fu circoncisa la carne del prepuzio.

   

In quello stesso giorno furono circoncisi Abramo e Ismaele suo figlio.

Gen 17,26

In quello stesso giorno furono circoncisi Abramo e Ismaele, suo figlio.

   

E tutti gli uomini della sua casa, i nati in casa e i comperati con denaro dagli stranieri, furono circoncisi con lui.

Gen 17,27

E tutti gli uomini della sua casa, quelli nati in casa e quelli comprati con denaro dagli stranieri, furono circoncisi con lui.

   

Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno.

Gen 18,1

Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno.

   

Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra,

Gen 18,2

Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra,

   

dicendo: "Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo.

Gen 18,3

dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo.

   

Si vada a prendere un po' di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero.

Gen 18,4

Si vada a prendere un po’ d’acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero.

   

Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo". Quelli dissero: "Fa' pure come hai detto".

Gen 18,5

Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa’ pure come hai detto».

   

Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: "Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce".

Gen 18,6

Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce».

   

All'armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo.

Gen 18,7

All’armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo.

   

Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono.

Gen 18,8

Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero, quelli mangiarono.

   

Poi gli dissero: "Dov'è Sara, tua moglie?". Rispose: "È là nella tenda".

Gen 18,9

Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda».

   

Il Signore riprese: "Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio". Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui.

Gen 18,10

Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all’ingresso della tenda, dietro di lui.

   

Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne.

Gen 18,11

Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne.

   

Allora Sara rise dentro di sé e disse: "Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!".

Gen 18,12

Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono, dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!».

   

Ma il Signore disse ad Abramo: "Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia?

Gen 18,13

Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: “Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia”?

   

C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio".

Gen 18,14

C’è forse qualche cosa d’impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te tra un anno e Sara avrà un figlio».

   

Allora Sara negò: "Non ho riso!", perché aveva paura; ma quegli disse: "Sì, hai proprio riso".

Gen 18,15

Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma egli disse: «Sì, hai proprio riso».

   

Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli.

Gen 18,16

Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall’alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli.

   

Il Signore diceva: "Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare,

Gen 18,17

Il Signore diceva: «Devo io tenere nascosto ad Abramo quello che sto per fare,

   

mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra?

Gen 18,18

mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra?

   

Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso".

Gen 18,19

Infatti io l’ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui a osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore compia per Abramo quanto gli ha promesso».

   

Disse allora il Signore: "Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave.

Gen 18,20

Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave.

   

Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!".

Gen 18,21

Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».

   

Quegli uomini partirono e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore.

Gen 18,22

Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore.

   

Abramo gli si avvicinò e gli disse: "Davvero sterminerai il giusto con l'empio?

Gen 18,23

Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio?

   

Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?

Gen 18,24

Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?

   

Lungi da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?".

Gen 18,25

Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?».

   

Rispose il Signore: "Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città".

Gen 18,26

Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo».

   

Abramo riprese e disse: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere...

Gen 18,27

Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere:

   

Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?". Rispose: "Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque".

Gen 18,28

forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque».

   

Abramo riprese ancora a parlargli e disse: "Forse là se ne troveranno quaranta". Rispose: "Non lo farò, per riguardo a quei quaranta".

Gen 18,29

Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta».

   

Riprese: "Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta". Rispose: "Non lo farò, se ve ne troverò trenta".

Gen 18,30

Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta».

   

Riprese: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti". Rispose: "Non la distruggerò per riguardo a quei venti".

Gen 18,31

Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti».

   

Riprese: "Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci". Rispose: "Non la distruggerò per riguardo a quei dieci".

Gen 18,32

Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».

   

E il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.

Gen 18,33

Come ebbe finito di parlare con Abramo, il Signore se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.

   

I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra.

Gen 19,1

I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra.

   

E disse: "Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada". Quelli risposero: "No, passeremo la notte sulla piazza".

Gen 19,2

E disse: «Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada». Quelli risposero: «No, passeremo la notte sulla piazza».

   

Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono.

Gen 19,3

Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere pani azzimi e così mangiarono.

   

Non si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo.

Gen 19,4

Non si erano ancora coricati, quand’ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono attorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo.

   

Chiamarono Lot e gli dissero: "Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!".

Gen 19,5

Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!».

   

Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé,

Gen 19,6

Lot uscì verso di loro sulla soglia e, dopo aver chiuso la porta dietro di sé,

   

disse: "No, fratelli miei, non fate del male!

Gen 19,7

disse: «No, fratelli miei, non fate del male!

   

Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto".

Gen 19,8

Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto».

   

Ma quelli risposero: "Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!". E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta.

Gen 19,9

Ma quelli risposero: «Tìrati via! Quest’individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!». E spingendosi violentemente contro quell’uomo, cioè contro Lot, si fecero avanti per sfondare la porta.

   

Allora dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero il battente;

Gen 19,10

Allora dall’interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero la porta;

   

quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.

Gen 19,11

colpirono di cecità gli uomini che erano all’ingresso della casa, dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.

   

Quegli uomini dissero allora a Lot: "Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo.

Gen 19,12

Quegli uomini dissero allora a Lot: «Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo.

   

Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli".

Gen 19,13

Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandato a distruggerli».

   

Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: "Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!". Ma parve ai suoi generi che egli volesse scherzare.

Gen 19,14

Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: «Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!». Ai suoi generi sembrò che egli volesse scherzare.

   

Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: "Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città".

Gen 19,15

Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue due figlie che hai qui, per non essere travolto nel castigo della città».

   

Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.

Gen 19,16

Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.

   

Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: "Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!".

Gen 19,17

Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: «Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!».

   

Ma Lot gli disse: "No, mio Signore!

Gen 19,18

Ma Lot gli disse: «No, mio signore!

   

Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia.

Gen 19,19

Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato grande bontà verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia.

   

Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva".

Gen 19,20

Ecco quella città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù – non è una piccola cosa? – e così la mia vita sarà salva».

   

Gli rispose: "Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato.

Gen 19,21

Gli rispose: «Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato.

   

Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato". Perciò quella città si chiamò Zoar.

Gen 19,22

Presto, fuggi là, perché io non posso far nulla finché tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si chiamò Soar.

   

Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar,

Gen 19,23

Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Soar,

   

quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore.

Gen 19,24

quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco provenienti dal Signore.

   

Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo.

Gen 19,25

Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo.

   

Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.

Gen 19,26

Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.

   

Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore;

Gen 19,27

Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato alla presenza del Signore;

   

contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.

Gen 19,28

contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.

   

Così Dio, quando distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.

Gen 19,29

Così, quando distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.

   

Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie.

Gen 19,30

Poi Lot partì da Soar e andò ad abitare sulla montagna con le sue due figlie, perché temeva di restare a Soar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie.

   

Ora la maggiore disse alla più piccola: "Il nostro padre è vecchio e non c'è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l'uso di tutta la terra.

Gen 19,31

Ora la maggiore disse alla più piccola: «Nostro padre è vecchio e non c’è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, come avviene dappertutto.

   

Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre".

Gen 19,32

Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così daremo vita a una discendenza da nostro padre».

   

Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò.

Gen 19,33

Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando lei si coricò né quando lei si alzò.

   

All'indomani la maggiore disse alla più piccola: "Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e va' tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre".

Gen 19,34

All’indomani la maggiore disse alla più piccola: «Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e va’ tu a coricarti con lui; così daremo vita a una discendenza da nostro padre».

   

Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò.

Gen 19,35

Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando lei si coricò né quando lei si alzò.

   

Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre.

Gen 19,36

Così le due figlie di Lot rimasero incinte del loro padre.

   

La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono fino ad oggi.

Gen 19,37

La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti, che esistono ancora oggi.

   

Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò "Figlio del mio popolo". Costui è il padre degli Ammoniti che esistono fino ad oggi.

Gen 19,38

Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò «Figlio del mio popolo». Costui è il padre degli Ammoniti, che esistono ancora oggi.

   

Abramo levò le tende, dirigendosi nel Negheb, e si stabilì tra Kades e Sur; poi soggiornò come straniero a Gerar.

Gen 20,1

Abramo levò le tende, dirigendosi nella regione del Negheb, e si stabilì tra Kades e Sur; poi soggiornò come straniero a Gerar.

   

Siccome Abramo aveva detto della moglie Sara: "È mia sorella", Abimelech, re di Gerar, mandò a prendere Sara.

Gen 20,2

Siccome Abramo aveva detto della moglie Sara: «È mia sorella», Abimèlec, re di Gerar, mandò a prendere Sara.

   

Ma Dio venne da Abimelech di notte, in sogno, e gli disse: "Ecco stai per morire a causa della donna che tu hai presa; essa appartiene a suo marito".

Gen 20,3

Ma Dio venne da Abimèlec di notte, in sogno, e gli disse: «Ecco, stai per morire a causa della donna che tu hai preso; lei appartiene a suo marito».

   

Abimelech, che non si era ancora accostato a lei, disse: "Mio Signore, vuoi far morire anche la gente innocente?

Gen 20,4

Abimèlec, che non si era ancora accostato a lei, disse: «Mio Signore, vuoi far morire una nazione, anche se giusta?

   

Non mi ha forse detto: È mia sorella? E anche lei ha detto: È mio fratello. Con retta coscienza e mani innocenti ho fatto questo".

Gen 20,5

Non è stato forse lui a dirmi: “È mia sorella”? E anche lei ha detto: “È mio fratello”. Con cuore retto e mani innocenti mi sono comportato in questo modo».

   

Gli rispose Dio nel sogno: "Anch'io so che con retta coscienza hai fatto questo e ti ho anche impedito di peccare contro di me: perciò non ho permesso che tu la toccassi.

Gen 20,6

Gli rispose Dio nel sogno: «So bene che hai agito così con cuore retto e ti ho anche impedito di peccare contro di me: perciò non ho permesso che tu la toccassi.

   

Ora restituisci la donna di quest'uomo: egli è un profeta: preghi egli per te e tu vivrai. Ma se tu non la restituisci, sappi che sarai degno di morte con tutti i tuoi".

Gen 20,7

Ora restituisci la donna di quest’uomo, perché è un profeta: pregherà per te e tu vivrai. Ma se tu non la restituisci, sappi che meriterai la morte con tutti i tuoi».

   

Allora Abimelech si alzò di mattina presto e chiamò tutti i suoi servi, ai quali riferì tutte queste cose, e quegli uomini si impaurirono molto.

Gen 20,8

Allora Abimèlec si alzò di mattina presto e chiamò tutti i suoi servi, ai quali riferì tutte queste cose, e quegli uomini si impaurirono molto.

   

Poi Abimelech chiamò Abramo e gli disse: "Che ci hai fatto? E che colpa ho commesso contro di te, perché tu abbia esposto me e il mio regno ad un peccato tanto grande? Tu hai fatto a mio riguardo azioni che non si fanno".

Gen 20,9

Poi Abimèlec chiamò Abramo e gli disse: «Che cosa ci hai fatto? E che colpa ho commesso contro di te, perché tu abbia esposto me e il mio regno a un peccato tanto grande? Tu hai fatto a mio riguardo azioni che non si fanno».

   

Poi Abimelech disse ad Abramo: "A che miravi agendo in tal modo?".

Gen 20,10

Poi Abimèlec disse ad Abramo: «A che cosa miravi agendo in tal modo?».

   

Rispose Abramo: "Io mi sono detto: certo non vi sarà timor di Dio in questo luogo e mi uccideranno a causa di mia moglie.

Gen 20,11

Rispose Abramo: «Io mi sono detto: certo non vi sarà timor di Dio in questo luogo e mi uccideranno a causa di mia moglie.

   

Inoltre essa è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre, ed è divenuta mia moglie.

Gen 20,12

Inoltre ella è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre, ed è divenuta mia moglie.

   

Quando Dio mi ha fatto errare lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai: in ogni luogo dove noi arriveremo dirai di me: è mio fratello".

Gen 20,13

Quando Dio mi ha fatto andare errando lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: “Questo è il favore che tu mi farai: in ogni luogo dove noi arriveremo dirai di me: è mio fratello”».

   

Allora Abimelech prese greggi e armenti, schiavi e schiave, li diede ad Abramo e gli restituì la moglie Sara.

Gen 20,14

Allora Abimèlec prese greggi e armenti, schiavi e schiave, li diede ad Abramo e gli restituì la moglie Sara.

   

Inoltre Abimelech disse: "Ecco davanti a te il mio territorio: va' ad abitare dove ti piace!".

Gen 20,15

Inoltre Abimèlec disse: «Ecco davanti a te il mio territorio: va’ ad abitare dove ti piace!».

   

A Sara disse: "Ecco, ho dato mille pezzi d'argento a tuo fratello: sarà per te come un risarcimento di fronte a quanti sono con te. Così tu sei in tutto riabilitata".

Gen 20,16

A Sara disse: «Ecco, ho dato mille pezzi d’argento a tuo fratello: sarà per te come un risarcimento di fronte a quanti sono con te. Così tu sei in tutto riabilitata».

   

Abramo pregò Dio e Dio guarì Abimelech, sua moglie e le sue serve, sì che poterono ancora partorire.

Gen 20,17

Abramo pregò Dio e Dio guarì Abimèlec, sua moglie e le sue serve, sì che poterono ancora aver figli.

   

Perché il Signore aveva reso sterili tutte le donne della casa di Abimelech, per il fatto di Sara, moglie di Abramo.

Gen 20,18

Il Signore, infatti, aveva reso sterili tutte le donne della casa di Abimèlec, per il fatto di Sara, moglie di Abramo.

   

Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.

Gen 21,1

Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.

   

Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato.

Gen 21,2

Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato.

   

Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

Gen 21,3

Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

   

Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato.

Gen 21,4

Abramo circoncise suo figlio Isacco quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato.

   

Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco.

Gen 21,5

Abramo aveva cento anni quando gli nacque il figlio Isacco.

   

Allora Sara disse: "Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!".

Gen 21,6

Allora Sara disse: «Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà riderà lietamente di me!».

   

Poi disse: "Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!".

Gen 21,7

Poi disse: «Chi avrebbe mai detto ad Abramo che Sara avrebbe allattato figli? Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!».

   

Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato.

Gen 21,8

Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato.

   

Ma Sara vide che il figlio di Agar l'Egiziana, quello che essa aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco.

Gen 21,9

Ma Sara vide che il figlio di Agar l’Egiziana, quello che lei aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco.

   

Disse allora ad Abramo: "Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco".

Gen 21,10

Disse allora ad Abramo: «Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco».

   

La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo figlio.

Gen 21,11

La cosa sembrò un gran male agli occhi di Abramo a motivo di suo figlio.

   

Ma Dio disse ad Abramo: "Non ti dispiaccia questo, per il fanciullo e la tua schiava: ascolta la parola di Sara in quanto ti dice, ascolta la sua voce, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe.

Gen 21,12

Ma Dio disse ad Abramo: «Non sembri male ai tuoi occhi questo, riguardo al fanciullo e alla tua schiava: ascolta la voce di Sara in tutto quello che ti dice, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe.

   

Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole".

Gen 21,13

Ma io farò diventare una nazione anche il figlio della schiava, perché è tua discendenza».

   

Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Essa se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea.

Gen 21,14

Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre d’acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Ella se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea.

   

Tutta l'acqua dell'otre era venuta a mancare. Allora essa depose il fanciullo sotto un cespuglio

Gen 21,15

Tutta l’acqua dell’otre era venuta a mancare. Allora depose il fanciullo sotto un cespuglio

   

e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d'arco, perché diceva: "Non voglio veder morire il fanciullo!". Quando gli si fu seduta di fronte, egli alzò la voce e pianse.

Gen 21,16

e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d’arco, perché diceva: «Non voglio veder morire il fanciullo!». Sedutasi di fronte, alzò la voce e pianse.

   

Ma Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: "Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova.

Gen 21,17

Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: «Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova.

   

Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione".

Gen 21,18

Àlzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione».

   

Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo d'acqua. Allora andò a riempire l'otre e fece bere il fanciullo.

Gen 21,19

Dio le aprì gli occhi ed ella vide un pozzo d’acqua. Allora andò a riempire l’otre e diede da bere al fanciullo.

   

E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco.

Gen 21,20

E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d’arco.

   

Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d'Egitto.

Gen 21,21

Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie della terra d’Egitto.

   

In quel tempo Abimelech con Picol, capo del suo esercito, disse ad Abramo: "Dio è con te in quanto fai.

Gen 21,22

In quel tempo Abimèlec con Picol, capo del suo esercito, disse ad Abramo: «Dio è con te in quello che fai.

   

Ebbene, giurami qui per Dio che tu non ingannerai né me né i miei figli né i miei discendenti: come io ho agito amichevolmente con te, così tu agirai con me e con il paese nel quale sei forestiero".

Gen 21,23

Ebbene, giurami qui per Dio che tu non ingannerai né me né la mia prole né i miei discendenti: come io ho agito lealmente con te, così tu agirai con me e con la terra nella quale sei ospitato».

   

Rispose Abramo: "Io lo giuro".

Gen 21,24

Rispose Abramo: «Io lo giuro».

   

Ma Abramo rimproverò Abimèlech a causa di un pozzo d'acqua, che i servi di Abimelech avevano usurpato.

Gen 21,25

Ma Abramo rimproverò Abimèlec a causa di un pozzo d’acqua, che i servi di Abimèlec avevano usurpato.

   

Abimelech disse: "Io non so chi abbia fatto questa cosa: né tu me ne hai informato, né io ne ho sentito parlare se non oggi".

Gen 21,26

Abimèlec disse: «Io non so chi abbia fatto questa cosa: né tu me ne hai informato né io ne ho sentito parlare prima d’oggi».

   

Allora Abramo prese alcuni capi del gregge e dell'armento, li diede ad Abimelech: tra loro due conclusero un'alleanza.

Gen 21,27

Allora Abramo prese alcuni capi del gregge e dell’armento e li diede ad Abimèlec: tra loro due conclusero un’alleanza.

   

Poi Abramo mise in disparte sette agnelle del gregge.

Gen 21,28

Poi Abramo mise in disparte sette agnelle del gregge.

   

Abimelech disse ad Abramo: "Che significano quelle sette agnelle che hai messe in disparte?".

Gen 21,29

Abimèlec disse ad Abramo: «Che significano quelle sette agnelle che hai messo in disparte?».

   

Rispose: "Tu accetterai queste sette agnelle dalla mia mano, perché ciò mi valga di testimonianza che io ho scavato questo pozzo".

Gen 21,30

Rispose: «Tu accetterai queste sette agnelle dalla mia mano, perché ciò mi valga di testimonianza che ho scavato io questo pozzo».

   

Per questo quel luogo si chiamò Bersabea, perché là fecero giuramento tutti e due.

Gen 21,31

Per questo quel luogo si chiamò Bersabea, perché là fecero giuramento tutti e due.

   

E dopo che ebbero concluso l'alleanza a Bersabea, Abimelech si alzò con Picol, capo del suo esercito, e ritornarono nel paese dei Filistei.

Gen 21,32

E dopo che ebbero concluso l’alleanza a Bersabea, Abimèlec si alzò con Picol, capo del suo esercito, e ritornarono nel territorio dei Filistei.

   

Abramo piantò un tamerice in Bersabea, e lì invocò il nome del Signore, Dio dell'eternità.

Gen 21,33

Abramo piantò un tamerisco a Bersabea, e lì invocò il nome del Signore, Dio dell’eternità.

   

E fu forestiero nel paese dei Filistei per molto tempo.

Gen 21,34

E visse come forestiero nel territorio dei Filistei per molto tempo.

   

Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!".

Gen 22,1

Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!».

   

Riprese: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va' nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò".

Gen 22,2

Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».

   

Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.

Gen 22,3

Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.

   

Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo.

Gen 22,4

Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo.

   

Allora Abramo disse ai suoi servi: "Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi".

Gen 22,5

Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi».

   

Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme.

Gen 22,6

Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme.

   

Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: "Padre mio!". Rispose: "Eccomi, figlio mio". Riprese: "Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?".

Gen 22,7

Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?».

   

Abramo rispose: "Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!". Proseguirono tutt'e due insieme;

Gen 22,8

Abramo rispose: «Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutti e due insieme.

   

così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna.

Gen 22,9

Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna.

   

Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.

Gen 22,10

Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.

   

Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!".

Gen 22,11

Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!».

   

L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio".

Gen 22,12

L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».

   

Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.

Gen 22,13

Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.

   

Abramo chiamò quel luogo: "Il Signore provvede", perciò oggi si dice: "Sul monte il Signore provvede".

Gen 22,14

Abramo chiamò quel luogo «Il Signore vede»; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore si fa vedere».

   

L'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta

Gen 22,15

L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta

   

e disse: "Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio,

Gen 22,16

e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito,

   

io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.

Gen 22,17

io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.

   

Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce".

Gen 22,18

Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

   

Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.

Gen 22,19

Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.

   

Dopo queste cose, ad Abramo fu portata questa notizia: "Ecco Milca ha partorito figli a Nacor tuo fratello":

Gen 22,20

Dopo queste cose, fu annunciato ad Abramo che anche Milca aveva partorito figli a Nacor, suo fratello:

   

Uz, il primogenito, e suo fratello Buz e Kamuel il padre di Aram

Gen 22,21

Us, il primogenito, e suo fratello Buz e Kemuèl, il padre di Aram,

   

e Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e Betuel;

Gen 22,22

e Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e Betuèl.

   

Betuel generò Rebecca: questi otto figli partorì Milca a Nacor, fratello di Abramo.

Gen 22,23

Betuèl generò Rebecca. Milca partorì questi otto figli a Nacor, fratello di Abramo.

   

Anche la sua concubina, chiamata Reuma, partorì figli: Tebach, Gacam, Tacas e Maaca.

Gen 22,24

Anche la sua concubina, chiamata Reumà, partorì figli: Tebach, Gacam, Tacas e Maacà.

   

Gli anni della vita di Sara furono centoventisette: questi furono gli anni della vita di Sara.

Gen 23,1

Gli anni della vita di Sara furono centoventisette: questi furono gli anni della vita di Sara.

   

Sara morì a Kiriat-Arba, cioè Ebron, nel paese di Canaan, e Abramo venne a fare il lamento per Sara e a piangerla.

Gen 23,2

Sara morì a Kiriat-Arbà, cioè Ebron, nella terra di Canaan, e Abramo venne a fare il lamento per Sara e a piangerla.

   

Poi Abramo si staccò dal cadavere di lei e parlò agli Hittiti:

Gen 23,3

Poi Abramo si staccò dalla salma e parlò agli Ittiti:

   

"Io sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la proprietà di un sepolcro in mezzo a voi, perché io possa portar via la salma e seppellirla".

Gen 23,4

«Io sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la proprietà di un sepolcro in mezzo a voi, perché io possa portar via il morto e seppellirlo».

   

Allora gli Hittiti risposero:

Gen 23,5

Allora gli Ittiti risposero ad Abramo dicendogli:

   

"Ascolta noi, piuttosto, signore: tu sei un principe di Dio in mezzo a noi: seppellisci il tuo morto nel migliore dei nostri sepolcri. Nessuno di noi ti proibirà di seppellire la tua defunta nel suo sepolcro".

Gen 23,6

«Ascolta noi, piuttosto, signore. Tu sei un principe di Dio in mezzo a noi: seppellisci il tuo morto nel migliore dei nostri sepolcri. Nessuno di noi ti proibirà di seppellire il tuo morto nel suo sepolcro».

   

Abramo si alzò, si prostrò davanti alla gente del paese, davanti agli Hittiti e parlò loro:

Gen 23,7

Abramo si alzò, si prostrò davanti al popolo della regione, davanti agli Ittiti,

   

"Se è secondo il vostro desiderio che io porti via il mio morto e lo seppellisca, ascoltatemi e insistete per me presso Efron, figlio di Zocar,

Gen 23,8

e parlò loro: «Se è secondo il vostro desiderio che io porti via il mio morto e lo seppellisca, ascoltatemi e insistete per me presso Efron, figlio di Socar,

   

perché mi dia la sua caverna di Macpela, che è all'estremità del suo campo. Me la ceda per il suo prezzo intero come proprietà sepolcrale in mezzo a voi".

Gen 23,9

perché mi dia la sua caverna di Macpela, che è all’estremità del suo campo. Me la ceda per il suo prezzo intero come proprietà sepolcrale in mezzo a voi».

   

Ora Efron stava seduto in mezzo agli Hittiti. Efron l'Hittita rispose ad Abramo, mentre lo ascoltavano gli Hittiti, quanti entravano per la porta della sua città, e disse:

Gen 23,10

Ora Efron stava seduto in mezzo agli Ittiti. Efron l’Ittita rispose ad Abramo, mentre lo ascoltavano gli Ittiti, quanti erano convenuti alla porta della sua città, e disse:

   

"Ascolta me, piuttosto, mio signore: ti cedo il campo con la caverna che vi si trova, in presenza dei figli del mio popolo te la cedo: seppellisci il tuo morto".

Gen 23,11

«Ascolta me, piuttosto, mio signore: ti cedo il campo con la caverna che vi si trova, in presenza dei figli del mio popolo te la cedo: seppellisci il tuo morto».

   

Allora Abramo si prostrò a lui alla presenza della gente del paese.

Gen 23,12

Allora Abramo si prostrò a lui alla presenza del popolo della regione.

   

Parlò ad Efron, mentre lo ascoltava la gente del paese, e disse: "Se solo mi volessi ascoltare: io ti do il prezzo del campo. Accettalo da me, così io seppellirò là il mio morto".

Gen 23,13

Parlò a Efron, mentre lo ascoltava il popolo della regione, e disse: «Se solo mi volessi ascoltare: io ti do il prezzo del campo. Accettalo da me, così là seppellirò il mio morto».

   

Efron rispose ad Abramo:

Gen 23,14

Efron rispose ad Abramo:

   

"Ascolta me piuttosto, mio signore: un terreno del valore di quattrocento sicli d'argento che cosa è mai tra me e te? Seppellisci dunque il tuo morto".

Gen 23,15

«Ascolta me piuttosto, mio signore: un terreno del valore di quattrocento sicli d’argento che cosa è mai tra me e te? Seppellisci dunque il tuo morto».

   

Abramo accettò le richieste di Efron e Abramo pesò ad Efron il prezzo che questi aveva detto, mentre lo ascoltavano gli Hittiti, cioè quattrocento sicli d'argento, nella moneta corrente sul mercato.

Gen 23,16

Abramo accettò le richieste di Efron e Abramo pesò a Efron il prezzo che questi aveva detto, mentre lo ascoltavano gli Ittiti, cioè quattrocento sicli d’argento, secondo la misura in corso sul mercato.

   

Così il campo di Efron che si trovava in Macpela, di fronte a Mamre, il campo e la caverna che vi si trovava e tutti gli alberi che erano dentro il campo e intorno al suo limite,

Gen 23,17

Così il campo di Efron, che era a Macpela, di fronte a Mamre, il campo e la caverna che vi si trovava e tutti gli alberi che erano dentro il campo e intorno al suo limite

   

passarono in proprietà ad Abramo, alla presenza degli Hittiti, di quanti entravano nella porta della città.

Gen 23,18

passarono in proprietà ad Abramo, alla presenza degli Ittiti, di quanti erano convenuti alla porta della città.

   

Dopo, Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan.

Gen 23,19

Poi Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nella terra di Canaan.

   

Il campo e la caverna che vi si trovava passarono dagli Hittiti ad Abramo in proprietà sepolcrale.

Gen 23,20

Il campo e la caverna che vi si trovava passarono dagli Ittiti ad Abramo in proprietà sepolcrale.

   

Abramo era ormai vecchio, avanti negli anni, e il Signore lo aveva benedetto in ogni cosa.

Gen 24,1

Abramo era ormai vecchio, avanti negli anni, e il Signore lo aveva benedetto in tutto.

   

Allora Abramo disse al suo servo, il più anziano della sua casa, che aveva potere su tutti i suoi beni: "Metti la mano sotto la mia coscia

Gen 24,2

Allora Abramo disse al suo servo, il più anziano della sua casa, che aveva potere su tutti i suoi beni: «Metti la mano sotto la mia coscia

   

e ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito,

Gen 24,3

e ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito,

   

ma che andrai al mio paese, nella mia patria, a scegliere una moglie per mio figlio Isacco".

Gen 24,4

ma che andrai nella mia terra, tra la mia parentela, a scegliere una moglie per mio figlio Isacco».

   

Gli disse il servo: "Se la donna non mi vuol seguire in questo paese, dovrò forse ricondurre tuo figlio al paese da cui tu sei uscito?".

Gen 24,5

Gli disse il servo: «Se la donna non mi vuol seguire in questa terra, dovrò forse ricondurre tuo figlio alla terra da cui tu sei uscito?».

   

Gli rispose Abramo: "Guardati dal ricondurre là mio figlio!

Gen 24,6

Gli rispose Abramo: «Guàrdati dal ricondurre là mio figlio!

   

Il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che mi ha tolto dalla casa di mio padre e dal mio paese natio, che mi ha parlato e mi ha giurato: Alla tua discendenza darò questo paese, egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, perché tu possa prendere di là una moglie per il mio figlio.

Gen 24,7

Il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che mi ha preso dalla casa di mio padre e dalla mia terra natia, che mi ha parlato e mi ha giurato: “Alla tua discendenza darò questa terra”, egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, perché tu possa prendere di là una moglie per mio figlio.

   

Se la donna non vorrà seguirti, allora sarai libero dal giuramento a me fatto; ma non devi ricondurre là il mio figlio".

Gen 24,8

Se la donna non vorrà seguirti, allora sarai libero dal giuramento a me fatto; ma non devi ricondurre là mio figlio».

   

Il servo mise la mano sotto la coscia di Abramo, suo padrone, e gli prestò giuramento riguardo a questa cosa.

Gen 24,9

Il servo mise la mano sotto la coscia di Abramo, suo padrone, e gli prestò così il giuramento richiesto.

   

Il servo prese dieci cammelli del suo padrone e, portando ogni sorta di cose preziose del suo padrone, si mise in viaggio e andò nel Paese dei due fiumi, alla città di Nacor.

Gen 24,10

Il servo prese dieci cammelli del suo padrone e, portando ogni sorta di cose preziose del suo padrone, si mise in viaggio e andò in Aram Naharàim, alla città di Nacor.

   

Fece inginocchiare i cammelli fuori della città, presso il pozzo d'acqua, nell'ora della sera, quando le donne escono ad attingere.

Gen 24,11

Fece inginocchiare i cammelli fuori della città, presso il pozzo d’acqua, nell’ora della sera, quando le donne escono ad attingere.

   

E disse: "Signore, Dio del mio padrone Abramo, concedimi un felice incontro quest'oggi e usa benevolenza verso il mio padrone Abramo!

Gen 24,12

E disse: «Signore, Dio del mio padrone Abramo, concedimi un felice incontro quest’oggi e usa bontà verso il mio padrone Abramo!

   

Ecco, io sto presso la fonte dell'acqua, mentre le fanciulle della città escono per attingere acqua.

Gen 24,13

Ecco, io sto presso la fonte dell’acqua, mentre le figlie degli abitanti della città escono per attingere acqua.

   

Ebbene, la ragazza alla quale dirò: Abbassa l'anfora e lasciami bere, e che risponderà: Bevi, anche ai tuoi cammelli darò da bere, sia quella che tu hai destinata al tuo servo Isacco; da questo riconoscerò che tu hai usato benevolenza al mio padrone".

Gen 24,14

Ebbene, la ragazza alla quale dirò: “Abbassa l’anfora e lasciami bere”, e che risponderà: “Bevi, anche ai tuoi cammelli darò da bere”, sia quella che tu hai destinato al tuo servo Isacco; da questo riconoscerò che tu hai usato bontà verso il mio padrone».

   

Non aveva ancora finito di parlare, quand'ecco Rebecca, che era nata a Betuèl figlio di Milca, moglie di Nacor, fratello di Abramo, usciva con l'anfora sulla spalla.

Gen 24,15

Non aveva ancora finito di parlare, quand’ecco Rebecca, che era figlia di Betuèl, figlio di Milca, moglie di Nacor, fratello di Abramo, usciva con l’anfora sulla spalla.

   

La giovinetta era molto bella d'aspetto, era vergine, nessun uomo le si era unito. Essa scese alla sorgente, riempì l'anfora e risalì.

Gen 24,16

La giovinetta era molto bella d’aspetto, era vergine, nessun uomo si era unito a lei. Ella scese alla sorgente, riempì l’anfora e risalì.

   

Il servo allora le corse incontro e disse: "Fammi bere un po' d'acqua dalla tua anfora".

Gen 24,17

Il servo allora le corse incontro e disse: «Fammi bere un po’ d’acqua dalla tua anfora».

   

Rispose: "Bevi, mio signore". In fretta calò l'anfora sul braccio e lo fece bere.

Gen 24,18

Rispose: «Bevi, mio signore». In fretta calò l’anfora sul braccio e lo fece bere.

   

Come ebbe finito di dargli da bere, disse: "Anche per i tuoi cammelli ne attingerò, finché finiranno di bere".

Gen 24,19

Come ebbe finito di dargli da bere, disse: «Anche per i tuoi cammelli ne attingerò, finché non avranno finito di bere».

   

In fretta vuotò l'anfora nell'abbeveratoio, corse di nuovo ad attingere al pozzo e attinse per tutti i cammelli di lui.

Gen 24,20

In fretta vuotò l’anfora nell’abbeveratoio, corse di nuovo ad attingere al pozzo e attinse per tutti i cammelli di lui.

   

Intanto quell'uomo la contemplava in silenzio, in attesa di sapere se il Signore avesse o no concesso buon esito al suo viaggio.

Gen 24,21

Intanto quell’uomo la contemplava in silenzio, in attesa di sapere se il Signore avesse o no concesso buon esito al suo viaggio.

   

Quando i cammelli ebbero finito di bere, quell'uomo prese un pendente d'oro del peso di mezzo siclo e glielo pose alle narici e le pose sulle braccia due braccialetti del peso di dieci sicli d'oro.

Gen 24,22

Quando i cammelli ebbero finito di bere, quell’uomo prese un pendente d’oro del peso di mezzo siclo e glielo mise alle narici, e alle sue braccia mise due braccialetti del peso di dieci sicli d’oro.

   

E disse: "Di chi sei figlia? Dimmelo. C'è posto per noi in casa di tuo padre, per passarvi la notte?".

Gen 24,23

E disse: «Di chi sei figlia? Dimmelo. C’è posto per noi in casa di tuo padre, per passarvi la notte?».

   

Gli rispose: "Io sono figlia di Betuel, il figlio che Milca partorì a Nacor".

Gen 24,24

Gli rispose: «Io sono figlia di Betuèl, il figlio che Milca partorì a Nacor».

   

E soggiunse: "C'è paglia e foraggio in quantità da noi e anche posto per passare la notte".

Gen 24,25

E soggiunse: «C’è paglia e foraggio in quantità da noi e anche posto per passare la notte».

   

Quell'uomo si inginocchiò e si prostrò al Signore

Gen 24,26

Quell’uomo si inginocchiò e si prostrò al Signore

   

e disse: "Sia benedetto il Signore, Dio del mio padrone Abramo, che non ha cessato di usare benevolenza e fedeltà verso il mio padrone. Quanto a me, il Signore mi ha guidato sulla via fino alla casa dei fratelli del mio padrone".

Gen 24,27

e disse: «Sia benedetto il Signore, Dio del mio padrone Abramo, che non ha cessato di usare bontà e fedeltà verso il mio padrone. Quanto a me, il Signore mi ha guidato sulla via fino alla casa dei fratelli del mio padrone».

   

La giovinetta corse ad annunziare alla casa di sua madre tutte queste cose.

Gen 24,28

La giovinetta corse ad annunciare alla casa di sua madre tutte queste cose.

   

Ora Rebecca aveva un fratello chiamato Labano e Labano corse fuori da quell'uomo al pozzo.

Gen 24,29

Ora Rebecca aveva un fratello chiamato Làbano e Làbano corse fuori da quell’uomo al pozzo.

   

Egli infatti, visti il pendente e i braccialetti alle braccia della sorella e udite queste parole di Rebecca, sua sorella: "Così mi ha parlato quell'uomo", venne da costui che ancora stava presso i cammelli vicino al pozzo.

Gen 24,30

Egli infatti, visti il pendente e i braccialetti alle braccia della sorella e udite queste parole di Rebecca, sua sorella: «Così mi ha parlato quell’uomo», andò da lui, che stava ancora presso i cammelli vicino al pozzo.

   

Gli disse: "Vieni, benedetto dal Signore! Perché te ne stai fuori, mentre io ho preparato la casa e un posto per i cammelli?".

Gen 24,31

Gli disse: «Vieni, benedetto dal Signore! Perché te ne stai fuori, mentre io ho preparato la casa e un posto per i cammelli?».

   

Allora l'uomo entrò in casa e quegli tolse il basto ai cammelli, fornì paglia e foraggio ai cammelli e acqua per lavare i piedi a lui e ai suoi uomini.

Gen 24,32

Allora l’uomo entrò in casa e Làbano tolse il basto ai cammelli, fornì paglia e foraggio ai cammelli e acqua per lavare i piedi a lui e ai suoi uomini.

   

Quindi gli fu posto davanti da mangiare, ma egli disse; "Non mangerò, finché non avrò detto quello che devo dire". Gli risposero: "Di' pure".

Gen 24,33

Quindi gli fu posto davanti da mangiare, ma egli disse: «Non mangerò, finché non avrò detto quello che devo dire». Gli risposero: «Di’ pure».

   

E disse: "Io sono un servo di Abramo.

Gen 24,34

E disse: «Io sono un servo di Abramo.

   

Il Signore ha benedetto molto il mio padrone, che è diventato potente: gli ha concesso greggi e armenti, argento e oro, schiavi e schiave, cammelli e asini.

Gen 24,35

Il Signore ha benedetto molto il mio padrone, che è diventato potente: gli ha concesso greggi e armenti, argento e oro, schiavi e schiave, cammelli e asini.

   

Sara, la moglie del mio padrone, gli ha partorito un figlio, quando ormai era vecchio, al quale egli ha dato tutti i suoi beni.

Gen 24,36

Sara, la moglie del mio padrone, quando ormai era vecchia, gli ha partorito un figlio, al quale egli ha dato tutti i suoi beni.

   

E il mio padrone mi ha fatto giurare: Non devi prendere per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito,

Gen 24,37

E il mio padrone mi ha fatto giurare: “Non devi prendere per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito,

   

ma andrai alla casa di mio padre, alla mia famiglia, a prendere una moglie per mio figlio.

Gen 24,38

ma andrai alla casa di mio padre, alla mia famiglia, a prendere una moglie per mio figlio”.

   

Io dissi al mio padrone: Forse la donna non mi seguirà.

Gen 24,39

Io dissi al mio padrone: “Forse la donna non vorrà seguirmi”.

   

Mi rispose: Il Signore, alla cui presenza io cammino, manderà con te il suo angelo e darà felice esito al tuo viaggio, così che tu possa prendere una moglie per il mio figlio dalla mia famiglia e dalla casa di mio padre.

Gen 24,40

Mi rispose: “Il Signore, alla cui presenza io cammino, manderà con te il suo angelo e darà felice esito al tuo viaggio, così che tu possa prendere una moglie per mio figlio dalla mia famiglia e dalla casa di mio padre.

   

Solo quando sarai andato alla mia famiglia, sarai esente dalla mia maledizione; se non volessero cedertela, sarai esente dalla mia maledizione.

Gen 24,41

Solo quando sarai andato dalla mia famiglia, sarai esente dalla mia maledizione; se loro non volessero cedertela, tu sarai esente dalla mia maledizione”.

   

Così oggi sono arrivato alla fonte e ho detto: Signore, Dio del mio padrone Abramo, se stai per dar buon esito al viaggio che sto compiendo,

Gen 24,42

Così oggi sono arrivato alla fonte e ho detto: “Signore, Dio del mio padrone Abramo, se tu vorrai dare buon esito al viaggio che sto compiendo,

   

ecco, io sto presso la fonte d'acqua; ebbene, la giovane che uscirà ad attingere, alla quale io dirò: Fammi bere un po' d'acqua dalla tua anfora,

Gen 24,43

ecco, io sto presso la fonte d’acqua; ebbene, la giovane che uscirà ad attingere, alla quale io dirò: Fammi bere un po’ d’acqua dalla tua anfora,

   

e mi risponderà: Bevi tu; anche per i tuoi cammelli attingerò, quella sarà la moglie che il Signore ha destinata al figlio del mio padrone.

Gen 24,44

e mi risponderà: Bevi tu e ne attingerò anche per i tuoi cammelli, quella sarà la moglie che il Signore ha destinato al figlio del mio padrone”.

   

Io non avevo ancora finito di pensare, quand'ecco Rebecca uscire con l'anfora sulla spalla; scese alla fonte, attinse; io allora le dissi: Fammi bere.

Gen 24,45

Io non avevo ancora finito di pensare a queste cose, quand’ecco Rebecca uscì con l’anfora sulla spalla, scese alla fonte e attinse acqua; io allora le dissi: “Fammi bere”.

   

Subito essa calò l'anfora e disse: Bevi; anche ai tuoi cammelli darò da bere. Così io bevvi ed essa diede da bere anche ai cammelli.

Gen 24,46

Subito lei calò l’anfora e disse: “Bevi; anche ai tuoi cammelli darò da bere”. Così io bevvi ed ella diede da bere anche ai cammelli.

   

E io la interrogai: Di chi sei figlia? Rispose: Sono figlia di Betuel, il figlio che Milca ha partorito a Nacor. Allora le posi il pendente alle narici e i braccialetti alle braccia.

Gen 24,47

E io la interrogai: “Di chi sei figlia?”. Rispose: “Sono figlia di Betuèl, il figlio che Milca ha partorito a Nacor”. Allora le posi il pendente alle narici e i braccialetti alle braccia.

   

Poi mi inginocchiai e mi prostrai al Signore e benedissi il Signore, Dio del mio padrone Abramo, il quale mi aveva guidato per la via giusta a prendere per suo figlio la figlia del fratello del mio padrone.

Gen 24,48

Poi mi inginocchiai e mi prostrai al Signore e benedissi il Signore, Dio del mio padrone Abramo, il quale mi aveva guidato per la via giusta a prendere per suo figlio la figlia del fratello del mio padrone.

   

Ora, se intendete usare benevolenza e lealtà verso il mio padrone, fatemelo sapere; se no, fatemelo sapere ugualmente, perché io mi rivolga altrove".

Gen 24,49

Ora, se intendete usare bontà e fedeltà verso il mio padrone, fatemelo sapere; se no, fatemelo sapere ugualmente, perché io mi rivolga altrove».

   

Allora Labano e Betuel risposero: "La cosa procede dal Signore, non possiamo dirti nulla.

Gen 24,50

Allora Làbano e Betuèl risposero: «La cosa procede dal Signore, non possiamo replicarti nulla, né in bene né in male.

   

Ecco Rebecca davanti a te: prendila e va' e sia la moglie del figlio del tuo padrone, come ha parlato il Signore".

Gen 24,51

Ecco Rebecca davanti a te: prendila, va’ e sia la moglie del figlio del tuo padrone, come ha parlato il Signore».

   

Quando il servo di Abramo udì le loro parole, si prostrò a terra davanti al Signore.

Gen 24,52

Quando il servo di Abramo udì le loro parole, si prostrò a terra davanti al Signore.

   

Poi il servo tirò fuori oggetti d'argento e oggetti d'oro e vesti e li diede a Rebecca; doni preziosi diede anche al fratello e alla madre di lei.

Gen 24,53

Poi il servo estrasse oggetti d’argento, oggetti d’oro e vesti e li diede a Rebecca; doni preziosi diede anche al fratello e alla madre di lei.

   

Poi mangiarono e bevvero lui e i suoi uomini e passarono la notte. Quando si alzarono alla mattina, egli disse: "Lasciatemi andare dal mio padrone".

Gen 24,54

Poi mangiarono e bevvero lui e i suoi uomini e passarono la notte. Quando si alzarono alla mattina, egli disse: «Lasciatemi andare dal mio padrone».

   

Ma il fratello e la madre di lei dissero: "Rimanga la giovinetta con noi qualche tempo, una decina di giorni; dopo, te ne andrai".

Gen 24,55

Ma il fratello e la madre di lei dissero: «Rimanga la giovinetta con noi qualche tempo, una decina di giorni; dopo, te ne andrai».

   

Rispose loro: "Non trattenetemi, mentre il Signore ha concesso buon esito al mio viaggio. Lasciatemi partire per andare dal mio padrone!".

Gen 24,56

Rispose loro: «Non trattenetemi, mentre il Signore ha concesso buon esito al mio viaggio. Lasciatemi partire per andare dal mio padrone!».

   

Dissero allora: "Chiamiamo la giovinetta e domandiamo a lei stessa".

Gen 24,57

Dissero allora: «Chiamiamo la giovinetta e domandiamo a lei stessa».

   

Chiamarono dunque Rebecca e le dissero: "Vuoi partire con quest'uomo?". Essa rispose: "Andrò".

Gen 24,58

Chiamarono dunque Rebecca e le dissero: «Vuoi partire con quest’uomo?». Ella rispose: «Sì».

   

Allora essi lasciarono partire Rebecca con la nutrice, insieme con il servo di Abramo e i suoi uomini.

Gen 24,59

Allora essi lasciarono partire la loro sorella Rebecca con la nutrice, insieme con il servo di Abramo e i suoi uomini.

   

Benedissero Rebecca e le dissero: "Tu, sorella nostra, diventa migliaia di miriadi e la tua stirpe conquisti la porta dei suoi nemici!".

Gen 24,60

Benedissero Rebecca e le dissero: «Tu, sorella nostra, diventa migliaia di miriadi e la tua stirpe conquisti le città dei suoi nemici!».

   

Così Rebecca e le sue ancelle si alzarono, montarono sui cammelli e seguirono quell'uomo. Il servo prese con sé Rebecca e partì.

Gen 24,61

Così Rebecca e le sue ancelle si alzarono, salirono sui cammelli e seguirono quell’uomo. Il servo prese con sé Rebecca e partì.

   

Intanto Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roi; abitava infatti nel territorio del Negheb.

Gen 24,62

Intanto Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roì; abitava infatti nella regione del Negheb.

   

Isacco uscì sul fare della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli.

Gen 24,63

Isacco uscì sul far della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli.

   

Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello.

Gen 24,64

Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello.

   

E disse al servo: "Chi è quell'uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?". Il servo rispose: "È il mio padrone". Allora essa prese il velo e si coprì.

Gen 24,65

E disse al servo: «Chi è quell’uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?». Il servo rispose: «È il mio padrone». Allora ella prese il velo e si coprì.

   

Il servo raccontò ad Isacco tutte le cose che aveva fatte.

Gen 24,66

Il servo raccontò a Isacco tutte le cose che aveva fatto.

   

Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l'amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della madre.

Gen 24,67

Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della madre.

   

Abramo prese un'altra moglie: essa aveva nome Chetura.

Gen 25,1

Abramo prese un’altra moglie, che aveva nome Keturà.

   

Essa gli partorì Zimran, Ioksan, Medan, Madian, Isbak e Suach.

Gen 25,2

Ella gli partorì Zimran, Ioksan, Medan, Madian, Isbak e Suach.

   

Ioksan generò Saba e Dedan e i figli di Dedan furono gli Asurim, i Letusim e i Leummim.

Gen 25,3

Ioksan generò Saba e Dedan, e i figli di Dedan furono gli Assurìm, i Letusìm e i Leummìm.

   

I figli di Madian furono Efa, Efer, Enoch, Abida ed Eldaa. Tutti questi sono i figli di Chetura.

Gen 25,4

I figli di Madian furono Efa, Efer, Enoc, Abidà ed Eldaà. Tutti questi sono i figli di Keturà.

   

Abramo diede tutti i suoi beni a Isacco.

Gen 25,5

Abramo diede tutti i suoi beni a Isacco.

   

Quanto invece ai figli delle concubine, che Abramo aveva avute, diede loro doni e, mentre era ancora in vita, li licenziò, mandandoli lontano da Isacco suo figlio, verso il levante, nella regione orientale.

Gen 25,6

Invece ai figli delle concubine, che aveva avuto, Abramo fece doni e, mentre era ancora in vita, li licenziò, mandandoli lontano da Isacco suo figlio, verso il levante, nella regione orientale.

   

La durata della vita di Abramo fu di centosettantacinque anni.

Gen 25,7

L’intera durata della vita di Abramo fu di centosettantacinque anni.

   

Poi Abramo spirò e morì in felice canizie, vecchio e sazio di giorni, e si riunì ai suoi antenati.

Gen 25,8

Poi Abramo spirò e morì in felice canizie, vecchio e sazio di giorni, e si riunì ai suoi antenati.

   

Lo seppellirono i suoi figli, Isacco e Ismaele, nella caverna di Macpela, nel campo di Efron, figlio di Zocar, l'Hittita, di fronte a Mamre.

Gen 25,9

Lo seppellirono i suoi figli, Isacco e Ismaele, nella caverna di Macpela, nel campo di Efron, figlio di Socar, l’Ittita, di fronte a Mamre.

   

È appunto il campo che Abramo aveva comperato dagli Hittiti: ivi furono sepolti Abramo e sua moglie Sara.

Gen 25,10

È appunto il campo che Abramo aveva comprato dagli Ittiti: ivi furono sepolti Abramo e sua moglie Sara.

   

Dopo la morte di Abramo, Dio benedisse il figlio di lui Isacco e Isacco abitò presso il pozzo di Lacai-Roi.

Gen 25,11

Dopo la morte di Abramo, Dio benedisse il figlio di lui Isacco e Isacco abitò presso il pozzo di Lacai-Roì.

   

Questa è la discendenza di Ismaele, figlio di Abramo, che gli aveva partorito Agar l'Egiziana, schiava di Sara.

Gen 25,12

Questa è la discendenza di Ismaele, figlio di Abramo, che gli aveva partorito Agar l’Egiziana, schiava di Sara.

   

Questi sono i nomi dei figli d'Ismaele, con il loro elenco in ordine di generazione: il primogenito di Ismaele è Nebaiot, poi Kedar, Adbeel, Mibsam,

Gen 25,13

Questi sono i nomi dei figli d’Ismaele, con il loro elenco in ordine di generazione: il primogenito di Ismaele è Nebaiòt, poi Kedar, Adbeèl, Mibsam,

   

Misma, Duma, Massa,

Gen 25,14

Misma, Duma, Massa,

   

Adad, Tema, Ietur, Nafis e Kedma.

Gen 25,15

Adad, Tema, Ietur, Nafis e Kedma.

   

Questi sono gli Ismaeliti e questi sono i loro nomi secondo i loro recinti e accampamenti. Sono i dodici principi delle rispettive tribù.

Gen 25,16

Questi sono i figli di Ismaele e questi sono i loro nomi secondo i loro recinti e accampamenti. Sono i dodici prìncipi delle rispettive tribù.

   

La durata della vita di Ismaele fu di centotrentasette anni; poi morì e si riunì ai suoi antenati.

Gen 25,17

La durata della vita di Ismaele fu di centotrentasette anni; poi spirò e si riunì ai suoi antenati.

   

Egli abitò da Avila fino a Sur, che è lungo il confine dell'Egitto in direzione di Assur; egli si era stabilito di fronte a tutti i suoi fratelli.

Gen 25,18

Egli abitò da Avìla fino a Sur, che è lungo il confine dell’Egitto in direzione di Assur. Egli si era stabilito di fronte a tutti i suoi fratelli.

   

Questa è la discendenza di Isacco, figlio di Abramo. Abramo aveva generato Isacco.

Gen 25,19

Questa è la discendenza di Isacco, figlio di Abramo. Abramo aveva generato Isacco.

   

Isacco aveva quarant'anni quando si prese in moglie Rebecca, figlia di Betuel l'Arameo, da Paddan-Aram, e sorella di Labano l'Arameo.

Gen 25,20

Isacco aveva quarant’anni quando si prese in moglie Rebecca, figlia di Betuèl l’Arameo, da Paddan-Aram, e sorella di Làbano, l’Arameo.

   

Isacco supplicò il Signore per sua moglie, perché essa era sterile e il Signore lo esaudì, così che sua moglie Rebecca divenne incinta.

Gen 25,21

Isacco supplicò il Signore per sua moglie, perché ella era sterile e il Signore lo esaudì, così che sua moglie Rebecca divenne incinta.

   

Ora i figli si urtavano nel suo seno ed essa esclamò: "Se è così, perché questo?". Andò a consultare il Signore.

Gen 25,22

Ora i figli si urtavano nel suo seno ed ella esclamò: «Se è così, che cosa mi sta accadendo?». Andò a consultare il Signore.

   

Il Signore le rispose: "Due nazioni sono nel tuo seno e due popoli dal tuo grembo si disperderanno; un popolo sarà più forte dell'altro e il maggiore servirà il più piccolo".

Gen 25,23

Il Signore le rispose: «Due nazioni sono nel tuo seno e due popoli dal tuo grembo si divideranno; un popolo sarà più forte dell’altro e il maggiore servirà il più piccolo».

   

Quando poi si compì per lei il tempo di partorire, ecco due gemelli erano nel suo grembo.

Gen 25,24

Quando poi si compì per lei il tempo di partorire, ecco, due gemelli erano nel suo grembo.

   

Uscì il primo, rossiccio e tutto come un mantello di pelo, e fu chiamato Esaù.

Gen 25,25

Uscì il primo, rossiccio e tutto come un mantello di pelo, e fu chiamato Esaù.

   

Subito dopo, uscì il fratello e teneva in mano il calcagno di Esaù; fu chiamato Giacobbe. Isacco aveva sessant'anni quando essi nacquero.

Gen 25,26

Subito dopo, uscì il fratello e teneva in mano il calcagno di Esaù; fu chiamato Giacobbe. Isacco aveva sessant’anni quando essi nacquero.

   

I fanciulli crebbero ed Esaù divenne abile nella caccia, un uomo della steppa, mentre Giacobbe era un uomo tranquillo, che dimorava sotto le tende.

Gen 25,27

I fanciulli crebbero ed Esaù divenne abile nella caccia, un uomo della steppa, mentre Giacobbe era un uomo tranquillo, che dimorava sotto le tende.

   

Isacco prediligeva Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca prediligeva Giacobbe.

Gen 25,28

Isacco prediligeva Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca prediligeva Giacobbe.

   

Una volta Giacobbe aveva cotto una minestra di lenticchie; Esaù arrivò dalla campagna ed era sfinito.

Gen 25,29

Una volta Giacobbe aveva cotto una minestra; Esaù arrivò dalla campagna ed era sfinito.

   

Disse a Giacobbe: "Lasciami mangiare un po' di questa minestra rossa, perché io sono sfinito" - Per questo fu chiamato Edom -.

Gen 25,30

Disse a Giacobbe: «Lasciami mangiare un po’ di questa minestra rossa, perché io sono sfinito». Per questo fu chiamato Edom.

   

Giacobbe disse: "Vendimi subito la tua primogenitura".

Gen 25,31

Giacobbe disse: «Vendimi subito la tua primogenitura».

   

Rispose Esaù: "Ecco sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?".

Gen 25,32

Rispose Esaù: «Ecco, sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?».

   

Giacobbe allora disse: "Giuramelo subito". Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe.

Gen 25,33

Giacobbe allora disse: «Giuramelo subito». Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe.

   

Giacobbe diede ad Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura.

Gen 25,34

Giacobbe diede a Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura.

   

Venne una carestia nel paese oltre la prima che era avvenuta ai tempi di Abramo, e Isacco andò a Gerar presso Abimèlech, re dei Filistei.

Gen 26,1

Venne una carestia nella terra, dopo quella che c’era stata ai tempi di Abramo, e Isacco andò a Gerar presso Abimèlec, re dei Filistei.

   

Gli apparve il Signore e gli disse: "Non scendere in Egitto, abita nel paese che io ti indicherò.

Gen 26,2

Gli apparve il Signore e gli disse: «Non scendere in Egitto, abita nella terra che io ti indicherò,

   

Rimani in questo paese e io sarò con te e ti benedirò, perché a te e alla tua discendenza io concederò tutti questi territori, e manterrò il giuramento che ho fatto ad Abramo tuo padre.

Gen 26,3

rimani come forestiero in questa terra e io sarò con te e ti benedirò: a te e alla tua discendenza io concederò tutti questi territori, e manterrò il giuramento che ho fatto ad Abramo tuo padre.

   

Renderò la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e concederò alla tua discendenza tutti questi territori: tutte le nazioni della terra saranno benedette per la tua discendenza;

Gen 26,4

Renderò la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e concederò alla tua discendenza tutti questi territori: tutte le nazioni della terra si diranno benedette nella tua discendenza;

   

per il fatto che Abramo ha obbedito alla mia voce e ha osservato ciò che io gli avevo prescritto: i miei comandamenti, le mie istituzioni e le mie leggi".

Gen 26,5

perché Abramo ha obbedito alla mia voce e ha osservato ciò che io gli avevo prescritto: i miei comandamenti, le mie istituzioni e le mie leggi».

   

Così Isacco dimorò in Gerar.

Gen 26,6

Così Isacco dimorò a Gerar.

   

Gli uomini del luogo lo interrogarono intorno alla moglie ed egli disse: "È mia sorella"; infatti aveva timore di dire: "È mia moglie", pensando che gli uomini del luogo lo uccidessero per causa di Rebecca, che era di bell'aspetto.

Gen 26,7

Gli uomini del luogo gli fecero domande sulla moglie, ma egli disse: «È mia sorella»; infatti aveva timore di dire: «È mia moglie», pensando che gli uomini del luogo lo avrebbero potuto uccidere a causa di Rebecca, che era di bell’aspetto.

   

Era là da molto tempo, quando Abimelech, re dei Filistei, si affacciò alla finestra e vide Isacco scherzare con la propria moglie Rebecca.

Gen 26,8

Era là da molto tempo, quando Abimèlec, re dei Filistei, si affacciò alla finestra e vide Isacco scherzare con la propria moglie Rebecca.

   

Abimèlech chiamò Isacco e disse: "Sicuramente essa è tua moglie. E perché tu hai detto: È mia sorella?". Gli rispose Isacco: "Perché mi son detto: io non muoia per causa di lei!".

Gen 26,9

Abimèlec chiamò Isacco e disse: «Sicuramente ella è tua moglie. E perché tu hai detto: “È mia sorella”?». Gli rispose Isacco: «Perché mi son detto: che io non abbia a morire per causa di lei!».

   

Riprese Abimelech: "Che ci hai fatto? Poco ci mancava che qualcuno del popolo si unisse a tua moglie e tu attirassi su di noi una colpa".

Gen 26,10

Riprese Abimèlec: «Perché ti sei comportato così con noi? Poco ci mancava che qualcuno del popolo si unisse a tua moglie e tu attirassi su di noi una colpa».

   

Abimelech diede quest'ordine a tutto il popolo: "Chi tocca questo uomo o la sua moglie sarà messo a morte!".

Gen 26,11

Abimèlec diede quest’ordine a tutto il popolo: «Chi tocca quest’uomo o sua moglie sarà messo a morte!».

   

Poi Isacco fece una semina in quel paese e raccolse quell'anno il centuplo. Il Signore infatti lo aveva benedetto.

Gen 26,12

Isacco fece una semina in quella terra e raccolse quell’anno il centuplo. Il Signore infatti lo aveva benedetto.

   

E l'uomo divenne ricco e crebbe tanto in ricchezze fino a divenire ricchissimo:

Gen 26,13

E l’uomo divenne ricco e crebbe tanto in ricchezze fino a divenire ricchissimo:

   

possedeva greggi di piccolo e di grosso bestiame e numerosi schiavi e i Filistei cominciarono ad invidiarlo.

Gen 26,14

possedeva greggi e armenti e numerosi schiavi, e i Filistei cominciarono a invidiarlo.

   

Tutti i pozzi che avevano scavati i servi di suo padre ai tempi del padre Abramo, i Filistei li avevano turati riempiendoli di terra.

Gen 26,15

Tutti i pozzi che avevano scavato i servi di suo padre ai tempi di Abramo, suo padre, i Filistei li avevano chiusi riempiendoli di terra.

   

Abimelech disse ad Isacco: "Vàttene via da noi, perché tu sei molto più potente di noi".

Gen 26,16

Abimèlec disse a Isacco: «Vattene via da noi, perché tu sei molto più potente di noi».

   

Isacco andò via di là, si accampò sul torrente di Gerar e vi si stabilì.

Gen 26,17

Isacco andò via di là, si accampò lungo il torrente di Gerar e vi si stabilì.

   

Isacco tornò a scavare i pozzi d'acqua, che avevano scavati i servi di suo padre, Abramo, e che i Filistei avevano turati dopo la morte di Abramo, e li chiamò come li aveva chiamati suo padre.

Gen 26,18

Isacco riattivò i pozzi d’acqua, che avevano scavato i servi di suo padre, Abramo, e che i Filistei avevano chiuso dopo la morte di Abramo, e li chiamò come li aveva chiamati suo padre.

   

I servi di Isacco scavarono poi nella valle e vi trovarono un pozzo di acqua viva.

Gen 26,19

I servi di Isacco scavarono poi nella valle e vi trovarono un pozzo di acqua viva.

   

Ma i pastori di Gerar litigarono con i pastori di Isacco, dicendo: "L'acqua è nostra!". Allora egli chiamò Esech il pozzo, perché quelli avevano litigato con lui.

Gen 26,20

Ma i pastori di Gerar litigarono con i pastori di Isacco, dicendo: «L’acqua è nostra!». Allora egli chiamò il pozzo Esek, perché quelli avevano litigato con lui.

   

Scavarono un altro pozzo, ma quelli litigarono anche per questo ed egli lo chiamò Sitna.

Gen 26,21

Scavarono un altro pozzo, ma quelli litigarono anche per questo ed egli lo chiamò Sitna.

   

Allora si mosse di là e scavò un altro pozzo, per il quale non litigarono; allora egli lo chiamò Recobot e disse: "Ora il Signore ci ha dato spazio libero perché noi prosperiamo nel paese".

Gen 26,22

Si mosse di là e scavò un altro pozzo, per il quale non litigarono; allora egli lo chiamò Recobòt e disse: «Ora il Signore ci ha dato spazio libero, perché noi prosperiamo nella terra».

   

Di là andò a Bersabea.

Gen 26,23

Di là salì a Bersabea.

   

E in quella notte gli apparve il Signore e disse: "Io sono il Dio di Abramo, tuo padre; non temere perché io sono con te. Ti benedirò e moltiplicherò la tua discendenza per amore di Abramo, mio servo".

Gen 26,24

E in quella notte gli apparve il Signore e disse: «Io sono il Dio di Abramo, tuo padre; non temere, perché io sono con te: ti benedirò e moltiplicherò la tua discendenza a causa di Abramo, mio servo».

   

Allora egli costruì in quel luogo un altare e invocò il nome del Signore; lì piantò la tenda. E i servi di Isacco scavarono un pozzo.

Gen 26,25

Allora egli costruì in quel luogo un altare e invocò il nome del Signore. Lì piantò la tenda, e i servi di Isacco scavarono un pozzo.

   

Intanto Abimelech da Gerar era andato da lui, insieme con Acuzzat, suo amico, e Picol, capo del suo esercito.

Gen 26,26

Intanto Abimèlec da Gerar era andato da lui, insieme con Acuzzàt, suo consigliere, e Picol, capo del suo esercito.

   

Isacco disse loro: "Perché siete venuti da me, mentre voi mi odiate e mi avete scacciato da voi?".

Gen 26,27

Isacco disse loro: «Perché siete venuti da me, mentre voi mi odiate e mi avete scacciato da voi?».

   

Gli risposero: "Abbiamo visto che il Signore è con te e abbiamo detto: vi sia un giuramento tra di noi, tra noi e te, e concludiamo un'alleanza con te:

Gen 26,28

Gli risposero: «Abbiamo visto che il Signore è con te e abbiamo detto: vi sia tra noi un giuramento, tra noi e te, e concludiamo un’alleanza con te:

   

tu non ci farai alcun male, come noi non ti abbiamo toccato e non ti abbiamo fatto se non il bene e ti abbiamo lasciato andare in pace. Tu sei ora un uomo benedetto dal Signore".

Gen 26,29

tu non ci farai alcun male, come noi non ti abbiamo toccato e non ti abbiamo fatto se non del bene e ti abbiamo lasciato andare in pace. Tu sei ora un uomo benedetto dal Signore».

   

Allora imbandì loro un convito e mangiarono e bevvero.

Gen 26,30

Allora imbandì loro un convito e mangiarono e bevvero.

   

Alzatisi di buon mattino, si prestarono giuramento l'un l'altro, poi Isacco li congedò e partirono da lui in pace.

Gen 26,31

Alzatisi di buon mattino, si prestarono giuramento l’un l’altro, poi Isacco li congedò e partirono da lui in pace.

   

Proprio in quel giorno arrivarono i servi di Isacco e lo informarono a proposito del pozzo che avevano scavato e gli dissero: "Abbiamo trovato l'acqua".

Gen 26,32

Proprio in quel giorno arrivarono i servi di Isacco e lo informarono a proposito del pozzo che avevano scavato e gli dissero: «Abbiamo trovato l’acqua».

   

Allora egli lo chiamò Sibea: per questo la città si chiama Bersabea fino ad oggi.

Gen 26,33

Allora egli lo chiamò Siba: per questo la città si chiama Bersabea ancora oggi.

   

Quando Esaù ebbe quarant'anni, prese in moglie Giudit, figlia di Beeri l'Hittita, e Basemat, figlia di Elon l'Hittita.

Gen 26,34

Quando Esaù ebbe quarant’anni, prese in moglie Giuditta, figlia di Beerì l’Ittita, e Basmat, figlia di Elon l’Ittita.

   

Esse furono causa d'intima amarezza per Isacco e per Rebecca.

Gen 26,35

Esse furono causa d’intima amarezza per Isacco e per Rebecca.

   

Isacco era vecchio e gli occhi gli si erano così indeboliti che non ci vedeva più. Chiamò il figlio maggiore, Esaù, e gli disse: "Figlio mio". Gli rispose: "Eccomi".

Gen 27,1

Isacco era vecchio e gli occhi gli si erano così indeboliti che non ci vedeva più. Chiamò il figlio maggiore, Esaù, e gli disse: «Figlio mio». Gli rispose: «Eccomi».

   

Riprese: "Vedi, io sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte.

Gen 27,2

Riprese: «Vedi, io sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte.

   

Ebbene, prendi le tue armi, la tua farètra e il tuo arco, esci in campagna e prendi per me della selvaggina.

Gen 27,3

Ebbene, prendi le tue armi, la tua farètra e il tuo arco, va’ in campagna e caccia per me della selvaggina.

   

Poi preparami un piatto di mio gusto e portami da mangiare, perché io ti benedica prima di morire".

Gen 27,4

Poi preparami un piatto di mio gusto e portamelo; io lo mangerò affinché possa benedirti prima di morire».

   

Ora Rebecca ascoltava, mentre Isacco parlava al figlio Esaù. Andò dunque Esaù in campagna a caccia di selvaggina da portare a casa.

Gen 27,5

Ora Rebecca ascoltava, mentre Isacco parlava al figlio Esaù. Andò dunque Esaù in campagna a caccia di selvaggina da portare a casa.

   

Rebecca disse al figlio Giacobbe: "Ecco, ho sentito tuo padre dire a tuo fratello Esaù:

Gen 27,6

Rebecca disse al figlio Giacobbe: «Ecco, ho sentito tuo padre dire a tuo fratello Esaù:

   

Portami la selvaggina e preparami un piatto, così mangerò e poi ti benedirò davanti al Signore prima della morte.

Gen 27,7

“Portami della selvaggina e preparami un piatto, lo mangerò e poi ti benedirò alla presenza del Signore prima di morire”.

   

Ora, figlio mio, obbedisci al mio ordine:

Gen 27,8

Ora, figlio mio, da’ retta a quel che ti ordino.

   

Va' subito al gregge e prendimi di là due bei capretti; io ne farò un piatto per tuo padre, secondo il suo gusto.

Gen 27,9

Va’ subito al gregge e prendimi di là due bei capretti; io preparerò un piatto per tuo padre, secondo il suo gusto.

   

Così tu lo porterai a tuo padre che ne mangerà, perché ti benedica prima della sua morte".

Gen 27,10

Così tu lo porterai a tuo padre, che ne mangerà, perché ti benedica prima di morire».

   

Rispose Giacobbe a Rebecca sua madre: "Sai che mio fratello Esaù è peloso, mentre io ho la pelle liscia.

Gen 27,11

Rispose Giacobbe a Rebecca, sua madre: «Sai bene che mio fratello Esaù è peloso, mentre io ho la pelle liscia.

   

Forse mio padre mi palperà e si accorgerà che mi prendo gioco di lui e attirerò sopra di me una maledizione invece di una benedizione".

Gen 27,12

Forse mio padre mi toccherà e si accorgerà che mi prendo gioco di lui e attirerò sopra di me una maledizione invece di una benedizione».

   

Ma sua madre gli disse: "Ricada su di me la tua maledizione, figlio mio! Tu obbedisci soltanto e vammi a prendere i capretti".

Gen 27,13

Ma sua madre gli disse: «Ricada pure su di me la tua maledizione, figlio mio! Tu dammi retta e va’ a prendermi i capretti».

   

Allora egli andò a prenderli e li portò alla madre, così la madre ne fece un piatto secondo il gusto di suo padre.

Gen 27,14

Allora egli andò a prenderli e li portò alla madre, così la madre ne fece un piatto secondo il gusto di suo padre.

   

Rebecca prese i vestiti migliori del suo figlio maggiore, Esaù, che erano in casa presso di lei, e li fece indossare al figlio minore, Giacobbe;

Gen 27,15

Rebecca prese i vestiti più belli del figlio maggiore, Esaù, che erano in casa presso di lei, e li fece indossare al figlio minore, Giacobbe;

   

con le pelli dei capretti rivestì le sue braccia e la parte liscia del collo.

Gen 27,16

con le pelli dei capretti rivestì le sue braccia e la parte liscia del collo.

   

Poi mise in mano al suo figlio Giacobbe il piatto e il pane che aveva preparato.

Gen 27,17

Poi mise in mano a suo figlio Giacobbe il piatto e il pane che aveva preparato.

   

Così egli venne dal padre e disse: "Padre mio". Rispose: "Eccomi; chi sei tu, figlio mio?".

Gen 27,18

Così egli venne dal padre e disse: «Padre mio». Rispose: «Eccomi; chi sei tu, figlio mio?».

   

Giacobbe rispose al padre: "Io sono Esaù, il tuo primogento. Ho fatto come tu mi hai ordinato. Alzati dunque, siediti e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica".

Gen 27,19

Giacobbe rispose al padre: «Io sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu mi hai ordinato. Àlzati, dunque, siediti e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica».

   

Isacco disse al figlio: "Come hai fatto presto a trovarla, figlio mio!". Rispose: "Il Signore me l'ha fatta capitare davanti".

Gen 27,20

Isacco disse al figlio: «Come hai fatto presto a trovarla, figlio mio!». Rispose: «Il Signore tuo Dio me l’ha fatta capitare davanti».

   

Ma Isacco gli disse: "Avvicinati e lascia che ti palpi, figlio mio, per sapere se tu sei proprio il mio figlio Esaù o no".

Gen 27,21

Ma Isacco gli disse: «Avvicìnati e lascia che ti tocchi, figlio mio, per sapere se tu sei proprio il mio figlio Esaù o no».

   

Giacobbe si avvicinò ad Isacco suo padre, il quale lo tastò e disse: "La voce è la voce di Giacobbe, ma le braccia sono le braccia di Esaù".

Gen 27,22

Giacobbe si avvicinò a Isacco suo padre, il quale lo toccò e disse: «La voce è la voce di Giacobbe, ma le braccia sono le braccia di Esaù».

   

Così non lo riconobbe, perché le sue braccia erano pelose come le braccia di suo fratello Esaù, e perciò lo benedisse.

Gen 27,23

Così non lo riconobbe, perché le sue braccia erano pelose come le braccia di suo fratello Esaù, e lo benedisse.

   

Gli disse ancora: "Tu sei proprio il mio figlio Esaù?". Rispose: "Lo sono".

Gen 27,24

Gli disse ancora: «Tu sei proprio il mio figlio Esaù?». Rispose: «Lo sono».

   

Allora disse: "Porgimi da mangiare della selvaggina del mio figlio, perché io ti benedica". Gliene servì ed egli mangiò, gli portò il vino ed egli bevve.

Gen 27,25

Allora disse: «Servimi, perché possa mangiare della selvaggina di mio figlio, e ti benedica». Gliene servì ed egli mangiò, gli portò il vino ed egli bevve.

   

Poi suo padre Isacco gli disse: "Avvicinati e baciami, figlio mio!".

Gen 27,26

Poi suo padre Isacco gli disse: «Avvicìnati e baciami, figlio mio!».

   

Gli si avvicinò e lo baciò. Isacco aspirò l'odore degli abiti di lui e lo benedisse: "Ecco l'odore del mio figlio come l'odore di un campo che il Signore ha benedetto.

Gen 27,27

Gli si avvicinò e lo baciò. Isacco aspirò l’odore degli abiti di lui e lo benedisse: «Ecco, l’odore del mio figlio come l’odore di un campo che il Signore ha benedetto.

   

Dio ti conceda rugiada del cielo e terre grasse e abbondanza di frumento e di mosto.

Gen 27,28

Dio ti conceda rugiada dal cielo, terre grasse, frumento e mosto in abbondanza.

   

Ti servano i popoli e si prostrino davanti a te le genti. Sii il signore dei tuoi fratelli e si prostrino davanti a te i figli di tua madre. Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia benedetto!".

Gen 27,29

Popoli ti servano e genti si prostrino davanti a te. Sii il signore dei tuoi fratelli e si prostrino davanti a te i figli di tua madre. Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia benedetto!».

   

Isacco aveva appena finito di benedire Giacobbe e Giacobbe si era allontanato dal padre Isacco, quando arrivò dalla caccia Esaù suo fratello.

Gen 27,30

Isacco aveva appena finito di benedire Giacobbe e Giacobbe si era allontanato dal padre Isacco, quando tornò dalla caccia Esaù, suo fratello.

   

Anch'egli aveva preparato un piatto, lo aveva portato al padre e gli aveva detto: "Si alzi mio padre e mangi la selvaggina di suo figlio, perché tu mi benedica".

Gen 27,31

Anch’egli preparò un piatto, lo portò al padre e gli disse: «Si alzi mio padre e mangi la selvaggina di suo figlio, per potermi benedire».

   

Gli disse suo padre Isacco: "Chi sei tu?". Rispose: "Io sono il tuo figlio primogenito Esaù".

Gen 27,32

Gli disse suo padre Isacco: «Chi sei tu?». Rispose: «Io sono il tuo figlio primogenito, Esaù».

   

Allora Isacco fu colto da un fortissimo tremito e disse: "Chi era dunque colui che ha preso la selvaggina e me l'ha portata? Io ho mangiato di tutto prima che tu venissi, poi l'ho benedetto e benedetto resterà".

Gen 27,33

Allora Isacco fu colto da un fortissimo tremito e disse: «Chi era dunque colui che ha preso la selvaggina e me l’ha portata? Io ho mangiato tutto prima che tu giungessi, poi l’ho benedetto e benedetto resterà».

   

Quando Esaù sentì le parole di suo padre, scoppiò in alte, amarissime grida. Egli disse a suo padre: "Benedici anche me, padre mio!".

Gen 27,34

Quando Esaù sentì le parole di suo padre, scoppiò in alte, amarissime grida. Disse a suo padre: «Benedici anche me, padre mio!».

   

Rispose: "È venuto tuo fratello con inganno e ha carpito la tua benedizione".

Gen 27,35

Rispose: «È venuto tuo fratello con inganno e ha carpito la benedizione che spettava a te».

   

Riprese: "Forse perché si chiama Giacobbe mi ha soppiantato già due volte? Già ha carpito la mia primogenitura ed ecco ora ha carpito la mia benedizione!". E soggiunse: "Non hai forse riservato qualche benedizione per me?".

Gen 27,36

Riprese: «Forse perché si chiama Giacobbe mi ha soppiantato già due volte? Già ha carpito la mia primogenitura ed ecco ora ha carpito la mia benedizione!». E soggiunse: «Non hai forse in serbo qualche benedizione per me?».

   

Isacco rispose e disse a Esaù: "Ecco, io l'ho costituito tuo signore e gli ho dato come servi tutti i suoi fratelli; l'ho provveduto di frumento e di mosto; per te che cosa mai potrò fare, figlio mio?".

Gen 27,37

Isacco rispose e disse a Esaù: «Ecco, io l’ho costituito tuo signore e gli ho dato come servi tutti i suoi fratelli; l’ho provveduto di frumento e di mosto; ora, per te, che cosa mai potrei fare, figlio mio?».

   

Esaù disse al padre: "Hai una sola benedizione padre mio? Benedici anche me, padre mio!". Ma Isacco taceva ed Esaù alzò la voce e pianse.

Gen 27,38

Esaù disse al padre: «Hai una sola benedizione, padre mio? Benedici anche me, padre mio!». Esaù alzò la voce e pianse.

   

Allora suo padre Isacco prese la parola e gli disse: "Ecco, lungi dalle terre grasse sarà la tua sede e lungi dalla rugiada del cielo dall'alto.

Gen 27,39

Allora suo padre Isacco prese la parola e gli disse: «Ecco, la tua abitazione sarà lontano dalle terre grasse, lontano dalla rugiada del cielo dall’alto.

   

Vivrai della tua spada e servirai tuo fratello; ma poi, quando ti riscuoterai, spezzerai il suo giogo dal tuo collo".

Gen 27,40

Vivrai della tua spada e servirai tuo fratello; ma verrà il giorno che ti riscuoterai, spezzerai il suo giogo dal tuo collo».

   

Esaù perseguitò Giacobbe per la benedizione che suo padre gli aveva dato. Pensò Esaù: "Si avvicinano i giorni del lutto per mio padre; allora ucciderò mio fratello Giacobbe".

Gen 27,41

Esaù perseguitò Giacobbe per la benedizione che suo padre gli aveva dato. Pensò Esaù: «Si avvicinano i giorni del lutto per mio padre; allora ucciderò mio fratello Giacobbe».

   

Ma furono riferite a Rebecca le parole di Esaù, suo figlio maggiore, ed essa mandò a chiamare il figlio minore Giacobbe e gli disse: "Esaù tuo fratello vuol vendicarsi di te uccidendoti.

Gen 27,42

Ma furono riferite a Rebecca le parole di Esaù, suo figlio maggiore, ed ella mandò a chiamare il figlio minore Giacobbe e gli disse: «Esaù, tuo fratello, vuole vendicarsi di te e ucciderti.

   

Ebbene, figlio mio, obbedisci alla mia voce: su, fuggi a Carran da mio fratello Labano.

Gen 27,43

Ebbene, figlio mio, dammi retta: su, fuggi a Carran da mio fratello Làbano.

   

Rimarrai con lui qualche tempo, finché l'ira di tuo fratello si sarà placata;

Gen 27,44

Rimarrai con lui qualche tempo, finché l’ira di tuo fratello si sarà placata.

   

finché si sarà palcata contro di te la collera di tuo fratello e si sarà dimenticato di quello che gli hai fatto. Allora io manderò a prenderti di là. Perché dovrei venir privata di voi due in un sol giorno?".

Gen 27,45

Quando la collera di tuo fratello contro di te si sarà placata e si sarà dimenticato di quello che gli hai fatto, allora io manderò a prenderti di là. Perché dovrei venir privata di voi due in un solo giorno?».

   

E Rebecca disse a Isacco: "Ho disgusto della mia vita a causa di queste donne hittite: se Giacobbe prende moglie tra le hittite come queste, tra le figlie del paese, a che mi giova la vita?".

Gen 27,46

E Rebecca disse a Isacco: «Ho disgusto della mia vita a causa delle donne ittite: se Giacobbe prende moglie tra le Ittite come queste, tra le ragazze della regione, a che mi giova la vita?».

   

Allora Isacco chiamò Giacobbe, lo benedisse e gli diede questo comando: "Tu non devi prender moglie tra le figlie di Canaan.

Gen 28,1

Allora Isacco chiamò Giacobbe, lo benedisse e gli diede questo comando: «Tu non devi prender moglie tra le figlie di Canaan.

   

Su, va' in Paddan-Aram, nella casa di Betuel, padre di tua madre, e prenditi di là la moglie tra le figlie di Labano, fratello di tua madre.

Gen 28,2

Su, va’ in Paddan-Aram, nella casa di Betuèl, padre di tua madre, e prenditi là una moglie tra le figlie di Làbano, fratello di tua madre.

   

Ti benedica Dio onnipotente, ti renda fecondo e ti moltiplichi, sì che tu divenga una assemblea di popoli.

Gen 28,3

Ti benedica Dio l’Onnipotente, ti renda fecondo e ti moltiplichi, sì che tu divenga un insieme di popoli.

   

Conceda la benedizione di Abramo a te e alla tua discendenza con te, perché tu possieda il paese dove sei stato forestiero, che Dio ha dato ad Abramo".

Gen 28,4

Conceda la benedizione di Abramo a te e alla tua discendenza con te, perché tu possieda la terra che Dio ha dato ad Abramo, dove tu sei stato forestiero».

   

Così Isacco fece partire Giacobbe, che andò in Paddan-Aram presso Labano, figlio di Betuel, l'Arameo, fratello di Rebecca, madre di Giacobbe e di Esaù.

Gen 28,5

Così Isacco fece partire Giacobbe, che andò in Paddan-Aram presso Làbano, figlio di Betuèl, l’Arameo, fratello di Rebecca, madre di Giacobbe e di Esaù.

   

Esaù vide che Isacco aveva benedetto Giacobbe e l'aveva mandato in Paddan-Aram per prendersi una moglie di là e che, mentre lo benediceva, gli aveva dato questo comando: "Non devi prender moglie tra le Cananee".

Gen 28,6

Esaù vide che Isacco aveva benedetto Giacobbe e l’aveva mandato in Paddan-Aram per prendersi una moglie originaria di là e che, mentre lo benediceva, gli aveva dato questo comando: «Non devi prender moglie tra le Cananee».

   

Giacobbe aveva obbedito al padre e alla madre ed era partito per Paddan-Aram.

Gen 28,7

Giacobbe, obbedendo al padre e alla madre, era partito per Paddan-Aram.

   

Esaù comprese che le figlie di Canaan non erano gradite a suo padre Isacco.

Gen 28,8

Esaù comprese che le figlie di Canaan non erano gradite a suo padre Isacco.

   

Allora si recò da Ismaele e, oltre le mogli che aveva, si prese in moglie Macalat, figlia di Ismaele, figlio di Abramo, sorella di Nebaiot.

Gen 28,9

Allora si recò da Ismaele e, oltre le mogli che aveva, si prese in moglie Macalàt, figlia di Ismaele, figlio di Abramo, sorella di Nebaiòt.

   

Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran.

Gen 28,10

Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran.

   

Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo.

Gen 28,11

Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese là una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo.

   

Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.

Gen 28,12

Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.

   

Ecco il Signore gli stava davanti e disse: "Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza.

Gen 28,13

Ecco, il Signore gli stava davanti e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo, tuo padre, e il Dio di Isacco. A te e alla tua discendenza darò la terra sulla quale sei coricato.

   

La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra.

Gen 28,14

La tua discendenza sarà innumerevole come la polvere della terra; perciò ti espanderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E si diranno benedette, in te e nella tua discendenza, tutte le famiglie della terra.

   

Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questo paese, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t'ho detto".

Gen 28,15

Ecco, io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questa terra, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che ti ho detto».

   

Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: "Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo".

Gen 28,16

Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: «Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo».

   

Ebbe timore e disse: "Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo".

Gen 28,17

Ebbe timore e disse: «Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo».

   

Alla mattina presto Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità.

Gen 28,18

La mattina Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità.

   

E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz.

Gen 28,19

E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz.

   

Giacobbe fece questo voto: "Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi,

Gen 28,20

Giacobbe fece questo voto: «Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi,

   

se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio.

Gen 28,21

se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio.

   

Questa pietra, che io ho eretta come stele, sarà una casa di Dio; di quanto mi darai io ti offrirò la decima".

Gen 28,22

Questa pietra, che io ho eretto come stele, sarà una casa di Dio; di quanto mi darai, io ti offrirò la decima».

   

Giacobbe si mise in cammino e andò nel paese degli orientali.

Gen 29,1

Giacobbe si mise in cammino e andò nel territorio degli orientali.

   

Vide nella campagna un pozzo e tre greggi di piccolo bestiame, accovacciati vicino, perché a quel pozzo si abbeveravano i greggi, ma la pietra sulla bocca del pozzo era grande.

Gen 29,2

Vide nella campagna un pozzo e tre greggi di piccolo bestiame distese vicino, perché a quel pozzo si abbeveravano le greggi. Sulla bocca del pozzo c’era una grande pietra:

   

Quando tutti i greggi si erano radunati là, i pastori rotolavano la pietra dalla bocca del pozzo e abbeveravano il bestiame; poi rimettevano la pietra al posto sulla bocca del pozzo.

Gen 29,3

solo quando tutte le greggi si erano radunate là, i pastori facevano rotolare la pietra dalla bocca del pozzo e abbeveravano il bestiame; poi rimettevano la pietra al suo posto sulla bocca del pozzo.

   

Giacobbe disse loro: "Fratelli miei, di dove siete?". Risposero: "Siamo di Carran".

Gen 29,4

Giacobbe disse loro: «Fratelli miei, di dove siete?». Risposero: «Siamo di Carran».

   

Disse loro: "Conoscete Labano, figlio di Nacor?". Risposero: "Lo conosciamo".

Gen 29,5

Disse loro: «Conoscete Làbano, figlio di Nacor?». Risposero: «Lo conosciamo».

   

Disse loro: "Sta bene?". Risposero: "Sì; ecco la figlia Rachele che viene con il gregge".

Gen 29,6

Poi domandò: «Sta bene?». Risposero: «Sì; ecco sua figlia Rachele che viene con il gregge».

   

Riprese: "Eccoci ancora in pieno giorno: non è tempo di radunare il bestiame. Date da bere al bestiame e andate a pascolare!".

Gen 29,7

Riprese: «Eccoci ancora in pieno giorno: non è tempo di radunare il bestiame. Date da bere al bestiame e andate a pascolare!».

   

Risposero: "Non possiamo, finché non siano radunati tutti i greggi e si rotoli la pietra dalla bocca del pozzo; allora faremo bere il gregge".

Gen 29,8

Ed essi risposero: «Non possiamo, finché non si siano radunate tutte le greggi e si rotoli la pietra dalla bocca del pozzo; allora faremo bere il gregge».

   

Egli stava ancora parlando con loro, quando arrivò Rachele con il bestiame del padre, perché era una pastorella.

Gen 29,9

Egli stava ancora parlando con loro, quando arrivò Rachele con il bestiame del padre; era infatti una pastorella.

   

Quando Giacobbe vide Rachele, figlia di Labano, fratello di sua madre, insieme con il bestiame di Labano, fratello di sua madre, Giacobbe, fattosi avanti, rotolò la pietra dalla bocca del pozzo e fece bere le pecore di Labano, fratello di sua madre.

Gen 29,10

Quando Giacobbe vide Rachele, figlia di Làbano, fratello di sua madre, insieme con il bestiame di Làbano, fratello di sua madre, Giacobbe, fattosi avanti, fece rotolare la pietra dalla bocca del pozzo e fece bere le pecore di Làbano, fratello di sua madre.

   

Poi Giacobbe baciò Rachele e pianse ad alta voce.

Gen 29,11

Poi Giacobbe baciò Rachele e pianse ad alta voce.

   

Giacobbe rivelò a Rachele che egli era parente del padre di lei, perché figlio di Rebecca. Allora essa corse a riferirlo al padre.

Gen 29,12

Giacobbe rivelò a Rachele che egli era parente del padre di lei, perché figlio di Rebecca. Allora ella corse a riferirlo al padre.

   

Quando Labano seppe che era Giacobbe, il figlio di sua sorella, gli corse incontro, lo abbracciò, lo baciò e lo condusse nella sua casa. Ed egli raccontò a Labano tutte le sue vicende.

Gen 29,13

Quando Làbano seppe che era Giacobbe, il figlio di sua sorella, gli corse incontro, lo abbracciò, lo baciò e lo condusse nella sua casa. Ed egli raccontò a Làbano tutte queste vicende.

   

Allora Labano gli disse: "Davvero tu sei mio osso e mia carne!". Così dimorò presso di lui per un mese.

Gen 29,14

Allora Làbano gli disse: «Davvero tu sei mio osso e mia carne!». Così restò presso di lui per un mese.

   

Poi Labano disse a Giacobbe: "Poiché sei mio parente, mi dovrai forse servire gratuitamente? Indicami quale deve essere il tuo salario".

Gen 29,15

Poi Làbano disse a Giacobbe: «Poiché sei mio parente, dovrai forse prestarmi servizio gratuitamente? Indicami quale deve essere il tuo salario».

   

Ora Labano aveva due figlie; la maggiore si chiamava Lia e la più piccola si chiamava Rachele.

Gen 29,16

Ora Làbano aveva due figlie; la maggiore si chiamava Lia e la più piccola si chiamava Rachele.

   

Lia aveva gli occhi smorti, mentre Rachele era bella di forme e avvenente di aspetto,

Gen 29,17

Lia aveva gli occhi smorti, mentre Rachele era bella di forme e avvenente di aspetto,

   

perciò Giacobbe amava Rachele. Disse dunque: "Io ti servirò sette anni per Rachele, tua figlia minore".

Gen 29,18

perciò Giacobbe s’innamorò di Rachele. Disse dunque: «Io ti servirò sette anni per Rachele, tua figlia minore».

   

Rispose Labano: "Preferisco darla a te piuttosto che a un estraneo. Rimani con me".

Gen 29,19

Rispose Làbano: «Preferisco darla a te piuttosto che a un estraneo. Rimani con me».

   

Così Giacobbe servì sette anni per Rachele: gli sembrarono pochi giorni tanto era il suo amore per lei.

Gen 29,20

Così Giacobbe servì sette anni per Rachele: gli sembrarono pochi giorni, tanto era il suo amore per lei.

   

Poi Giacobbe disse a Labano: "Dammi la mia sposa, perché il mio tempo è compiuto e voglio unirmi a lei".

Gen 29,21

Poi Giacobbe disse a Làbano: «Dammi la mia sposa, perché i giorni sono terminati e voglio unirmi a lei».

   

Allora Labano radunò tutti gli uomini del luogo e diede un banchetto.

Gen 29,22

Allora Làbano radunò tutti gli uomini del luogo e diede un banchetto.

   

Ma quando fu sera, egli prese la figlia Lia e la condusse da lui ed egli si unì a lei.

Gen 29,23

Ma quando fu sera, egli prese la figlia Lia e la condusse da lui ed egli si unì a lei.

   

Labano diede la propria schiava Zilpa alla figLia, come schiava.

Gen 29,24

Làbano diede come schiava, alla figlia Lia, la sua schiava Zilpa.

   

Quando fu mattina... ecco era Lia! Allora Giacobbe disse a Labano: "Che mi hai fatto? Non è forse per Rachele che sono stato al tuo servizio? Perché mi hai ingannato?".

Gen 29,25

Quando fu mattina... ecco, era Lia! Allora Giacobbe disse a Làbano: «Che cosa mi hai fatto? Non sono stato al tuo servizio per Rachele? Perché mi hai ingannato?».

   

Rispose Labano: "Non si usa far così nel nostro paese, dare, cioè, la più piccola prima della maggiore.

Gen 29,26

Rispose Làbano: «Non si usa far così dalle nostre parti, non si dà in sposa la figlia più piccola prima della primogenita.

   

Finisci questa settimana nuziale, poi ti darò anche quest'altra per il servizio che tu presterai presso di me per altri sette anni".

Gen 29,27

Finisci questa settimana nuziale, poi ti darò anche l’altra per il servizio che tu presterai presso di me per altri sette anni».

   

Giacobbe fece così: terminò la settimana nuziale e allora Labano gli diede in moglie la figlia Rachele.

Gen 29,28

E così fece Giacobbe: terminò la settimana nuziale e allora Làbano gli diede in moglie la figlia Rachele.

   

Labano diede alla figlia Rachele la propria schiava Bila, come schiava.

Gen 29,29

Làbano diede come schiava, alla figlia Rachele, la sua schiava Bila.

   

Egli si unì anche a Rachele e amò Rachele più di Lia. Fu ancora al servizio di lui per altri sette anni.

Gen 29,30

Giacobbe si unì anche a Rachele e amò Rachele più di Lia. Fu ancora al servizio di lui per altri sette anni.

   

Ora il Signore, vedendo che Lia veniva trascurata, la rese feconda, mentre Rachele rimaneva sterile.

Gen 29,31

Ora il Signore, vedendo che Lia veniva trascurata, la rese feconda, mentre Rachele rimaneva sterile.

   

Così Lia concepì e partorì un figlio e lo chiamò Ruben, perché disse: "Il Signore ha visto la mia umiliazione; certo, ora mio marito mi amerà".

Gen 29,32

Così Lia concepì e partorì un figlio e lo chiamò Ruben, perché disse: «Il Signore ha visto la mia umiliazione; certo, ora mio marito mi amerà».

   

Concepì ancora un figlio e disse: "Il Signore ha udito che io ero trascurata e mi ha dato anche questo". E lo chiamò Simeone.

Gen 29,33

Concepì ancora e partorì un figlio, e disse: «Il Signore ha udito che io ero trascurata e mi ha dato anche questo». E lo chiamò Simeone.

   

Poi concepì ancora e partorì un figlio e disse: "Questa volta mio marito mi si affezionerà, perché gli ho partorito tre figli". Per questo lo chiamò Levi.

Gen 29,34

Concepì ancora e partorì un figlio, e disse: «Questa volta mio marito mi si affezionerà, perché gli ho partorito tre figli». Per questo lo chiamò Levi.

   

Concepì ancora e partorì un figlio e disse: "Questa volta loderò il Signore". Per questo lo chiamò Giuda. E cessò di avere figli.

Gen 29,35

Concepì ancora e partorì un figlio, e disse: «Questa volta loderò il Signore». Per questo lo chiamò Giuda. E cessò di avere figli.

   

Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: "Dammi dei figli, se no io muoio!".

Gen 30,1

Rachele, vedendo che non le era concesso di dare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, se no io muoio!».

   

Giacobbe s'irritò contro Rachele e disse: "Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?".

Gen 30,2

Giacobbe s’irritò contro Rachele e disse: «Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?».

   

Allora essa rispose: "Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch'io una mia prole per mezzo di lei".

Gen 30,3

Allora ella rispose: «Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, partorisca sulle mie ginocchia cosicché, per mezzo di lei, abbia anch’io una mia prole».

   

Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei.

Gen 30,4

Così ella gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei.

   

Bila concepì e partorì a Giacobbe un figlio.

Gen 30,5

Bila concepì e partorì a Giacobbe un figlio.

   

Rachele disse: "Dio mi ha fatto giustizia e ha anche ascoltato la mia voce, dandomi un figlio". Per questo essa lo chiamò Dan.

Gen 30,6

Rachele disse: «Dio mi ha fatto giustizia e ha anche ascoltato la mia voce, dandomi un figlio». Per questo ella lo chiamò Dan.

   

Bila, la schiava di Rachele, concepì ancora e partorì a Giacobbe un secondo figlio.

Gen 30,7

Bila, la schiava di Rachele, concepì ancora e partorì a Giacobbe un secondo figlio.

   

Rachele disse: "Ho sostenuto contro mia sorella lotte difficili e ho vinto!". Perciò lo chiamò Neftali.

Gen 30,8

Rachele disse: «Ho sostenuto contro mia sorella lotte tremende e ho vinto!». E lo chiamò Nèftali.

   

Allora Lia, vedendo che aveva cessato di aver figli, prese la propria schiava Zilpa e la diede in moglie e Giacobbe.

Gen 30,9

Allora Lia, vedendo che aveva cessato di aver figli, prese la propria schiava Zilpa e la diede in moglie a Giacobbe.

   

Zilpa, la schiava di Lia, partorì a Giacobbe un figlio.

Gen 30,10

Zilpa, la schiava di Lia, partorì a Giacobbe un figlio.

   

Lia disse: "Per fortuna!" e lo chiamò Gad.

Gen 30,11

Lia esclamò: «Per fortuna!» e lo chiamò Gad.

   

Zilpa, la schiava di Lia, partorì un secondo figlio a Giacobbe.

Gen 30,12

Zilpa, la schiava di Lia, partorì un secondo figlio a Giacobbe.

   

Lia disse: "Per mia felicità! Perché le donne mi diranno felice". Perciò lo chiamò Aser.

Gen 30,13

Lia disse: «Per mia felicità! Certamente le donne mi chiameranno beata». E lo chiamò Aser.

   

Al tempo della mietitura del grano, Ruben uscì e trovò mandragore, che portò alla madre Lia. Rachele disse a Lia: "Dammi un po' delle mandragore di tuo figlio".

Gen 30,14

Al tempo della mietitura del grano, Ruben uscì e trovò delle mandragore, che portò alla madre Lia. Rachele disse a Lia: «Dammi un po’ delle mandragore di tuo figlio».

   

Ma Lia rispose: "È forse poco che tu mi abbia portato via il marito perché voglia portar via anche le mandragore di mio figlio?". Riprese Rachele: "Ebbene, si corichi pure con te questa notte, in cambio delle mandragore di tuo figlio".

Gen 30,15

Ma Lia rispose: «Ti sembra poco avermi portato via il marito, perché ora tu voglia portare via anche le mandragore di mio figlio?». Riprese Rachele: «Ebbene, Giacobbe si corichi pure con te questa notte, ma dammi in cambio le mandragore di tuo figlio».

   

Alla sera, quando Giacobbe arrivò dalla campagna, Lia gli uscì incontro e gli disse: "Da me devi venire, perché io ho pagato il diritto di averti con le mandragore di mio figlio". Così egli si coricò con lei quella notte.

Gen 30,16

La sera, quando Giacobbe arrivò dalla campagna, Lia gli uscì incontro e gli disse: «Da me devi venire, perché io ho pagato il diritto di averti con le mandragore di mio figlio». Così egli si coricò con lei quella notte.

   

Il Signore esaudì Lia, la quale concepì e partorì a Giacobbe un quinto figlio.

Gen 30,17

Il Signore esaudì Lia, la quale concepì e partorì a Giacobbe un quinto figlio.

   

Lia disse: "Dio mi ha dato il mio salario, per avere io dato la mia schiava a mio marito". Perciò lo chiamò Issacar.

Gen 30,18

Lia disse: «Dio mi ha dato il mio salario, perché ho dato la mia schiava a mio marito». E lo chiamò Ìssacar.

   

Lia concepì e partorì ancora un sesto figlio a Giacobbe.

Gen 30,19

Lia concepì e partorì ancora un sesto figlio a Giacobbe.

   

Lia disse: "Dio mi ha fatto un bel regalo: questa volta mio marito mi preferirà, perché gli ho partorito sei figli". Perciò lo chiamò Zàbulon.

Gen 30,20

Lia disse: «Dio mi ha fatto un bel regalo: questa volta mio marito mi preferirà, perché gli ho partorito sei figli». E lo chiamò Zàbulon.

   

In seguito partorì una figlia e la chiamò Dina.

Gen 30,21

In seguito partorì una figlia e la chiamò Dina.

   

Dio si ricordò anche di Rachele; Dio la esaudì e la rese feconda.

Gen 30,22

Dio si ricordò anche di Rachele; Dio la esaudì e la rese feconda.

   

Essa concepì e partorì un figlio e disse: "Dio ha tolto il mio disonore".

Gen 30,23

Ella concepì e partorì un figlio e disse: «Dio ha tolto il mio disonore».

   

E lo chiamò Giuseppe dicendo: "Il Signore mi aggiunga un altro figlio!".

Gen 30,24

E lo chiamò Giuseppe, dicendo: «Il Signore mi aggiunga un altro figlio!».

   

Dopo che Rachele ebbe partorito Giuseppe, Giacobbe disse a Labano: "Lasciami andare e tornare a casa mia, nel mio paese.

Gen 30,25

Dopo che Rachele ebbe partorito Giuseppe, Giacobbe disse a Làbano: «Lasciami andare e tornare a casa mia, nella mia terra.

   

Dammi le mogli, per le quali ti ho servito, e i miei bambini perché possa partire: tu conosci il servizio che ti ho prestato".

Gen 30,26

Dammi le mogli, per le quali ti ho servito, e i miei bambini, perché possa partire: tu conosci il servizio che ti ho prestato».

   

Gli disse Labano: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi... Per divinazione ho saputo che il Signore mi ha benedetto per causa tua".

Gen 30,27

Gli disse Làbano: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi... Per divinazione ho saputo che il Signore mi ha benedetto per causa tua».

   

E aggiunse: "Fissami il tuo salario e te lo darò".

Gen 30,28

E aggiunse: «Fissami il tuo salario e te lo darò».

   

Gli rispose: "Tu stesso sai come ti ho servito e quanti sono diventati i tuoi averi per opera mia.

Gen 30,29

Gli rispose: «Tu stesso sai come ti ho servito e quanto sono cresciuti i tuoi averi per opera mia.

   

Perché il poco che avevi prima della mia venuta è cresciuto oltre misura e il Signore ti ha benedetto sui miei passi. Ma ora, quando lavorerò anch'io per la mia casa?".

Gen 30,30

Perché il poco che avevi prima della mia venuta è aumentato oltre misura, e il Signore ti ha benedetto sui miei passi. Ma ora, quando lavorerò anch’io per la mia casa?».

   

Riprese Labano: "Che ti devo dare?". Giacobbe rispose: "Non mi devi nulla; se tu farai per me quanto ti dico, ritornerò a pascolare il tuo gregge e a custodirlo.

Gen 30,31

Riprese Làbano: «Che cosa ti devo dare?». Giacobbe rispose: «Non mi devi nulla; se tu farai per me quanto ti dico, ritornerò a pascolare il tuo gregge e a custodirlo.

   

Oggi passerò fra tutto il tuo bestiame; metti da parte ogni capo di colore scuro tra le pecore e ogni capo chiazzato e punteggiato tra le capre: sarà il mio salario.

Gen 30,32

Oggi passerò fra tutto il tuo bestiame; tu metti da parte ogni capo di colore scuro tra le pecore e ogni capo chiazzato e punteggiato tra le capre: sarà il mio salario.

   

In futuro la mia stessa onestà risponderà per me; quando verrai a verificare il mio salario, ogni capo che non sarà punteggiato o chiazzato tra le capre e di colore scuro tra le pecore, se si troverà presso di me, sarà come rubato".

Gen 30,33

In futuro la mia stessa onestà risponderà per me; quando verrai a verificare il mio salario, ogni capo che non sarà punteggiato o chiazzato tra le capre e di colore scuro tra le pecore, se si troverà presso di me sarà come rubato».

   

Labano disse: "Bene, sia come tu hai detto!".

Gen 30,34

Làbano disse: «Bene, sia come tu hai detto!».

   

In quel giorno mise da parte i capri striati e chiazzati e tutte le capre punteggiate e chiazzate, ogni capo che aveva del bianco e ogni capo di colore scuro tra le pecore. Li affidò ai suoi figli

Gen 30,35

In quel giorno mise da parte i capri striati e chiazzati e tutte le capre punteggiate e chiazzate, ogni capo che aveva del bianco, e ogni capo di colore scuro tra le pecore. Li affidò ai suoi figli

   

e stabilì una distanza di tre giorni di cammino tra sé e Giacobbe, mentre Giacobbe pascolava l'altro bestiame di Labano.

Gen 30,36

e stabilì una distanza di tre giorni di cammino tra sé e Giacobbe, mentre Giacobbe pascolava l’altro bestiame di Làbano.

   

Ma Giacobbe prese rami freschi di pioppo, di mandorlo e di platano, ne intagliò la corteccia a strisce bianche, mettendo a nudo il bianco dei rami.

Gen 30,37

Ma Giacobbe prese rami freschi di pioppo, di mandorlo e di platano, ne intagliò la corteccia a strisce bianche, mettendo a nudo il bianco dei rami.

   

Poi egli mise i rami così scortecciati nei truogoli agli abbeveratoi dell'acqua, dove veniva a bere il bestiame, proprio in vista delle bestie, le quali si accoppiavano quando venivano a bere.

Gen 30,38

Mise i rami così scortecciati nei canaletti agli abbeveratoi dell’acqua, dove veniva a bere il bestiame, bene in vista per le bestie che andavano in calore quando venivano a bere.

   

Così le bestie si accoppiarono di fronte ai rami e le capre figliarono capretti striati, punteggiati e chiazzati.

Gen 30,39

Così le bestie andarono in calore di fronte ai rami e le capre figliarono capretti striati, punteggiati e chiazzati.

   

Quanto alle pecore, Giacobbe le separò e fece sì che le bestie avessero davanti a sé gli animali striati e tutti quelli di colore scuro del gregge di Labano. E i branchi che si era così costituiti per conto suo, non li mise insieme al gregge di Labano.

Gen 30,40

Quanto alle pecore, Giacobbe le separò e fece sì che le bestie avessero davanti a loro gli animali striati e tutti quelli di colore scuro del gregge di Làbano. E i branchi che si era così formato per sé, non li mise insieme al gregge di Làbano.

   

Ogni qualvolta si accoppiavano bestie robuste, Giacobbe metteva i rami nei truogoli in vista delle bestie, per farle concepire davanti ai rami.

Gen 30,41

Ogni qualvolta andavano in calore bestie robuste, Giacobbe metteva i rami nei canaletti in vista delle bestie, per farle concepire davanti ai rami.

   

Quando invece le bestie erano deboli, non li metteva. Così i capi di bestiame deboli erano per Labano e quelli robusti per Giacobbe.

Gen 30,42

Quando invece le bestie erano deboli, non li metteva. Così i capi di bestiame deboli erano per Làbano e quelli robusti per Giacobbe.

   

Egli si arricchì oltre misura e possedette greggi in grande quantità, schiave e schiavi, cammelli e asini.

Gen 30,43

Egli si arricchì oltre misura e possedette greggi in grande quantità, schiave e schiavi, cammelli e asini.

   

Ma Giacobbe venne a sapere che i figli di Labano dicevano: "Giacobbe si è preso quanto era di nostro padre e con quanto era di nostro padre si è fatta tutta questa fortuna".

Gen 31,1

Giacobbe venne a sapere che i figli di Làbano dicevano: «Giacobbe si è preso tutto quello che aveva nostro padre e con quanto era di nostro padre si è fatto questa grande fortuna».

   

Giacobbe osservò anche la faccia di Labano e si accorse che non era più verso di lui come prima.

Gen 31,2

Giacobbe osservò anche la faccia di Làbano e si accorse che verso di lui non era più come prima.

   

Il Signore disse a Giacobbe: "Torna al paese dei tuoi padri, nella tua patria e io sarò con te".

Gen 31,3

Il Signore disse a Giacobbe: «Torna alla terra dei tuoi padri, nella tua famiglia e io sarò con te».

   

Allora Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lia, in campagna presso il suo gregge

Gen 31,4

Allora Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lia, in campagna presso il suo gregge,

   

e disse loro: "Io mi accorgo dal volto di vostro padre che egli verso di me non è più come prima; eppure il Dio di mio padre è stato con me.

Gen 31,5

e disse loro: «Io mi accorgo dal volto di vostro padre che egli verso di me non è più come prima; ma il Dio di mio padre è stato con me.

   

Voi stesse sapete che io ho servito vostro padre con tutte le forze,

Gen 31,6

Sapete voi stesse che ho servito vostro padre con tutte le mie forze,

   

mentre vostro padre si è beffato di me e ha cambiato dieci volte il mio salario; ma Dio non gli ha permesso di farmi del male.

Gen 31,7

mentre vostro padre si è beffato di me e ha cambiato dieci volte il mio salario; ma Dio non gli ha permesso di farmi del male.

   

Se egli diceva: Le bestie punteggiate saranno il tuo salario, tutto il gregge figliava bestie punteggiate; se diceva: Le bestie striate saranno il tuo salario, allora tutto il gregge figliava bestie striate.

Gen 31,8

Se egli diceva: “Le bestie punteggiate saranno il tuo salario”, tutto il gregge figliava bestie punteggiate; se diceva: “Le bestie striate saranno il tuo salario”, allora tutto il gregge figliava bestie striate.

   

Così Dio ha sottratto il bestiame a vostro padre e l'ha dato a me.

Gen 31,9

Così Dio ha sottratto il bestiame a vostro padre e l’ha dato a me.

   

Una volta, quando il piccolo bestiame va in calore, io in sogno alzai gli occhi e vidi che i capri in procinto di montare le bestie erano striati, punteggiati e chiazzati.

Gen 31,10

Una volta, nel tempo in cui il piccolo bestiame va in calore, io in sogno alzai gli occhi e vidi che i capri in procinto di montare le bestie erano striati, punteggiati e chiazzati.

   

L'angelo di Dio mi disse in sogno: Giacobbe! Risposi: Eccomi.

Gen 31,11

L’angelo di Dio mi disse in sogno: “Giacobbe!”. Risposi: “Eccomi”.

   

Riprese: Alza gli occhi e guarda: tutti i capri che montano le bestie sono striati, punteggiati e chiazzati, perché ho visto quanto Labano ti fa.

Gen 31,12

Riprese: “Alza gli occhi e guarda: tutti i capri che montano le bestie sono striati, punteggiati e chiazzati, perché ho visto come ti tratta Làbano.

   

Io sono il Dio di Betel, dove tu hai unto una stele e dove mi hai fatto un voto. Ora alzati, parti da questo paese e torna nella tua patria!".

Gen 31,13

Io sono il Dio di Betel, dove tu hai unto una stele e dove mi hai fatto un voto. Ora àlzati, parti da questa terra e torna nella terra della tua famiglia!”».

   

Rachele e Lia gli risposero: "Abbiamo forse ancora una parte o una eredità nella casa di nostro padre?

Gen 31,14

Rachele e Lia gli risposero: «Abbiamo forse ancora una parte o una eredità nella casa di nostro padre?

   

Non siamo forse tenute in conto di straniere da parte sua, dal momento che ci ha vendute e si è anche mangiato il nostro danaro?

Gen 31,15

Non siamo forse tenute in conto di straniere da parte sua, dal momento che ci ha vendute e si è anche mangiato il nostro denaro?

   

Tutta la ricchezza che Dio ha sottratto a nostro padre è nostra e dei nostri figli. Ora fa' pure quanto Dio ti ha detto".

Gen 31,16

Tutta la ricchezza che Dio ha sottratto a nostro padre è nostra e dei nostri figli. Ora fa’ pure quello che Dio ti ha detto».

   

Allora Giacobbe si alzò, caricò i figli e le mogli sui cammelli

Gen 31,17

Allora Giacobbe si alzò, caricò i figli e le mogli sui cammelli

   

e condusse via tutto il bestiame e tutti gli averi che si era acquistati, il bestiame che si era acquistato in Paddan-Aram, per ritornare da Isacco, suo padre, nel paese di Canaan.

Gen 31,18

e condusse via tutto il bestiame e tutti gli averi che si era acquistato, il bestiame che si era acquistato in Paddan-Aram, per ritornare da Isacco, suo padre, nella terra di Canaan.

   

Labano era andato a tosare il gregge e Rachele rubò gli idoli che appartenevano al padre.

Gen 31,19

Làbano era andato a tosare il gregge e Rachele rubò gli idoli che appartenevano al padre.

   

Giacobbe eluse l'attenzione di Labano l'Arameo, non avvertendolo che stava per fuggire;

Gen 31,20

Giacobbe eluse l’attenzione di Làbano, l’Arameo, non lasciando trapelare che stava per fuggire;

   

così potè andarsene con tutti i suoi averi. Si alzò dunque, passò il fiume e si diresse verso le montagne di Gàlaad.

Gen 31,21

così poté andarsene con tutti i suoi averi. Si mosse dunque, passò il Fiume e si diresse verso le montagne di Gàlaad.

   

Al terzo giorno fu riferito a Labano che Giacobbe era fuggito.

Gen 31,22

Il terzo giorno fu riferito a Làbano che Giacobbe era fuggito.

   

Allora egli prese con sé i suoi parenti, lo inseguì per sette giorni di cammino e lo raggiunse sulle montagne di Gàlaad.

Gen 31,23

Allora egli prese con sé i suoi parenti, lo inseguì per sette giorni di cammino e lo raggiunse sulle montagne di Gàlaad.

   

Ma Dio venne da Labano l'Arameo in un sogno notturno e gli disse: "Bada di non dir niente a Giacobbe, proprio nulla!".

Gen 31,24

Ma Dio venne da Làbano, l’Arameo, in un sogno notturno e gli disse: «Bada di non dir niente a Giacobbe, né in bene né in male!».

   

Labano andò dunque a raggiungere Giacobbe; ora Giacobbe aveva piantato la tenda sulle montagne e Labano si era accampato con i parenti sulle montagne di Gàlaad.

Gen 31,25

Làbano andò dunque a raggiungere Giacobbe. Ora Giacobbe aveva piantato la tenda sulle montagne e Làbano si era accampato con i parenti sulle montagne di Gàlaad.

   

Disse allora Labano a Giacobbe: "Che hai fatto? Hai eluso la mia attenzione e hai condotto via le mie figlie come prigioniere di guerra!

Gen 31,26

Disse allora Làbano a Giacobbe: «Che cosa hai fatto? Hai eluso la mia attenzione e hai condotto via le mie figlie come prigioniere di guerra!

   

Perché sei fuggito di nascosto, mi hai ingannato e non mi hai avvertito? Io ti avrei congedato con festa e con canti, a suon di timpani e di cetre!

Gen 31,27

Perché sei fuggito di nascosto, mi hai ingannato e non mi hai avvertito? Io ti avrei congedato con festa e con canti, a suon di tamburelli e di cetre!

   

E non mi hai permesso di baciare i miei figli e le mie figlie! Certo hai agito in modo insensato.

Gen 31,28

E non mi hai permesso di baciare i miei figli e le mie figlie! Certo, hai agito in modo insensato.

   

Sarebbe in mio potere di farti del male, ma il Dio di tuo padre mi ha parlato la notte scorsa: Bada di non dir niente a Giacobbe, né in bene né in male!

Gen 31,29

Sarebbe in mio potere farti del male, ma il Dio di tuo padre mi ha parlato la notte scorsa: “Bada di non dir niente a Giacobbe, né in bene né in male!”.

   

Certo, sei partito perché soffrivi di nostalgia per la casa di tuo padre; ma perché mi hai rubato i miei dèi?".

Gen 31,30

Certo, sei partito perché soffrivi di nostalgia per la casa di tuo padre; ma perché hai rubato i miei dèi?».

   

Giacobbe rispose a Labano e disse: "Perché avevo paura e pensavo che mi avresti tolto con la forza le tue figlie.

Gen 31,31

Giacobbe rispose a Làbano e disse: «Perché avevo paura e pensavo che mi avresti tolto con la forza le tue figlie.

   

Ma quanto a colui presso il quale tu troverai i tuoi dèi, non resterà in vita! Alla presenza dei nostri parenti riscontra quanto vi può essere di tuo presso di me e prendilo". Giacobbe non sapeva che li aveva rubati Rachele.

Gen 31,32

Ma quanto a colui presso il quale tu troverai i tuoi dèi, non resterà in vita! Alla presenza dei nostri parenti verifica quanto vi può essere di tuo presso di me e riprendilo». Giacobbe non sapeva che li aveva rubati Rachele.

   

Allora Labano entrò nella tenda di Giacobbe e poi nella tenda di Lia e nella tenda delle due schiave, ma non trovò nulla. Poi uscì dalla tenda di Lia ed entrò nella tenda di Rachele.

Gen 31,33

Allora Làbano entrò nella tenda di Giacobbe e poi nella tenda di Lia e nella tenda delle due schiave, ma non trovò nulla. Poi uscì dalla tenda di Lia ed entrò nella tenda di Rachele.

   

Rachele aveva preso gli idoli e li aveva messi nella sella del cammello, poi vi si era seduta sopra, così Labano frugò in tutta la tenda, ma non li trovò.

Gen 31,34

Rachele aveva preso gli idoli e li aveva messi nella sella del cammello, poi vi si era seduta sopra, così Làbano frugò in tutta la tenda, ma non li trovò.

   

Essa parlò al padre: "Non si offenda il mio signore se io non posso alzarmi davanti a te, perché ho quello che avviene di regola alle donne". Labano cercò dunque il tutta la tenda e non trovò gli idoli.

Gen 31,35

Ella parlò al padre: «Non si offenda il mio signore se io non posso alzarmi davanti a te, perché ho quello che avviene di regola alle donne». Làbano cercò, ma non trovò gli idoli.

   

Giacobbe allora si adirò e apostrofò Labano, al quale disse: "Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato, perché ti sia messo a inseguirmi?

Gen 31,36

Giacobbe allora si adirò e apostrofò Làbano, al quale disse: «Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato, perché ti accanisca contro di me?

   

Ora che hai frugato tra tutti i miei oggetti, che hai trovato di tutte le robe di casa tua? Mettilo qui davanti ai miei e tuoi parenti e siano essi giudici tra noi due.

Gen 31,37

Ora che hai frugato tra tutti i miei oggetti, che cosa hai trovato di tutte le cose di casa tua? Mettilo qui davanti ai miei e tuoi parenti, e siano essi giudici tra noi due.

   

Vent'anni ho passato con te: le tue pecore e le tue capre non hanno abortito e i montoni del tuo gregge non ho mai mangiato.

Gen 31,38

Vent’anni ho passato con te: le tue pecore e le tue capre non hanno abortito e non ho mai mangiato i montoni del tuo gregge.

   

Nessuna bestia sbranata ti ho portato: io ne compensavo il danno e tu reclamavi da me ciò che veniva rubato di giorno e ciò che veniva rubato di notte.

Gen 31,39

Nessuna bestia sbranata ti ho portato a mio discarico: io stesso ne compensavo il danno e tu reclamavi da me il risarcimento sia di quanto veniva rubato di giorno sia di quanto veniva rubato di notte.

   

Di giorno mi divorava il caldo e di notte il gelo e il sonno fuggiva dai miei occhi.

Gen 31,40

Di giorno mi divorava il caldo e di notte il gelo, e il sonno fuggiva dai miei occhi.

   

Vent'anni sono stato in casa tua: ho servito quattordici anni per le tue due figlie e sei anni per il tuo gregge e tu hai cambiato il mio salario dieci volte.

Gen 31,41

Vent’anni sono stato in casa tua: ho servito quattordici anni per le tue due figlie e sei anni per il tuo gregge e tu hai cambiato il mio salario dieci volte.

   

Se non fosse stato con me il Dio di mio padre, il Dio di Abramo e il Terrore di Isacco, tu ora mi avresti licenziato a mani vuote; ma Dio ha visto la mia afflizione e la fatica delle mie mani e la scorsa notte egli ha fatto da arbitro".

Gen 31,42

Se il Dio di mio padre, il Dio di Abramo e il Terrore di Isacco non fosse stato con me, tu ora mi avresti licenziato a mani vuote; ma Dio ha visto la mia afflizione e la fatica delle mie mani e la scorsa notte egli ha fatto da arbitro».

   

Labano allora rispose e disse a Giacobbe: "Queste figlie sono mie figlie e questi figli sono miei figli; questo bestiame è il mio bestiame e quanto tu vedi è mio. E che potrei fare oggi a queste mie figlie o ai figli che esse hanno messi al mondo?

Gen 31,43

Làbano allora rispose e disse a Giacobbe: «Queste figlie sono le mie figlie e questi figli sono i miei figli; questo bestiame è il mio bestiame e quanto tu vedi è mio. E che cosa potrei fare oggi a queste mie figlie o ai figli che hanno messo al mondo?

   

Ebbene, vieni, concludiamo un'alleanza io e te e ci sia un testimonio tra me e te".

Gen 31,44

Ebbene, vieni, concludiamo un’alleanza, io e te, e ci sia un testimone tra me e te».

   

Giacobbe prese una pietra e la eresse come una stele.

Gen 31,45

Giacobbe prese una pietra e la eresse come stele.

   

Poi disse ai suoi parenti: "Raccogliete pietre", e quelli presero pietre e ne fecero un mucchio; e su quel mucchio mangiarono.

Gen 31,46

Poi disse ai suoi parenti: «Raccogliete pietre», e quelli presero pietre e ne fecero un mucchio; e su quel mucchio mangiarono.

   

Labano lo chiamò Iegar-Saaduta, mentre Giacobbe lo chiamò Gal-Ed.

Gen 31,47

Làbano lo chiamò Iegar-Saadutà, mentre Giacobbe lo chiamò Gal-Ed.

   

Labano disse: "Questo mucchio sia oggi un testimonio tra me e te"; per questo lo chiamò Gal-Ed

Gen 31,48

Làbano disse: «Questo mucchio è oggi un testimone tra me e te»; per questo lo chiamò Gal-Ed

   

e anche Mizpa, perché disse: "Il Signore starà di vedetta tra me e te, quando noi non ci vedremo più l'un l'altro.

Gen 31,49

e anche Mispa, perché disse: «Il Signore starà di vedetta tra me e te, quando noi non ci vedremo più l’un l’altro.

   

Se tu maltratterai le mie figlie e se prenderai altre mogli oltre le mie figlie, non un uomo sarà con noi, ma bada, Dio sarà testimonio tra me e te".

Gen 31,50

Se tu maltratterai le mie figlie e se prenderai altre mogli oltre le mie figlie, sappi che non un uomo è con noi, ma Dio è testimone tra me e te».

   

Soggiunse Labano a Giacobbe: "Ecco questo mucchio ed ecco questa stele, che io ho eretta tra me e te.

Gen 31,51

Soggiunse Làbano a Giacobbe: «Ecco questo mucchio ed ecco questa stele, che io ho eretto tra me e te.

   

Questo mucchio è testimonio e questa stele è testimonio che io giuro di non oltrepassare questo mucchio dalla tua parte e che tu giuri di non oltrepassare questo mucchio e questa stele dalla mia parte per fare il male.

Gen 31,52

Questo mucchio è testimone e questa stele è testimone che io giuro di non oltrepassare questo mucchio dalla tua parte e che tu giuri di non oltrepassare questo mucchio e questa stele dalla mia parte, per fare il male.

   

Il Dio di Abramo e il Dio di Nacor siano giudici tra di noi". Giacobbe giurò per il Terrore di suo padre Isacco.

Gen 31,53

Il Dio di Abramo e il Dio di Nacor siano giudici tra di noi». Giacobbe giurò per il Terrore di Isacco suo padre.

   

Poi offrì un sacrificio sulle montagne e invitò i suoi parenti a prender cibo. Essi mangiarono e passarono la notte sulle montagne.

Gen 31,54

Poi offrì un sacrificio sulle montagne e invitò i suoi parenti a prender cibo. Essi mangiarono e passarono la notte sulle montagne.